Un bambino di appena 7 anni, di nome Carlo, è deceduto dopo essere caduto in una piscina a Campigliano, frazione di Giffoni Valle Piana (provincia di Salerno) giovedì 24 luglio 2025, ingerendo una notevole quantità d’acqua.
È stato soccorso prontamente dal 118 e trasportato dapprima all’ospedale Ruggi d’Aragona di Salerno, poi in eliambulanza all’ospedale pediatrico Santobono di Napoli, dove è rimasto in coma per due giorni. I medici ne hanno dichiarato la morte cerebrale sabato 26 luglio, e poco dopo il decesso è stato confermato.
Le circostanze del drammatico incidente non sono ancora del tutto chiare: non si sa se il bambino sia caduto accidentalmente o se sia stato colto da un malore prima di finire in acqua. Per chiarire le cause del decesso, la Procura di Salerno ha disposto il sequestro della salma e della struttura della piscina, per eseguire l’autopsia. Stanno indagando i carabinieri della compagnia di Battipaglia, che hanno raccolto testimonianze e svolto rilievi in loco.
La comunità in luttoIl piccolo Carlo era originario di Montecorvino Rovella, comune vicino Salerno. Il sindaco Martino D’Onofrio ha espresso “profonda commozione e grande tristezza” unendosi al dolore della famiglia. In segno di rispetto, ha disposto il rinvio delle cerimonie di inaugurazione previste a Gauro (il 26 luglio) e San Martino (27 luglio).
L’associazione Assopiscine ha espresso cordoglio per la morte del bambino, sottolineando come questo episodio – purtroppo non isolato – evidenzi l’urgente necessità di norme più rigorose sulla sicurezza nelle piscine, in particolare quelle accessibili al pubblico. Il presidente Ferruccio Alessandria ha ribadito che non ci si può affidare al caso o alla sola responsabilità individuale, invocando una legge nazionale con standard minimi obbligatori. Secondo dati ufficiali, circa il 53% degli annegamenti in piscina riguarda bambini sotto i 12 anni, spesso senza che ci siano adeguate misure di prevenzione o vigilanza.











