Un vero terremoto giudiziario ha scosso la penisola sorrentina. La Guardia di Finanza di Torre Annunziata ha eseguito 16 misure cautelari nell’ambito di una maxi-inchiesta su appalti truccati, corruzione e turbativa d’asta che coinvolge il Comune di Sorrento. Tra gli arrestati figura anche l’ex sindaco Massimo Coppola, già detenuto dal 21 maggio per un precedente episodio di corruzione.
L’indagine, coordinata dalla Procura di Torre Annunziata, ha portato alla luce un articolato sistema di favori, tangenti e gare d’appalto manipolate in favore di imprenditori compiacenti. Le accuse, a vario titolo, sono di corruzione, peculato, falso in atto pubblico e turbata libertà degli incanti.
Secondo quanto emerso dalle intercettazioni e dalle testimonianze raccolte, esisteva una rete collaudata in cui amministratori pubblici, funzionari e imprenditori si accordavano per pilotare appalti legati a servizi comunali, manifestazioni e lavori pubblici. Al centro di questo sistema, oltre a Coppola, anche un personaggio singolare: Raffaele Guida, noto come “Lello il Sensitivo”, ritenuto intermediario tra i politici e gli imprenditori.
Massimo Coppola era già stato arrestato lo scorso 21 maggio, colto in flagranza mentre riceveva una tangente da 6.000 euro da un imprenditore, durante una cena. La scena era stata ripresa e documentata dagli investigatori. L’arresto di oggi rappresenta una nuova ordinanza a carico dell’ex primo cittadino, già detenuto in carcere a Poggioreale.
L’inchiesta, partita da quel primo episodio, ha permesso di ricostruire un intreccio di relazioni e scambi illeciti che coinvolgerebbero anche l’ex capo dell’Ufficio Tecnico Comunale, Filippo Di Martino, e vari imprenditori locali.
Oltre a Coppola e Guida, sono finiti in carcere o ai domiciliari anche Vincenzo Sorrentino, ex consigliere comunale; Filippo Di Martino, capo dell’UTC comunale; Luigi Desiderio, tecnico comunale e una decina di imprenditori coinvolti nei bandi manipolati.
I nomi emergono da un’ordinanza corposa, che descrive un sistema in cui ogni appalto era frutto di accordi sottobanco e spartizioni predefinite.
Dopo l’arresto del sindaco e lo scioglimento anticipato del consiglio comunale, Sorrento è ora amministrata da un commissario prefettizio. Le attività di gara sono state sospese in attesa di verifiche, e sono in corso accertamenti anche su fondi spesi per eventi pubblici e promozione turistica.










