Un nuovo e grave atto intimidatorio ha colpito la “Cittadella del Pane e della Legalità”, bene confiscato alla criminalità organizzata e oggi simbolo di riscatto e rigenerazione civile per l’intera comunità di San Sebastiano al Vesuvio.
Di recente ignoti hanno forzato l’ingresso del cantiere dove sono in corso i lavori di ristrutturazione. A dare l’allarme è stato l’istituto di vigilanza, che ha rilevato la violazione e prontamente avvisato il Comandante della locale stazione che ha avviato le indagini.
Sul posto si è recato il titolare della ditta esecutrice dei lavori insieme ai rappresentanti dell’amministrazione, che hanno formalizzato la denuncia contro ignoti. Secondo i rilievi, i responsabili dell’atto vandalico hanno forzato una porta d’accesso interna e provocato un copioso allagamento danneggiando i collettori dell’impianto di condizionamento. Un gesto che appare mirato a ostacolare i lavori in corso e inviare un messaggio minaccioso alla comunità impegnata nel recupero dei beni sottratti alla criminalità.
L’episodio è stato definito da Giuseppe Panico, sindaco di San Sebastiano al Vesuvio, un “evidente attacco criminale alla nostra Comunità”, un tentativo di sfida alle istituzioni proprio in un momento cruciale, mentre si avvicina la conclusione del progetto e si pianifica il riutilizzo di altri due beni confiscati recentemente.
«Rinnoviamo la nostra fiducia nelle Forze dell’Ordine – ha dichiarato il primo cittadino del comune vesuviano – e ringraziamo i tecnici, le maestranze e gli amministratori intervenuti per l’immediata messa in sicurezza dell’area. Il loro intervento ha evitato conseguenze peggiori e ha dimostrato quanto sia forte il presidio di legalità che stiamo costruendo».
L’accaduto sottolinea quanto sia delicato e fondamentale il percorso di recupero dei beni confiscati, non solo come azione urbanistica, ma come affermazione concreta di una cultura della legalità che non arretra di fronte alle intimidazioni.











