Nella notte tra il 23 e il 24 ottobre 2024, Napoli è stata teatro di una sparatoria che ha portato alla morte di Emanuele Tufano, un ragazzo di 15 anni del rione Sanità. L’evento si è verificato intorno alle 2 del mattino in via Carminiello al Mercato, nei pressi di Corso Umberto I, una zona centrale della città.
Secondo le indagini, due gruppi di giovani provenienti rispettivamente dai rioni Sanità e Mercato, si sono affrontati armati di pistole. Il gruppo del rione Sanità, di cui faceva parte Tufano, era composto da almeno dieci ragazzi su cinque scooter, mentre il gruppo del Mercato contava almeno quattro persone su due scooter. Durante il conflitto a fuoco, sono stati esplosi almeno 20 colpi da cinque pistole diverse, causando danni a veicoli e vetrine nella zona. Tufano è stato colpito alla schiena da un proiettile risultato fatale, mentre altri due minorenni, di 14 e 17 anni, sono rimasti feriti.
Le forze dell’ordine hanno avviato immediatamente le indagini, utilizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza per identificare i partecipanti alla sparatoria. All’alba di giovedì 8 maggio, una vasta operazione delle forze dell’ordine ha portato all’arresto di 14 persone, tra cui sei minorenni, accusate di omicidio, tentato omicidio e detenzione illegale di armi da fuoco, con l’aggravante del metodo mafioso. Dalle indagini degli inquirenti è emerso che probabilmente Tufano è stato raggiunto da un proiettile partito accidentalmente da un’arma in possesso di un giovane appartenente al suo stesso gruppo.
Emanuele Tufano era incensurato, frequentava la scuola e lavorava come apprendista meccanico. La sua morte ha scosso profondamente la comunità napoletana, evidenziando la crescente presenza di giovani coinvolti in dinamiche criminali. Particolarmente significativa l’omelia di Don Mimmo Battaglia durante i funerali del giovane, celebrati in una chiesa gremita di giovani.










