• Redazione
  • Contatti
  • AD
  • I’m Napolitan
  • Accedi
sabato, 30 Maggio, 2026
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Napolitan - Il nuovo modo di leggere Napoli

Il nuovo modo di leggere napoli

  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali
  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali
Napolitan - Il nuovo modo di leggere Napoli
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

La storia di Rosa, sorella del pentito Tommaso Schisa, condannata a morte da un patto d’onore

Luciana Esposito di Luciana Esposito
29 Dicembre, 2022
in Cronaca, In evidenza
0
La storia di Rosa, sorella del pentito Tommaso Schisa, condannata a morte da un patto d’onore
Share on FacebookShare on Twitter

Tommaso Schisa, rampollo della famiglia Schisa-De Stefano, erede del clan delle “pazzignane”, nel 2015 stipulò un patto d’onore con l’affiliato al quale era più legato: Michele Minichini, figlio del boss Ciro detto “Cirillino”. Entrambi sono figli di malavitosi che un tempo marcarono la scena camorristica dell’ala orientale di Napoli e che poi sono finiti in carcere. Ad aggravare le loro posizioni hanno contribuito soprattutto le dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia, quegli stessi Sarno che in un passato, ormai lontano anni luce, furono tra gli interpreti più autorevoli della malavita, per poi optare per il pentimento. Il patto tra gli eredi dei due uomini d’onore scaturisce proprio nell’ambito di una conversazione relativa al pentimento dei Sarno.

ADVERTISEMENT

«Io e Michele Minichini abbiamo fatto un patto di sangue. I termini erano questi: se mi fossi pentito io, egli avrebbe ucciso mia sorella Rosa. Se si fosse pentito lui, io gli avrei ucciso sua sorella Martina».

A rivelarlo è Tommaso Schisa in un verbale datato 11 novembre 2019. Sprezzante di quel patto che sanciva la condanna a morte della sorella, nell’estate del 2019 Schisa decide di emulare le gesta degli odiati Sarno avviando il percorso di collaborazione con la giustizia.

Una decisione che inevitabilmente sancisce l’inizio del un sofferto calvario per sua sorella Rosa. Poco più che ventenne, Rosa è la figlia di due genitori entrambi detenuti e condannati all’ergastolo, il suo unico fratello è in carcere e l’impossibilità di contattarlo e ricevere sue notizie, lascia presto dedurre al resto dei familiari che abbia deciso di collaborare. Rosa non è mai stata coinvolta negli affari di famiglia e durante le concitate fasi che hanno animato l’estate del 2019 nel Rione De Gasperi di Ponticelli, ex roccaforte dei Sarno poi diventato il presidio della famiglia/clan Schisa-De Stefano, è diventata madre per la prima volta da pochissimi giorni.

Malgrado la giovane età, lei e il suo fidanzato Vincenzo sono già genitori e convivono nella casa della madre di Rosa. Vincenzo proviene da una famiglia onesta, figlio di lavoratori estranei alle dinamiche malavitose, inizialmente anche lui si era tenuto fuori dalle vicende camorristiche, svolgendo un lavoro normale. Suo cognato Tommaso, durante il breve periodo trascorso lontano dal carcere, si limitava a passargli dei soldi per farli divertire, poi le cose sono cambiate e al cospetto dei primi segnali di difficoltà Vincenzo è stato reclutato per mantenere attiva la piazza di droga gestita dalla famiglia. Motivo per il quale viene anche arrestato. Tommaso Schisa affida a suo cognato Vincenzo anche l’incarico di tenere compagnia al latitante Ciro Contini, il quale, in segno di gratitudine gli regalerà un tatuaggio eloquente: il 17 che brucia, simbolo per antonomasia del clan Sibillo di Forcella.

Rosa e Vincenzo sono due giovani genitori, innamorati e spaventati, perchè si vedono catapultati in una situazione molto più grande di loro. Consapevoli di quel patto d’onore che condanna a morte Rosa, i due giovani temono per la loro incolumità e al contempo hanno una neonata alla quale badare. Seppure i vertici del clan Minichini-De Luca Bossa li tranquillizzino ed esercitino enormi pressioni per fare in modo che la ragazza resti a Ponticelli in modo da tenere in pugno suo fratello Tommaso affinchè ritorni sui suoi passi, i due giovani decidono di partire per la Germania dove vive una sorella della madre di Rosa.

La permanenza dei due giovani neogenitori e della loro bambina in terra tedesca dura poco. A Ponticelli è in pieno atto il violento e funesto piano ordito dalle parenti della ragazza, intenzionate ad indurre il fratello Tommaso a ritrattare. La casa del giovane Schisa viene vandalizzata, ma è soprattutto contro la sua ex moglie che si concentra l’ira delle “pazzignane”. I due giovani faticano ad ambientarsi, Vincenzo deve prima imparare la nuova lingua e poi cercare un lavoro, ma nel frattempo i soldi scarseggiano. I parenti si rifiutano perfino di comprare il latte e i pannolini per la piccola.

Malgrado le pressioni dei parenti che provano a convincere Rosa di fingere di accettare il programma di protezione con l’unico intento di incontrare il fratello per indurlo a ritrattare, i due fidanzati capiscono che quella non può essere una farsa: il programma di protezione può essere l’unica strada da perseguire per uscire da quell’inferno, soprattutto perchè Rosa non vuole voltare le spalle a suo fratello, l’unico membro della sua famiglia che un giorno potrà uscire dal carcere e reputa giusto appoggiare la decisione di Tommaso, intenzionato a giocarsi l’unica carta vincente per costruirsi un futuro lontano dal carcere e dalla camorra.

Appena atterrano a Capodichino, Rosa, Vincenzo e la loro bambina vengono subito presi in carico dalla polizia: la loro nuova vita inizia non appena mettono piede a Napoli. Non gli viene data neanche la possibilità di tornare a Ponticelli per recuperare vestiti, effetti personali, ricordi. Un rischio troppo elevato che non vale la pena di correre con i vecchi alleati del fratello pronti a tutto e legittimati a rendere esecutiva quella sentenza di morte decretata dallo stesso Tommaso, laddove si fosse configurato quel temuto scenario.

Un bagaglio ricco di incertezze, paure e buone speranze: questa la valigia che ha accompagnato la sorella di Tommaso Schisa, il suo fidanzato e la loro bambina in quel viaggio verso una nuova vita, necessario per salvargli la vita.

Di contro, le zie di Rosa e Tommaso, le sorelle della madre, rifiutano con sistematica fermezza il programma di protezione e rinnegano non solo “il nipote pentito”, ma anche sua sorella, rea di aver contribuito a determinare la rovina della loro famiglia/clan appoggiando la scelta del fratello di collaborare. I familiari avrebbero voluto fortemente che Rosa seguisse le loro direttive e, invece, quei due giovani ragazzi, hanno dovuto trovare da soli la loro strada, seppure tantissimi e confusionari eventi concorressero ad offuscarne la lucidità, Rosa e Vincenzo hanno compreso che seguire il cammino indicato da Tommaso era l’unica cosa giusta da fare.

Sono trascorsi tre anni e seppure i familiari rimasti a Ponticelli seguitino a vivere restando saldamente ancorati al codice d’onore della malavita, Rosa e Vincenzo sono riusciti a costruirsi un futuro diverso, migliore, lontano da Napoli, garantendo alla loro bambina una vita distesa e distante dalle brutture della camorra.

ADVERTISEMENT
Prec.

Sant’Agnello: Carabinieri denunciano minorenne. Sotto la sella una scaccia cani per poter festeggiare durante la notte di San Silvestro

Succ.

Napoli: a Capodanno e funicolare in servizio per tutta la notte

Può interessarti

Afragola, incendiato lo striscione con il volto di Martina Carbonaro, la 14enne uccisa dall’ex fidanzato
Cronaca

Afragola, incendiato lo striscione con il volto di Martina Carbonaro, la 14enne uccisa dall’ex fidanzato

30 Maggio, 2026
Gabriella Onesto: la donna che provò a fermare il pentimento di Tommaso Schisa
Cronaca

Gli incubi di Gabriella Onesto e quella frase terribile: «Tommaso Schisa meglio morto che pentito»

30 Maggio, 2026
Tommaso Schisa: l’esempio di cui i giovani aspiranti boss di Ponticelli avevano bisogno
Cronaca

Quando il clan dichiarò guerra al proprio figlio: il giorno in cui Tommaso Schisa scelse di collaborare

30 Maggio, 2026
Trema la camorra di Ponticelli: si è pentito Tommaso Schisa, figlio della “pazzignana” Luisa De Stefano
Cronaca

Perché il pentimento di Tommaso Schisa terrorizzava la camorra più di cento carabinieri

30 Maggio, 2026
Gabriella Onesto: la donna che provò a fermare il pentimento di Tommaso Schisa
Cronaca

Gabriella Onesto: la donna che provò a fermare il pentimento di Tommaso Schisa

30 Maggio, 2026
Ponticelli: ecco come i clan alleati gestivano la compravendita delle case popolari
Cronaca

Gabriella Onesto, l’ergastolo e il prezzo della vendetta

30 Maggio, 2026
Succ.
Napoli: a Capodanno e funicolare in servizio per tutta la notte

Napoli: a Capodanno e funicolare in servizio per tutta la notte

Please login to join discussion

Ultimi Articoli

Afragola, incendiato lo striscione con il volto di Martina Carbonaro, la 14enne uccisa dall’ex fidanzato

Afragola, incendiato lo striscione con il volto di Martina Carbonaro, la 14enne uccisa dall’ex fidanzato

di Redazione Napolitan
30 Maggio, 2026
0

Ad Afragola qualcuno ignoti hanno dato fuoco allo striscione che ritraeva il volto di Martina Carbonaro, la 14enne vittima di...

Gabriella Onesto: la donna che provò a fermare il pentimento di Tommaso Schisa

Gli incubi di Gabriella Onesto e quella frase terribile: «Tommaso Schisa meglio morto che pentito»

di Luciana Esposito
30 Maggio, 2026
0

Durante le notti introdotte dalla decisione di Tommaso Schisa di collaborare con la giustizia, Gabriella Onesto smette praticamente di dormire....

Giugno al Parco di Ercolano: due occasioni per visitare gratis

Giugno al Parco di Ercolano: due occasioni per visitare gratis

di Redazione Napolitan
30 Maggio, 2026
0

Il Parco Archeologico di Ercolano apre le sue porte gratuitamente per due domeniche consecutive nel mese di giugno, offrendo a...

“Weekend di fuoco” in Campania: torna il gran caldo

Caldo: Vaia, “Non solo emergenze stagionali: contro caldo e zanzare occorrono interventi strutturali”.

di Redazione Napolitan
30 Maggio, 2026
0

"Con temperature così elevate già alla fine di maggio, soprattutto gli anziani devono prestare la massima attenzione, restando in casa...

Facebook Twitter Youtube
  • Redazione
  • Contatti
  • Privacy and Cookie Policy
  • AD
Napolitan è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Nola n.° 9 del 23/12/2014. Iscrizione al Registro degli Operatori per la Comunicazione n. 24695

© 2022 Napolitan.it | Tutti i diritti riservati

Bentornato!

Accedi al tuo account

Hai dimenticato la password?

Recupera la tua password

Inserisci il tuo nome utente o email per recuperare la password

Accedi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali

© 2022 Napolitan.it | Tutti i diritti riservati

Vuoi sbloccare questo post?
Contenuti da sbloccare rimanenti. : 0
Sei sicuro che vuoi cancellare questo abbonamento?