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Omicidio Antonio Natale, i familiari continuano a chiedere verità e giustizia

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
23 Ottobre, 2021
in Cronaca
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L’appello della mamma del ragazzo scomparso a Caivano: “La camorra deve ridarmi mio figlio, vivo o morto”
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15360802Sono ancora numerosi i punti interrogativi che aleggiano intorno alla morte del 22enne Antonio Natale, il giovane scomparso lo scorso 4 ottobre, il cui cadavere è stato ritrovato dopo 14 giorni in un terreno incolto poco distante dal parco verde di Caivano, teatro del macabro accaduto.

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Appare ormai chiaro che il presagio palesato fin da subito dalla madre del giovane, che continua a battersi per assicurare giustizia al suo figlio, trovi sempre più riscontro anche nell’ambito delle indagini condotte dai carabinieri di Castello di Cisterna: l’omicidio del 22enne sarebbe riconducibile a dinamiche criminali legate al business dello spaccio che imperversa nel Parco Verde. Nella fattispecie, dopo un periodo trascorso in Germania, dove aveva lavorato come pizzaiolo, Antonio era tornato a Caivano ed era finito in un brutto giro. Il giovane avrebbe pagato con la vita il furto di alcuni soldi dalla cassa comune dell’organizzazione, oltre che di armi che avrebbe poi utilizzato per compiere delle “stese”.

La madre, i fratelli, lavoratori onesti ed estranei alle dinamiche malavitose, stavano cercando di salvare Antonio. I fratelli e le sorelle che vivono lontano da Napoli erano torni a Caivano per aiutare la madre e tirare fuori il fratello dal brutto giro in cui era finito, ma non hanno fatto in tempo.

Lo scorso lunedì 4 ottobre, Antonio era uscito di casa per recarsi lungo le vie dello shopping partenopeo per fare acquisti, in compagnia di altre 3 persone parenti tra loro, risultate poi a loro volta irreperibili. Si tratterebbe di un amico del 22enne e di altre due persone che si sarebbero presentate spontaneamente in caserma nei giorni scorsi per professare la loro estraneità ai fatti, precisando inoltre di voler bene ad Antonio e di non essere mai state irreperibili. L’amico del 22enne avrebbe riferito ai militari dell’arma di averlo regolarmente accompagnato all’ingresso del Parco Verde, al termine della battuta di shopping. Antonio, inoltre, qualche giorno prima della scomparsa, è tornato a casa con parecchi lividi sul corpo verosimilmente riconducibili a un’aggressione.

Un altro retroscena legato al ritrovamento del cadavere del giovane è quello legato al ruolo ricoperto da una cartomante. Sarebbe stata proprio la veggente, dopo due settimane di ricerche, a fornire informazioni utili per il ritrovamento del corpo. La donna sarebbe stata interpellata dalla compagna di un giovane del Parco Verde che sarebbe il gestore di una delle principali piazze di spaccio, che le avrebbe chiesto di leggerle le carte. Durante il consulto, in una lunga chat, la giovane avrebbe inavvertitamente fornito una serie di indicazioni. Le conversazioni sarebbero state consegnate dalla cartomante al giornalista Pino Grazioli che le avrebbe a sua volta consegnate ai carabinieri, consentendo loro di ritrovare il cadavere di Antonio.

Un altro dettaglio è stato fornito da Padre Maurizio Patriciello, parroco del Parco verde, che ai microfoni del Tg1 ha raccontato che lo scorso lunedì 18 ottobre, poche ore prima del ritrovamento del cadavere di Antonio, si erano uditi degli spari. “Il giorno in cui è stato ritrovato il corpo di Antonio la sera, all’ora di pranzo si sono sentiti degli spari. Ho saputo che qualcuno ha sparato all’indirizzo di un altro giovane“.

Un dettaglio non necessariamente legato all’omicidio di Antonio, in quanto l’avanzato stato di composizione del cadavere, rinvenuto nel pomeriggio di lunedì 18 ottobre, lascia dedurre che il giovane sia stato ucciso poco dopo la sua sparizione. Da un primo esame esterno eseguito sul corpo del giovane sono emerse ferite ritenute compatibili con colpi di arma da fuoco. A far luce sulle circostanze in cui è maturata la morte del giovane sarà l’autopsia fissata per il prossimo lunedì 25 ottobre.

Nel corso di una diretta facebook in compagnia del consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, la madre di Antonio Natale ha parlato di diversi depistaggi che si sarebbero alternati nei 14 giorni colmi d’angoscia trascorsi dal giorno della sparizione del figlio fino al ritrovamento del cadavere. La donna avrebbe anche ricevuto “rassicurazioni” circa lo stato di salute del figlio e che hanno tenuto vive le sue speranze di riabbracciare Antonio, fino al giorno del tragico epilogo.

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