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Arcigay Napoli: omosessuale bullizzato in ospedale, avviata indagine interna

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
11 Gennaio, 2018
in In evidenza, News
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Arcigay Napoli: omosessuale bullizzato in ospedale, avviata indagine interna
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bandiere-in-corteo-900x600Una denuncia che ha innescato l’ennesima bufera intorno ad un’ospedale napoletano, quella diramata dall’Arcigay Napoli: “Semplicemente increscioso ciò che è accaduto, qualche giorno fa, ad un ragazzo omosessuale. Raccogliamo il profondo malessere di un nostro associato, letteralmente bullizzato durante una visita nell’ospedale Cotugno. – si legge in una nota pubblicata sul sito dell’Arcigay di Napoli – Recatosi in ospedale per sottoporsi ad una visita di controllo successiva ad un intervento chirurgico a cui era stato sottoposto, il tesserato di Arcigay Napoli (che per ragioni di privacy non intende dichiarare pubblicamente il suo nome) è stato prima preso in giro dal chirurgo – che ironizzava in maniera volgare sulla funzionalità e l’utilità dei suoi organi genitali – e poi non è riuscito ad ottenere dallo stesso risposte chiare a domande specifiche circa le inferenze tra decorso post-operatorio e la possibilità di svolgere una normale vita sessuale: il medico infatti ha reagito stizzito ai quesiti, definendo in maniera irritata l’omosessualità come una “patologia”, fino a strappare l’impegnativa per ulteriori accertamenti.

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La gravità del comportamento del chirurgo da un punto di vista deontologico – che di fatto non ha svolto la funzione per cui ricopre il suo posto presso l’azienda sanitaria – è ancora più esecrabile se si considera che proprio l’azienda sanitaria Cotugno storicamente collabora con Arcigay Napoli per la lotta all’AIDS e alle malattie a trasmissione sessuale. Nell’attesa di ricevere risposte chiare e tempestive dalla direzione sanitaria del Cotugno – alla quale abbiamo inviato formale richiesta di chiarimenti – auguriamo al nostro amico una rapida e totale remissione con la consapevolezza però che, se al suo posto, si fosse trovato un ragazzo omosessuale più giovane o più fragile, le risposte violente e antiscientifiche del dottore del Cotugno avrebbero certamente inferto un trauma profondo nella psiche del paziente. Per tanto chiediamo che in Regione Campania possano esserci momenti di formazione sulla salute delle persone LGBT, per contrastare ogni forma di discriminazione che spesso diventano ostative per tantissime ragazze e tantissimi ragazzi nell’accesso al sistema sanitario nazionale», conclude la nota.

Il protagonista della vicenda ha raccontato all’Ansa che ha deciso di rendere pubblico l’accaduto per evitare che possa ripetersi nuovamente.

“Io sono un adulto, ma se al posto mio ci fosse stato un ragazzino, le conseguenze sarebbero potute essere peggiori. Perché è brutto sentirsi discriminato e considerato malato solo perché sei gay” ha dichiarato l’uomo che di recente è stato sottoposto a due interventi chirurgici: la prima volta a settembre, per un ascesso, e poi a dicembre per una fistola perianale. Proprio durante la visita di controllo dello scorso dicembre si è verificato l’episodio denunciato: “Il dottore mi aveva detto che stavo guarendo che stava andando tutto bene. Io gli parlato di un altro problema che avevo riscontrato, un lipoma sotto la natica destra, proprio nella zona dove sono stato operato. Ho fatto presente che il lipoma era collegato ai testicoli e lui a questo punto ha commentato ‘vabbè ma tanto a te che ti servono, se anche ne perdi uno non ti servè. Io sono rimasto attonito – aggiunge – ma sono andato oltre. Ha, poi, iniziato a parlare a telefono mentre compilava la mia impegnativa. Io gli ho accennato che avevo altre domande, personali, da porgli. Gli ho, quindi, chiesto quando avrei potuto riprendere ad avere rapporti sessuali. Lui ha detto che dovevano passare una quindicina di giorni, forse venti. Ad una mia seconda domanda per avere una risposta più precisa lui ha sbottato dicendo ‘io di queste patologie non ne capisco nullà. E ha strappato l’impegnativa. In un primo momento sono rimasto in silenzio poi ho precisato che non avevo alcuna patologia. A questo punto il dottore ha iniziato ad urlare, dicendo che era una vergogna tutta questa confidenza, ed è andato via sbattendo la porta. Psicologicamente è brutto essere trattati così, molto – conclude – Ecco perché appena uscito dall’ospedale ho pensato se al posto mio ci fosse stato un ragazzino. Che effetti avrebbe potuto avere quel trattamento su di lui? Da qui la mia decisione di denunciare tutto all’Arcigay, affinché nessuno possa essere più trattato così».

L’Azienda Ospedaliera dei Colli, da cui dipende l’ospedale Cotugno, ha avviato un’indagine interna “per verificare il fatto denunciato e per prevenire ogni eventuale ed ulteriore episodio discriminante”, annuncia Giuseppe Matarazzo, direttore generale. “Una volta accertati i fatti saranno presi gli eventuali provvedimenti del caso”.

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