• Redazione
  • Contatti
  • AD
  • I’m Napolitan
  • Accedi
sabato, 17 Ottobre, 2026
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Napolitan - Il nuovo modo di leggere Napoli

Il nuovo modo di leggere napoli

  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali
  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali
Napolitan - Il nuovo modo di leggere Napoli
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

33enne beneventano muore di AIDS desiderando la riconciliazione con la famiglia

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
18 Aprile, 2017
in News
0
33enne beneventano muore di AIDS desiderando la riconciliazione con la famiglia
Share on FacebookShare on Twitter

omofobia-malattia-che-uccide L’omofobia può uccidere in tanti modi.

ADVERTISEMENT

L’ultima vicenda che lo comprova si è consumata in Campania, dove un ragazzo omosessuale originario del beneventano che il prossimo giugno avrebbe compiuto 33 anni, domenica 16 aprile, nel giorno di Pasqua, è morto di Aids, sperando, fino all’ultimo respiro, di riconciliarsi con la famiglia, che lo sveva ripudiato perché omosessuale.

A raccontare la sua storia è Rosario Ferro, infettivologo e responsabile salute di Arcigay Napoli.

“Me lo presentò due anni fa un collega dell’ASL dove presto servizio sapendo che collaboro con l’Arcigay. Aveva bisogno di essere inquadrato clinicamente. Quando ha scoperto di essere sieropositivo, Antonio è stato allontanato dalla famiglia. Da un giorno all’altro si è ritrovato senza casa e lavoro. Con l’aiuto di alcuni colleghi lo abbiamo sistemato in un appartamento per studenti ai Decumani e, nonostante lo stadio avanzato della malattia, abbiamo tentato una terapia. Non ha mai perso la fiducia nella guarigione ma a causa di una complicazione ieri ci ha lasciato. Ha sperato fino all’ultimo di riconciliarsi con la madre. Ma inutilmente perché neanche al cospetto della pietà per la morte c’è stata riconciliazione”

“Non si può morire a 30 anni di omofobia, solitudine e stigma per una malattia come l’AIDS – dichiara Antonello Sannino, presidente di Arcigay Napoli – La storia di Antonio ci dimostra quanti e quali pregiudizi esistono ancora nella nostra società circa le Malattie a Trasmissione Sessuale. Chiediamo che le autorità locali, a partire dalla Regione Campania riattivino subito percorsi di collaborazione con le Associazioni (a partire dalla Consulta regionale delle associazioni per la lotta all’AIDS) e campagne serie di informazione e sensibilizzazioni (a partire dalle scuole) sulle Malattie a Trasmissione Sessuale e sulle paure e i pregiudizi ad esse collegate. Chiediamo che vengano facilitati i percorsi per i nuovi test rapidi sulle MTS”.

Tags: AIDSArcigaygayOmofobiaomosessualesieropositivo
ADVERTISEMENT
Prec.

15 aprile 1967 – 15 aprile 2017: 50 anni senza Totò

Succ.

Chef Awards: per la prima volta è il web a premiare i migliori ristoranti italiani

Può interessarti

Mergellina, le urla di una donna e una lezione per tutti: nessuna vittima deve meritare il diritto di essere salvata
In evidenza

Mergellina, le urla di una donna e una lezione per tutti: nessuna vittima deve meritare il diritto di essere salvata

16 Ottobre, 2026
Ponticelli senza medici di base: Ciarambino incontra una delegazione del comitato civico. Lunedì le nomine
News

Medici di famiglia, il TAR riammette una candidata al concorso

16 Ottobre, 2026
Osservatorio Nazionale Amianto: l’INPS discrimina 70 lavoratori della FIREMA di Caserta esposti alla fibra killer
News

Amianto nella Marina Militare, condannato il Ministero della Difesa: 138mila euro all’orfano di un militare napoletano

16 Ottobre, 2026
Questura di Napoli, arriva Fausto Lamparelli
In evidenza

Fausto Lamparelli si insedia come questore di Napoli. Le priorità tra camorra, sicurezza e violenza sulle donne

16 Ottobre, 2026
News

Ora solare 2026, consumi energetici in aumento del 24,1%: come difendersi dal caro bollette

15 Ottobre, 2026
Fine vita, il Tribunale di Torre Annunziata accoglie il ricorso di una donna con la Sla: “Basta attese”
News

Fine vita, svolta per Irene: il Tribunale ordina alla Asl Napoli 3 Sud un dispositivo per l’autosomministrazione con comando oculare

15 Ottobre, 2026
Succ.
Chef Awards: per la prima volta è il web a premiare i migliori ristoranti italiani

Chef Awards: per la prima volta è il web a premiare i migliori ristoranti italiani

Please login to join discussion

Ultimi Articoli

Napoli, ancora spari. Raid notturno a Pianura

Acerra, spari contro un asilo privato: la proprietaria denunciò una tentata estorsione nel 2025

di Redazione Napolitan
17 Ottobre, 2026
0

Sette colpi di pistola contro un asilo privato, un proiettile che raggiunge la finestra di un'abitazione al piano superiore e una denuncia per tentata estorsione presentata nell'agosto del 2025. Ad Acerra, il raid contro una struttura dedicata all'infanzia riaccende l'attenzione sul fenomeno delle intimidazioni e del racket nell'area a nord di Napoli. A raccontare il precedente è Maria De Rosa, proprietaria dell'asilo, che ha dichiarato di aver denunciato un tentativo di estorsione attribuito a persone che riteneva legate ad ambienti criminali del territorio. Dopo gli spari, la donna ha lanciato un appello alle istituzioni affinché non venga lasciata sola.  «Sette colpi di pistola non fermeranno il mio coraggio. Non abbasserò la testa. Ho scelto di stare dalla parte dello Stato e ora chiedo allo Stato di stare dalla mia parte», ha affermato De Rosa ai media, ribadendo la volontà di non arretrare dopo quanto accaduto. Il raid in via Stendardo: un proiettile raggiunge un'abitazione Gli spari sono stati esplosi nella notte tra giovedì 15 e venerdì 16 ottobre contro l'asilo privato in via Stendardo, ad Acerra. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della locale stazione e gli investigatori del Nucleo investigativo del gruppo di Castello di Cisterna, impegnati nei rilievi e nella ricostruzione della dinamica. Secondo quanto riferito dalla proprietaria, sono stati esplosi sette colpi. Uno dei proiettili ha oltrepassato la finestra di un'abitazione situata al piano superiore della struttura. Un dettaglio che evidenzia la pericolosità dell'azione, anche per le persone che vivono nell'edificio. Al momento non risultano feriti.  L'identità di chi ha sparato e il movente restano da accertare. Gli investigatori dovranno verificare se esista un collegamento tra il raid e la denuncia presentata nel 2025, senza escludere altre piste. «Ho fatto la mia parte, ora lo Stato mi stia vicino» Nel suo appello, Maria De Rosa ha raccontato di aver scelto di rivolgersi alla magistratura perché non voleva accettare che la paura diventasse una regola imposta da altri. Ha inoltre sottolineato di aver collaborato con gli inquirenti, consapevole dei rischi, ma convinta della scelta compiuta. La donna ha espresso preoccupazione per i propri figli e per la famiglia, ribadendo però la volontà di andare avanti. Il suo messaggio è rivolto anche agli altri cittadini: denunciare, non cedere al silenzio e mantenere fiducia nella giustizia. «Non lasciate che il silenzio diventi la forza di chi vi minaccia», è l'appello lanciato dalla proprietaria. La solidarietà del Comune di Acerra Il sindaco di Acerra, Tito d'Errico, ha definito l'accaduto un atto intollerabile che ferisce l'intera comunità, esprimendo vicinanza alle persone coinvolte. L'amministrazione comunale ha ribadito la fiducia nel lavoro delle forze dell'ordine e della magistratura, assicurando che la questione della sicurezza continuerà a essere affrontata in collaborazione con le istituzioni competenti.  L'episodio riporta al centro il tema della tutela di chi denuncia presunte richieste estorsive. La collaborazione con la giustizia è uno strumento fondamentale per contrastare il racket, ma deve essere accompagnata dalla capacità delle istituzioni di garantire ascolto, protezione e risposte concrete.

Tragedia in cantiere a Portici: operaio 47enne cade da impalcatura e muore

Napoli, morto a 30 anni dopo un incidente sul lavoro: nessuno aveva segnalato l’accaduto

di Redazione Napolitan
17 Ottobre, 2026
0

Era originario del Bangladesh e viveva in una struttura di accoglienza a San Gennaro Vesuviano. È morto il 16 ottobre...

Patrizio Spasiano, l’ergastolo di dolore di una madre: «Mio figlio non doveva stare lì»

Patrizio Spasiano, l’ergastolo di dolore di una madre: «Mio figlio non doveva stare lì»

di Redazione Napolitan
17 Ottobre, 2026
0

Aveva 19 anni, era tirocinante saldatore e lavorava per 500 euro al mese. Il 10 gennaio 2025 morì alla Frigocaserta...

Napoli: il bilancio dei controlli dei Carabinieri

Napoli, controlli in una nota cornetteria: 5 lavoratori in nero e irregolarità igieniche

di Redazione Napolitan
17 Ottobre, 2026
0

Sanzioni per oltre 27mila euro e attività sospesa. Il titolare, un uomo del 1966, è stato denunciato per violazioni della...

Facebook Twitter Youtube
  • Redazione
  • Contatti
  • Privacy and Cookie Policy
  • AD
Napolitan è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Nola n.° 9 del 23/12/2014. Iscrizione al Registro degli Operatori per la Comunicazione n. 24695

© 2022 Napolitan.it | Tutti i diritti riservati

Bentornato!

Accedi al tuo account

Hai dimenticato la password?

Recupera la tua password

Inserisci il tuo nome utente o email per recuperare la password

Accedi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali

© 2022 Napolitan.it | Tutti i diritti riservati

Vuoi sbloccare questo post?
Contenuti da sbloccare rimanenti. : 0
Sei sicuro che vuoi cancellare questo abbonamento?