• Redazione
  • Contatti
  • AD
  • I’m Napolitan
  • Accedi
mercoledì, 29 Luglio, 2026
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Napolitan - Il nuovo modo di leggere Napoli

Il nuovo modo di leggere napoli

  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali
  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali
Napolitan - Il nuovo modo di leggere Napoli
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

La mafia perde un capo storico: è morto Bernardo Provenzano

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
13 Luglio, 2016
in In evidenza, News
0
La mafia perde un capo storico: è morto Bernardo Provenzano
Share on FacebookShare on Twitter

WCCOR1_0IXKHAGF-0029-kHM-U432008178402519SF-1224x916@Corriere-Web-Sezioni-593x443È morto uno degli uomini-simbolo della mafia corleonese: si è spento all’ospedale San Paolo di Milano, il boss Bernardo Provenzano. Il capo di Cosa Nostra aveva 83 anni, detenuto da anni nel carcere di Parma in regime di 41 bis. Da diverso tempo gli era stato diagnosticato un cancro alla vescica.

ADVERTISEMENT

Insieme a Totò Riina condusse l’assalto dei corleonesi a Cosa nostra, contribuendo a realizzare quella dittatura che ha cambiato la storia della mafia siciliana, rendendola ancora più efferati, brutale, alacre.

Bernardo Provenzano, detto Binnu, era un boss molto più cervellotico e dalla mente fine ed acuta che ha traghettato l’organizzazione criminale da un secolo all’altro attraverso l’introduzione di affari invisibili, senza avvalersi di piombo e tritolo.

Tuttavia, Provenzano si era guadagno il soprannome di «Binnu» ovvero «trattore», per la determinazione con cui affrontava le situazioni e sparava se c’era da sparare, come nella strage di Viale Lazio a Palermo, il 10 dicembre 1969, unico delitto per il quale è stato condannato all’ergastolo come esecutore materiale.

In quella stagione di sangue e tradimenti Provenzano, già latitante, rimase accanto a Riina, divenuto il «dittatore» di Cosa nostra. E gestiva gli affari e le relazioni istituzionali attraverso un altro corleonese, Vito Ciancimino, ex sindaco ed ex assessore ai Lavori pubblici di Palermo, “il più mafioso dei politici e il più politico dei mafiosi”: così lo definì Giovanni Falcone.

In quegli anni, il soprannome di Provengano mutò da «trattore» a «ragioniere», per la capacità di lucrare sugli appalti pubblici e la propensione a trattare con chiunque, uomini di potere e «uomini d’onore», prima di arrivare allo scontro frontale. Così quando nel 1992, dopo gli ergastoli definitivi del maxi-processo, Riina decise di regolare i conti e “tagliare i rami secchi” che non avevano garantito l’impunità a Cosa nostra, avviando la nuova stagione di stragi e omicidi eccellenti, Provenzano fu ancora al suo fianco, ma scostandosi un po’. Offrendo il suo benestare ma già pensando al futuro. Alla vigilia delle bombe rispedì la famiglia a Corleone, decidendo di proseguire in solitudine la sua latitanza; qualcuno pensò che fosse morto, oppure – considerato quel che accadde di lì a poco – il tentativo di segnalare qualche diversità rispetto al “capo dei capi”. E se ci fu una trattativa con lo Stato, di certo ne fu uno dei principali protagonisti, anche attraverso il fido Ciancimino.

Poi venne la cattura di Riina, sulla quale ha sempre aleggiato (e continua ad aleggiare) un ruolo del «ragioniere», mai chiaramente dimostrato e a cui lo stesso Riina ha sempre dichiarato di non credere, ma nel 1993, le stragi continuarono e si estesero al continente, volute da Leoluca Bagarella (cognato di Riina) che secondo la vulgata dei pentiti avrebbe imposto la sua scelta anche a Provenzano: «Se non ti sta bene, mettiti un cartello al collo con scritto ‘Io sono contrario’ e vattene in giro per strada».

Così Provenzano preferì restare in disparte finché i successivi arresti dei boss gli lasciarono campo libero. Consentendogli di tessere nuovi accordi e nuovi equilibri nell’Italia della cosiddetta seconda Repubblica, con i partiti e i rappresentanti politici che avevano sostituito i vecchi. Per un decennio – fino alla cattura del 2006 – Bernardo Provenzano ha guidato Cosa nostra da vero «padrino». Attraverso i suoi pizzini impartiva ordini e dispensava consigli, discuteva di appalti e omicidi, indicazioni di voto alle elezioni e spartizioni dei territori tra boss. Perfino Matteo Messina Denaro, l’ultimo grande latitante ancora in circolazione, trent’anni più giovane di «Binnu» e già spavaldo e potente, gli chiedeva istruzioni su come muoversi.

Nel corso dell’ultimo decennio, il potere del «ragioniere» è andato via via scemando insieme alla sua salute, prima fisica e poi mentale, resistendo a ogni tentativo di farlo collaborare con la giustizia. Sempre al “carcere duro”, fino alla faticosa fine dei suoi giorni.

 

Tags: bernardo provenzanobosscapoCosa Nostramorto
ADVERTISEMENT
Prec.

Dolce&Gabbana a Napoli: l’articolo di Vogue

Succ.

Napoli, tre falchi e una civetta rimessi in libertà dal sito di ABC a Chiaiano

Può interessarti

Lo SPID di Poste Italiane diventa a pagamento: quanto costa e quali sono le alternative gratuite
News

Come ottenere lo SPID gratuitamente nel 2026: guida completa passo dopo passo

28 Luglio, 2026
Cercola e Torre del Greco, prelievi “cardless” dai conti di  vittime ignare: arrestate 2 persone
News

Phishing: cos’è, come riconoscerlo e come difendersi dalle truffe online

28 Luglio, 2026
Omicidio del giornalista Luca Esposito: al via gli accertamenti sui telefoni per fare luce sul movente
Cronaca

Omicidio del giornalista Luca Esposito: al via gli accertamenti sui telefoni per fare luce sul movente

28 Luglio, 2026
Come capire se una recensione online è falsa: i 10 segnali da non ignorare
News

Come capire se una recensione online è falsa: i 10 segnali da non ignorare

28 Luglio, 2026
WhatsApp svela la funzione “segreta”: cambia il modo di rispondere ai messaggi
News

Truffe su WhatsApp: come riconoscere i messaggi pericolosi e proteggere i propri dati

28 Luglio, 2026
Strage del bus sull’A16, tredici anni fa il più grave incidente stradale della storia d’Italia: 40 vittime precipitate dal viadotto Acqualonga
Cronaca

Strage del bus sull’A16, tredici anni fa il più grave incidente stradale della storia d’Italia: 40 vittime precipitate dal viadotto Acqualonga

28 Luglio, 2026
Succ.
Napoli, tre falchi e una civetta rimessi in libertà dal sito di ABC a Chiaiano

Napoli, tre falchi e una civetta rimessi in libertà dal sito di ABC a Chiaiano

Please login to join discussion

Ultimi Articoli

Grumo Nevano, sangue in piazza davanti agli occhi di una bambina: 70enne preso a calci al volto durante una rissa, arrestato un 18enne per tentato omicidio

Grumo Nevano, sangue in piazza davanti agli occhi di una bambina: 70enne preso a calci al volto durante una rissa, arrestato un 18enne per tentato omicidio

di Redazione Napolitan
29 Luglio, 2026
0

Una lite nata per motivi ancora in fase di accertamento, degenerata in pochi istanti in una violenza brutale. È accaduto...

Napoli, percorsi di sostegno personalizzati per le vittime di violenza: protocollo tra Carabinieri e CO.TU.LEVI.

Napoli, percorsi di sostegno personalizzati per le vittime di violenza: protocollo tra Carabinieri e CO.TU.LEVI.

di Redazione Napolitan
29 Luglio, 2026
0

Una rete territoriale più forte per accompagnare le vittime di violenza non solo nel momento della denuncia, ma lungo tutto...

L’estetica del vintage nell’era digitale: il fenomeno dei remake pop nell’intrattenimento di massa 

L’estetica del vintage nell’era digitale: il fenomeno dei remake pop nell’intrattenimento di massa 

di Redazione Napolitan
29 Luglio, 2026
0

Negli ultimi anni l'universo del design digitale ha preso una direzione apparentemente paradossale: più gli schermi diventano sofisticati, più i...

Caduta capelli in autunno: rimedi naturali

Capelli danneggiati: perché oggi la riparazione parte dall’interno della fibra capillare 

di Redazione Napolitan
29 Luglio, 2026
0

Sono lontani i tempi in cui l’unica soluzione che ci si sentiva proporre anche da saloni e parrucchieri in caso...

Facebook Twitter Youtube
  • Redazione
  • Contatti
  • Privacy and Cookie Policy
  • AD
Napolitan è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Nola n.° 9 del 23/12/2014. Iscrizione al Registro degli Operatori per la Comunicazione n. 24695

© 2022 Napolitan.it | Tutti i diritti riservati

Bentornato!

Accedi al tuo account

Hai dimenticato la password?

Recupera la tua password

Inserisci il tuo nome utente o email per recuperare la password

Accedi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali

© 2022 Napolitan.it | Tutti i diritti riservati

Vuoi sbloccare questo post?
Contenuti da sbloccare rimanenti. : 0
Sei sicuro che vuoi cancellare questo abbonamento?