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Ponticelli: si faccia chiarezza sullo stato di agibilità dell’isolato 10 del Rione de Gasperi

Luciana Esposito di Luciana Esposito
6 Giugno, 2016
in In evidenza, News
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WP_20160602_18_35_58_ProIsolati dal mondo, dimenticati da Dio e dalle istituzioni: è così che si vive nell’isolato 10 del Rione De Gasperi, in via De Meis 120 a Ponticelli.

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Ai margini di una strada trafficata come via Angelo Camillo De Meis, eppure in balia del buio, del degrado e del nulla. Di giorno e di notte.

Anzi, di notte le paure si amplificano. La gente dorme in tuta, come accadeva nell’era del post-terremoto, perché la paura che il palazzo possa franare da un momento all’altro è tutt’altro che frutto di paranoie e suggestioni. C’è chi si organizza turni per dormire, alternandosi con i parenti per assicurarsi la perenne sorveglianza di una sentinella, pronta a dare l’allarme per mettere in salvo tutte le vite costrette a “campare” misurandosi con una realtà che denigra i più basilari e decorosi diritti umani.

Questa non è vita e queste non possono definirsi case. Ma quelle che si vedono costrette a viverci in quel luogo sono persone, munite degli stessi diritti e doveri degli altri esseri umani, seppure siano schiacciati in un angolo buio e degradato di una periferia buia e degradata come Ponticelli, gli abitanti dell’isolato 10 del Rione de Gasperi esistono e non possono essere più ignorati.

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Vivono lì, appena una manciata di passi di fronte all’”isola felice” rappresentata dal nuovo plesso di case comunali già assegnate a una parte degli abitanti dello stesso Rione.

Un’assegnazione avvenuta in maniera limpida e trasparente, attenendosi a parametri chiari e inattaccabili secondo quanto asserito dall’amministrazione, ma che non è stata preceduta da un sopralluogo da parte degli addetti ai lavori nelle case dei vari isolati del Rione per stilare anche una sorta di “classifica del livello di agibilità” che – con il doveroso rispetto per gli altri parametri – dovrebbe rappresentare la priorità assoluta alla quale ispirarsi.

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Il palazzo dell’isolato 10 è visivamente inclinato e la quota base risulta abbassata di circa 1 metro rispetto a quella originaria. Tant’è vero che gli originari aeratori posizionati alla base del palazzo sono ormai ostruiti dal terreno.

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Nelle vicinanze dell’edificio continua ad emergere acqua e spesso dal sottosuolo trapela odore di gas.

A seguito delle ultime verifiche effettuate, i rappresentanti del corpo dei vigili del fuoco hanno consigliato di non sostare sui ballatoi. “Potrebbe essere pericoloso”.

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E non è tutto: allo stato di rischio evidenziato e conclamato, si aggiungono le precarie condizioni in cui versa l’edificio.

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Appartamenti dichiarati inagibili, colonne fecali in amianto danneggiate dalle quali fuoriescono liquami, scale pericolanti, pezzi di inferriate arrabattate alla meno peggio per evitare che i bambini possano farsi male, pezzi di intonaco e calcinacci che si distaccano di continuo.

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Una denuncia più volte diramata dagli abitanti dell’edificio alle autorità competenti nel corso degli anni e che tutt’oggi seguita a non sortire nessun riscontro.

Gli abitanti dell’isolato 10 del Rione de Gasperi non stanno facendo “il casino” perché vogliono che gli venga assegnata la casa: chiedono, anzi pretendono che si faccia chiarezza sulla loro condizione.

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Lo scorso 11 aprile, attraverso un fax diramato alla Napoli Servizi, alla dottoressa Natalia Esposito, responsabile dei Servizio Patrimonio del Comune di Napoli e alla direzione centrale, gli stessi condomini sollecitavano una verifica in loco da parte di un funzionario al fine di accertare lo stato di pericolo e porre in essere le azioni necessarie per eliminare il rischio a cui le loro vite sono quotidianamente esposte.

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Tutt’oggi non hanno ricevuto alcuna risposta. Intanto “le case nuove” vengono assegnate sotto i loro occhi, come se l’isolato 10 non esistesse.

Il punto di non ritorno è il seguente: se l’isolato 10 del Rione de Gasperi è agibile, le autorità competenti devono assumersi la responsabilità di rilasciare un documento che certifichi la vivibilità dell’edificio consegnando a quelle persone il diritto di dormire sogni tranquilli, se, invece – come appare palesemente dimostrabile – l’edificio è pericolante e inagibile, perché non si provvede a sfollarlo, sventando il pericolo di una tragica, ma abbondantemente preannunciata “strage di innocenti”?

 

Tags: . napoliagibilitàcalcinaccicase comunaliisolato 10palazzo pericolanteperdite di gasponticellirione de gasperi
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