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Bagnoli, Renzi: “Parte la bonifica”. Ma de Magistris diserta la cabina di regia

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
14 Gennaio, 2016
in In evidenza, News
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Bagnoli, Renzi: “Parte la bonifica”. Ma de Magistris diserta la cabina di regia
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Bagnolimare_1234363354_thumbnail“Oggi a Napoli è partita la bonifica di Bagnoli, dopo decenni. Già dall’estate 2016 restituiremo pezzi di spiaggia ai cittadini #lavoltabuona”: con questo tweet Matteo Renzi ha dato ufficialmente il via alla bonifica di Bagnoli.

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Mentre il premier si avvale di parole trionfanti, Luigi de Magistris diserta la cabina di regia e ha preferito in strada con i movimenti che manifestano contro il governo: “Napoli tradita. La cabina di regia è un pacco”.

I manifestanti hanno organizzato una manifestazione in galleria Umberto, poi spostatasi in corteo davanti alla Prefettura mentre era in corso la cabina di regia. I manifestanti hanno cercato di aggirare il cordone di sicurezza dando luogo a momenti di tensione con la polizia. Si sono registrate frizioni tra gli agenti in tenuta anti sommossa e i rappresentati dei comitati e dei centri sociali che hanno lanciato un pacco dono, simbolo “del pacco ricevuto dal Governo con il commissariamento di Bagnoli” contro i poliziotti.

In prefettura il sottosegretario Claudio de Vincenti e il commissario Salvo Nastasi ascoltano, come proposto da quest’ultimo, rappresentanti e associazioni di Bagnoli, nonché imprenditori, costruttori e sindacati, che hanno accolto l’invito del commissario. Presenti al tavolo i rappresentanti della decima municipalità, del Comune di Pozzuoli, della soprintendenza, dell’Università Federico II, di Legambiente e della Fondazione Idis Città della Scienza. Alla riunione hanno preso parte anche il segretario generale di Palazzo Chigi Paolo Aquilanti e l’amministratore delegato di Invitalia (soggetto attuatore della riqualificazione dell’area ex Italsider) Domenico Arcuri.

La prossima riunione della cabina di regia si svolgerà il 20 gennaio a Roma; la successiva, invece, tornerà a Napoli. Entro il 30 marzo, poi, come già annunciato, sarà presentato il progetto definitivo che dopo un’analisi di costi e benefici potrebbe prevedere anche la non rimozione della colmata di Bagnoli.

Mentre il sindaco è sulle barricate per rendere tangibile la sua contrarietà all’incontro ufficiale.

De Magistris ha partecipato all’assemblea organizzata dai movimenti, centri sociali e associazioni in Galleria Umberto contro la cabina di regia che si è svolta in contemporanea in Prefettura. Durissime le dichiarazioni del sindaco rilasciate tra i cittadini: “Napoli è stata tradita. Siamo contrari a questo esproprio, non riconosco Nastasi, se il premier vuole ci convochi subito, ma non andremo mai più a questa cabina di regia”.

“È molto carino questo pacco – aggiunge de Magistris riferendosi al pacco ironico che i manifestanti depositeranno in prefettura al termine dell’assemblea – il commissario, l’articolo 33 e quello che ne sta derivando, sono un pacco molto pericoloso per la città, un pacco che apre le porte alla vecchia politica, agli affari e alla criminalità. Noi oggi abbiamo deciso di non partecipare più alla cabina di regia, fino a oggi vi abbiamo partecipato come sentinelle della Costituzione ma dopo l’ultimo risultato, la violazione anche dei canoni minimi di correttezza istituzionale e dei rapporti tra organi istituzionali e costituzionali, non vogliamo fare nemmeno più le sentinelle. Non ci sono più le condizioni su quel tavolo –  prosegue- si sta perpetrando una partita opaca che non ha nulla a che vedere con l’interesse pubblico e di questa città. Non andremo a stringere la mano al ministro dell’occupazione del Governo Renzi”.

Duro il giudizio sul premier: “Quando il presidente del Consiglio – afferma de Magistris –  vuole riportare sui binari della correttezza il dialogo e gli interessi collettivi, convochi il sindaco di Napoli, la Giunta e il presidente della Regione e cominciamo a dialogare. Questa – conclude – è un’operazione di violenza istituzionale e di espropriazione della città di Napoli”.

Tags: . napolibagnolibonificaCabina di regialuigi de magistrisMatteo Renzi
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di Redazione Napolitan
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Ci sono interventi che durano pochi minuti, ma che possono cambiare per sempre il destino di chi li vive. Momenti nei quali il pericolo non concede tempo per riflettere a lungo e qualcuno sceglie di andare incontro a chi è in difficoltà, mettendo a rischio anche la propria incolumità. È quanto accaduto lo scorso 12 ottobre a Foggia, durante il violento nubifragio che ha investito la città. Nel sottopasso di via Scillitani, invaso dall'acqua e trasformato in una trappola, tre donne sono rimaste bloccate all'interno di un'automobile. A intervenire è stato Fabio Perrucci, 29 anni, carabiniere scelto in servizio al Nucleo operativo e radiomobile di Foggia, che insieme a un collega ha contribuito a portarle in salvo. Una storia di coraggio che acquista un significato ancora più profondo alla luce di un precedente episodio: il 25 giugno 2025, quando prestava servizio a Pagani, in provincia di Salerno, Perrucci era entrato in un'abitazione avvolta dalle fiamme per soccorrere un anziano allettato, impossibilitato a fuggire autonomamente. Due emergenze diverse, a distanza di oltre un anno, unite dalla stessa scelta: intervenire quando una vita è in pericolo.  Il nubifragio a Foggia e il sottopasso diventato una trappola Il pomeriggio del 12 ottobre, una violenta ondata di maltempo si è abbattuta su Foggia. La pioggia intensa, accompagnata in alcuni momenti dalla grandine e da forti raffiche di vento, ha provocato allagamenti, disagi alla circolazione e numerose richieste di soccorso. Le strade si sono rapidamente riempite d'acqua, mentre diversi locali, tra cui box e cantine, sono stati invasi dalle precipitazioni. In corso Garibaldi è caduto un albero, fortunatamente senza provocare feriti. Ma tra le situazioni più critiche si è registrata quella dei sottopassi, dove l'acqua si è accumulata in pochi minuti, mettendo in difficoltà gli automobilisti. In via Scillitani il livello dell'acqua ha raggiunto circa un metro. Tre donne si sono ritrovate intrappolate nell'abitacolo della loro automobile, esposte a una situazione di grave pericolo.  È in questo scenario che è intervenuto Fabio Perrucci. Il carabiniere ha raggiunto la vettura immergendosi nell'acqua, insieme a un collega, e ha partecipato alle operazioni necessarie per liberare le occupanti e condurle in salvo. Il militare ha dovuto affrontare anche un notevole sforzo fisico per raggiungere e soccorrere tutte e tre le donne, una dopo l'altra. Un intervento nel quale la rapidità era fondamentale: in un sottopasso allagato, infatti, la situazione può peggiorare in tempi brevissimi.  Il precedente a Pagani: l'ingresso nell'abitazione in fiamme La vicenda di Foggia non è un episodio isolato nella storia professionale del ventinovenne. Il 25 giugno 2025, quando era in servizio alla Tenenza dei Carabinieri di Pagani, in provincia di Salerno, Perrucci si trovò ad affrontare un'altra emergenza. All'interno di un'abitazione avvolta dalle fiamme c'era un anziano allettato, incapace di uscire da solo. Il fumo rappresentava una minaccia concreta e, mentre si attendeva l'arrivo dei vigili del fuoco, il rischio era che l'uomo non riuscisse a resistere. Il carabiniere entrò nell'appartamento, raggiunse l'anziano, lo sollevò e lo trasportò all'esterno, sottraendolo al pericolo. Un intervento del quale rimase traccia anche in una lettera di ringraziamento inviata dal figlio dell'uomo alla Legione Carabinieri. La testimonianza della sorella: «Per me è mio fratello» Dopo aver visto le immagini del fratello impegnato nel soccorso, Sarah Perrucci ha affidato ai social la propria emozione. Il suo racconto restituisce una prospettiva diversa rispetto alla cronaca dell'intervento: quella di chi conosce la persona che si trova dietro la divisa e vive con apprensione i rischi di una professione che può imporre decisioni immediate. Un post...

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