Il 48enne è stato trovato morto nella notte tra via San Giovanni in Porta e la zona dell’Anticaglia. Indossava guanti monouso e aveva la targa dello scooter coperta. La Squadra Mobile indaga sul movente e ricostruisce le ultime ore della vittima.
Diciassette coltellate alla schiena, guanti monouso e la targa dello scooter coperta per renderla illeggibile. Sono alcuni degli elementi al centro delle indagini sull’omicidio di Marco Barbuto, 48 anni, trovato senza vita nella tarda serata di lunedì 26 ottobre in via San Giovanni in Porta, nel quartiere Vicaria, nel cuore del centro storico di Napoli.
Il corpo è stato rinvenuto poco prima della mezzanotte, dopo una segnalazione arrivata al 113 per una presunta rissa in strada. Quando gli agenti sono intervenuti, Barbuto era riverso sull’asfalto e presentava numerose ferite da arma da taglio. I soccorsi del 118 non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. Secondo i primi accertamenti, i fendenti sarebbero stati 17, concentrati alla schiena.
I guanti, la targa coperta e gli interrogativi sul delitto
A rendere ancora più complessa la ricostruzione sono le circostanze in cui è maturato il delitto. Barbuto indossava guanti monouso e aveva coperto la targa del proprio scooter per impedirne la lettura.
Particolari che gli investigatori dovranno interpretare attraverso i rilievi scientifici e l’analisi degli elementi raccolti sulla scena. Resta da stabilire se la vittima si trovasse in quella strada per compiere un’azione criminale, se sia stata raggiunta da qualcuno che conosceva i suoi movimenti o se l’aggressione sia scaturita da un altro contesto.
Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti c’è quella di una spedizione punitiva o di un regolamento di conti. Non viene esclusa, tuttavia, neppure la possibilità di un tentativo di rapina finito nel sangue, con la vittima sorpresa mentre stava per commettere un furto o affrontata da una o più persone. Al momento non c’è una ricostruzione definitiva del movente.
Il passato criminale e le rapine di orologi di lusso
Il nome di Marco Barbuto era già comparso in precedenti vicende giudiziarie legate ai reati predatori. Nel 2018 era stato coinvolto in un’inchiesta relativa a rapine e furti di orologi di lusso in Versilia, tra Viareggio e Forte dei Marmi. Le indagini avevano riguardato una banda accusata di colpire turisti e imprenditori, sottraendo orologi di elevato valore.
Indagini in corso per identificare l’assassino
Sull’omicidio indagano gli agenti dell’Ufficio prevenzione generale e della Squadra Mobile della Questura di Napoli, con il supporto della Polizia scientifica. Gli investigatori stanno lavorando per ricostruire la dinamica dell’aggressione, individuare eventuali responsabili e chiarire che cosa sia accaduto prima del ritrovamento del corpo.
Le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona potrebbero fornire indicazioni sugli ultimi spostamenti di Barbuto e sui movimenti di eventuali persone coinvolte. La salma è stata messa a disposizione dell’autorità giudiziaria per gli accertamenti medico-legali.










