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Wine Spot agli Scavi, dopo il tutto esaurito del 3 ottobre Ercolano riaccende la notte: si replica sabato 17

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
15 Ottobre, 2026
in Arte & Spettacolo
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Wine Spot agli Scavi, dopo il tutto esaurito del 3 ottobre Ercolano riaccende la notte: si replica sabato 17
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Il successo della prima serata del 3 ottobre è stato travolgente: tutto esaurito e un pubblico entusiasta. Il Parco Archeologico di Ercolano non si ferma e rilancia sabato 17 ottobre 2026, dalle 20:15 alle 23:30, con “Wine Spot agli Scavi”: un’apertura serale straordinaria per vivere il sito come mai prima, tra domus illuminate, vini del territorio e musica dal vivo.

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Tra luci d’autore e il Vesuvio che veglia sullo sfondo, il pubblico potrà passeggiare lungo la visita libera individuata dalla Direzione del Parco e poi concedersi una pausa da veri intenditori: una degustazione guidata da sommelier professionisti iscritti all’albo, alla scoperta di vini e cantine autoctone vesuviane e campane. A fare da colonna sonora alla serata, un trio jazz con un set acustico dal vivo.

Il format “Wine Spot agli Scavi” è ideato da Drop Eventi (The Band Agency S.r.l.) e organizzato in collaborazione con il Parco Archeologico di Ercolano. È un’occasione per vivere il sito con linguaggi diversi da quelli della visita tradizionale, mettendo in dialogo patrimonio culturale, produzioni del territorio e contemporaneità.

I posti sono limitati: massimo 650 spettatori per serata. Dato il successo della prima data, si consiglia di acquistare il biglietto in anticipo.

Una piccola raccomandazione: per la tutela del museo e del sito archeologico, ricordiamo gentilmente che non è consentito accedere con il proprio calice nell’area degli scavi e all’interno dell’Antiquarium. Grazie per la collaborazione

Informazioni utili

•  Data: sabato 17 ottobre 2026, dalle 20:15 alle 23:30

•  Ingressi: Corso Resina 187 e via dei Papiri Ercolanesi 19

•  Il biglietto comprende: visita libera al sito con illuminazione artistica, degustazione gastronomica ed enologica guidata da sommelier e musica dal vivo (set acustico jazz)

•  Biglietti: intero 30 euro; ridotto 22 euro (18-25 anni, cittadini UE e, in condizione di reciprocità, extra-UE); agevolato 20 euro (minorenni dai 13 ai 17 anni, possessori di abbonamento al Parco e soggetti esenti per legge dal pagamento della visita libera); gratuito per i minorenni fino a 12 anni

•  Acquisto: online su ercolano.coopculture.it; tramite call center +39 081 0106490 (lun-sab, esclusi festivi, 9:00-17:00); presso la biglietteria del Parco fino a esaurimento posti e fino all’orario di inizio evento.

•  App di visita: all’ingresso il QR code per l’app gratuita “Ercolano digitale”

•  Meteo: in caso di condizioni avverse l’evento potrebbe essere annullato; i biglietti saranno dirottati a una nuova data o rimborsati su richiesta

“Wine Spot agli Scavi” è un progetto a cura di Drop Eventi (The Band Agency S.r.l.), organizzato in collaborazione con il Parco Archeologico di Ercolano e realizzato nell’ambito delle attività progettuali ex L. 132/2022 del Parco Archeologico di Ercolano.

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L'intervento di Burlando, durato oltre tre ore, ha segnato una delle fasi più intense della conclusione delle arringhe delle parti civili. L'avvocato ha sostenuto che le prove emerse nel dibattimento confermerebbero la tesi secondo cui la morte del campione avrebbe potuto essere evitata. Si tratta della posizione accusatoria della parte civile: le responsabilità penali degli imputati devono essere accertate dal tribunale.  Le richieste di condanna: nel mirino l'intero staff sanitario Nel corso dell'arringa, l'avvocato Fernando Burlando ha chiesto 15 anni di carcere per il neurochirurgo Leopoldo Luque, medico personale di Maradona, e 12 anni per Nancy Forlini, coordinatrice dell'assistenza sanitaria domiciliare. Per la psichiatra Agustina Cosachov la richiesta è di 10 anni, mentre per lo psicologo Carlos Díaz il legale ha invocato una pena di cinque anni. Infine, ha chiesto quattro anni di reclusione ciascuno per l'infermiere Ricardo Almirón e per Mariano Perroni, responsabile degli infermieri. Le contestazioni comprendono, secondo le posizioni accusatorie, l'omicidio semplice con dolo eventuale per alcuni imputati e l'omicidio colposo per altri. Per il medico clinico Pedro Di Spagna, invece, Burlando ha chiesto l'assoluzione, in linea con la posizione già espressa dalla pubblica accusa.  Le richieste formulate dalla parte civile non sono condanne già pronunciate: spetterà ai giudici valutare le prove e accertare le eventuali responsabilità penali dei singoli imputati. La distinzione giuridica è importante. Il dolo eventuale presuppone, in termini generali, che una persona si rappresenti la possibilità che la propria condotta provochi un evento mortale e ne accetti il rischio. La colpa, invece, riguarda una condotta negligente, imprudente o imperita, senza quella forma di accettazione del rischio. Le pene richieste da Burlando sono quelle invocate dalla parte civile e non costituiscono condanne già pronunciate. Anche la qualificazione giuridica dei fatti resta sottoposta alla valutazione dei giudici. «Il suo corpo chiedeva aiuto»: le accuse sulle cure domiciliari Al centro della requisitoria c'è la gestione delle condizioni cliniche di Maradona nelle settimane precedenti la morte. Il campione era stato sottoposto a un intervento chirurgico per un ematoma subdurale e, successivamente, era stato trasferito in un'abitazione privata per proseguire la convalescenza. Secondo la ricostruzione sostenuta dall'accusa e dalle parti civili, durante l'assistenza domiciliare sarebbero stati trascurati segnali e sintomi che avrebbero richiesto un controllo medico più rigoroso e, potenzialmente, un nuovo ricovero ospedaliero. Burlando ha attaccato duramente le condizioni dell'abitazione nella quale Maradona trascorse gli ultimi giorni, sostenendo che fosse inadeguata a garantire un'assistenza proporzionata alla fragilità del paziente. «Il corpo di Diego chiedeva aiuto, ma l'indifferenza è stata brutale», ha dichiarato il legale. Ha inoltre sostenuto che Maradona fosse arrivato vivo in quella casa e che i professionisti incaricati di seguirlo avessero ignorato segnali clinici che avrebbero dovuto destare preoccupazione.  La tesi delle parti civili è che non si sia trattato soltanto di una successione di errori nell'assistenza, ma di condotte e omissioni che avrebbero contribuito alla morte dell'ex calciatore. Sarà il tribunale a stabilire se le prove raccolte consentano di attribuire ai singoli imputati le responsabilità contestate. La morte del Pibe de Oro e il processo a San Isidro Diego Armando Maradona è morto il 25 novembre 2020, a 60 anni, mentre si trovava in convalescenza dopo l'intervento neurochirurgico. La morte, attribuita a un edema polmonare acuto associato a un'insufficienza cardiaca, ha dato origine a un'indagine sulle modalità dell'assistenza ricevuta negli ultimi giorni. Il processo mira a chiarire se i professionisti che avevano in cura l'ex campione abbiano agito correttamente e se eventuali negligenze abbiano avuto un ruolo determinante nel decesso. Il procedimento in corso a San Isidro è il secondo tentativo processuale dopo che il primo processo era stato annullato nel 2025 a seguito dello scandalo legato alla partecipazione di una giudice a un progetto documentaristico sul caso, circostanza che aveva compromesso la regolarità del dibattimento. Nelle settimane precedenti alle arringhe delle parti civili, anche la pubblica accusa aveva chiesto pene detentive per diversi componenti dello staff sanitario, pur con richieste differenti rispetto a quelle formulate da Burlando.  Un processo che cerca di stabilire chi avrebbe potuto salvarlo...

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