Una settimana dopo le scene da un matrimonio che hanno suscitato polemiche e scalpore tra le strade di Ponticelli, ad alimentare il malcontento popolare concorrono le immagini che impazzano sui social e che raccontano il viaggio di nozze dei novelli sposi.
La notizia degna di nota è che i due sposi sono partiti per Ibiza, insieme ai testimoni di nozze e alle rispettive compagne, ovvero, le due figure apicali del clan De Micco. I due ras che allo stato attuale ricoprono il ruolo più autorevole tra le fila dei cosiddetti “Bodo”. Tantissimi gli scatti, rigorosamente pubblicati nelle storie di Instagram, che ritraggono la comitiva di Ponticelli nei locali più in voga sull’isola della movida. Complici, affiatati, uniti più che mai.
Scene recepite malissimo dagli abitanti del quartiere, perché rilanciano il messaggio sbandierato già in occasione del matrimonio del giovane rampollo del clan, secondo i ben informati destinato a subentrare ai due ras, qualora per loro dovessero scattare le manette. A indispettire i cittadini, stanchi di patire le angherie del clan, concorre soprattutto l’assenza di un intervento concreto da parte delle forze dell’ordine che a Ponticelli manca da esattamente due anni. L’ultima volta che lo Stato ha fatto sentire la sua presenza sul territorio era l’alba del 3 ottobre 2024, in manette finirono circa 60 affiliati al clan De Micco-De Martino. Proprio il fatto che a distanza di due anni dall’esecuzione di quell’ordinanza, gli attuali leader del clan ostentino ricchezza e impunità, risuona come un affronto rivolto anche allo Stato e alle istituzioni.
A due anni di distanza da quel blitz, il clan De Micco gode di un ottimo ostato di salute: gli affari illeciti fruttano proventi da capogiro, il controllo del territorio è totale, grazie al supporto di un nutrito gruppo di soldati. L’età media degli affiliati continua ad abbassarsi, complice la campagna di reclutamento che le figure di spicco del clan continuano a condurre nei rioni dove sono percepiti come degli idoli, delle celebrità da emulare. Un intento perseguito anche avvalendosi degli spot perennemente in scena sui social e che mostrano scatti di vita quotidiana scanditi dallo sfarzo, dal lusso, dal potere. Uno stile di vita che fa sognare ad occhi aperti i ragazzi dei rioni di una delle periferie più degradate d’Italia, costretti a vivere in una realtà segnata dal grigio e dal degrado dei luoghi che li circondano, nella dilagante e totale assenza di alternative.
La luna di miele condivisa consegna un’ulteriore consapevolezza agli spettatori, non solo in termini di affiatamento ed unione tra i leader del clan e le nuove leve, ma anche e soprattutto in riferimento alla politica adottata dal clan. Sempre più sfrontata e spregiudicata, una perenne sfida ingaggiata con lo Stato e le istituzioni, anche e soprattutto ostentando una notevole disponibilità di denaro, seppure si tratti di soggetti nullatenenti, almeno sulla carta. I leader del clan mostrano e dimostrano, con le foto e con i fatti, di non temere le azioni dello Stato e le conseguenze di un ipotetico arresto, proprio perché dispongono dell’assetto economico ed organizzativo utile e necessario a garantire continuità alla leadership dei De Micco, anche se le attuali figure apicali dovessero uscire di scena.
In attesa che questo accada, i boss dei De Micco si mostrano divertiti e rilassati, intenti a godersi l’ennesima vacanza che s’incastona tra azioni efferate e business illeciti.









