«Aveva deciso di lasciarlo, non lo sopportava più. Era arrivata al limite della sopportazione». È il racconto della docente tirocinante Emilia Marino, ascoltata oggi come testimone nel processo per l’omicidio di Martina Carbonaro, la 14enne di Afragola uccisa il 26 maggio 2025 dall’ex fidanzato Alessio Tucci.
In aula, davanti alla seconda sezione della Corte d’Assise di Napoli, la testimonianza della giovane insegnante ha riportato al centro gli ultimi giorni di vita di Martina Carbonaro e, soprattutto, il rapporto che la ragazzina aveva costruito con quella docente, diventata per lei una persona con cui confidarsi anche al di fuori dell’ambito strettamente scolastico.
La docente ha raccontato che, una decina di giorni prima della scomparsa, Martina l’aveva contattata perché aveva bisogno di parlare. La ragazza era sopraffatta dalle emozioni e, secondo quanto riferito dalla docente, durante quella conversazione aveva manifestato con chiarezza la volontà di interrompere la relazione con Alessio.
Martina, però, avrebbe avuto paura di comunicarglielo.
«Aveva il timore di dire ad Alessio che voleva lasciarlo», ha riferito la testimone, precisando di non aver mai saputo dalla ragazza quale fosse il motivo di quel timore.
La docente ha descritto Martina come una ragazza «solare, allegra, molto dolce» e ha raccontato di un legame che nel tempo era andato oltre il semplice rapporto scolastico. La 14enne le parlava della sua relazione: «Lo vedo distante, litighiamo spesso», le avrebbe raccontato.
In quei giorni Martina aveva anche iniziato a sentirsi online con un ragazzo che viveva nel Nord Italia. Un rapporto virtuale che, secondo la testimonianza, la giovane viveva come una possibile novità nella sua vita. Poi l’ultimo giorno.
La mattina della scomparsa Martina era passata a scuola, come faceva abitualmente, e aveva detto alla docente di avere delle novità da raccontarle. La donna, però, quel giorno dovette andare via prima, le disse che si sarebbero sentite nel pomeriggio.
Quando Martina scomparve, la docente pensò inizialmente che potesse aver preso un treno per raggiungere il ragazzo con cui si stava sentendo. Provò a chiamarla, ma il telefono risultava irraggiungibile.
Nel corso della testimonianza è emerso anche un altro elemento. Martina aveva parlato alla docente della gelosia di Alessio, ma non le aveva mai raccontato di essere stata aggredita.
L’insegnante ha ricordato anche un episodio rimasto senza spiegazioni: alcuni giorni Martina era arrivata a scuola senza occhiali e, alla domanda della docente, aveva semplicemente risposto che si erano rotti.
Il 28 maggio 2025, mentre Martina veniva ritrovata senza vita, Emilia Marino discuteva la sua tesi di laurea, dedicata proprio alla ragazza che aveva seguito durante l’anno scolastico.
Il processo dovrà ora ricostruire, attraverso le testimonianze e gli elementi acquisiti agli atti, cosa sia accaduto nelle ore e nei giorni che precedettero l’omicidio.
Il prossimo 30 ottobre sarà ascoltato in modalità protetta il ragazzo con cui Martina si stava sentendo online nell’ultima settimana. Il 10 novembre è prevista un’ulteriore udienza per completare l’escussione dei testimoni della Procura.
Poi, il 24 novembre, sarà la volta dell’imputato Alessio Tucci, che ha comunicato attraverso il proprio difensore, l’avvocato Mario Mangazzo, la volontà di sottoporsi all’esame dell’imputato.
Tucci, detenuto e reo confesso dell’omicidio, è accusato dell’uccisione di Martina, avvenuta in un casolare abbandonato ad Afragola. Il processo è iniziato davanti alla Corte d’Assise di Napoli dopo che il rito abbreviato era stato ritenuto inammissibile in ragione delle aggravanti contestate dalla Procura.
La testimonianza di oggi aggiunge un tassello al quadro processuale, ma soprattutto restituisce la voce di una ragazza di 14 anni che, nei giorni precedenti alla sua morte, aveva già maturato la decisione di chiudere una relazione e aveva confidato a un’adulta di avere timore di comunicarlo.











