Aveva 17 anni, stava tornando a casa insieme alle sue amiche, attraversava la strada sulle strisce pedonali, a Capodichino, quando un’auto l’ha travolta.
Per dieci giorni Anna Grimaldi ha lottato per la vita in un letto dell’ospedale Cardarelli. Poi il suo cuore ha smesso di battere.
Napoli perde un’altra giovanissima vittima della strada. Anna, originaria della zona del Perrone e residente a Secondigliano, è morta dopo le gravissime ferite riportate nell’investimento avvenuto lo scorso 6 settembre a Calata Capodichino.
L’investimento sulle strisce
Era una sera di inizio settembre quando Anna stava rientrando a casa con alcune amiche. Il gruppo stava attraversando la carreggiata, le altre ragazze avevano già raggiunto il marciapiede opposto mentre Anna, che si trovava in coda al gruppo, era ancora sulle strisce pedonali.
In quel momento è arrivata un’automobile condotta da un ragazzo di 20 anni.
L’impatto è stato violentissimo, Anna è stata travolta dalla vettura, ha battuto la testa contro il parabrezza ed è stata sbalzata per diversi metri prima di finire sull’asfalto.
Il conducente si è fermato e ha prestato i primi soccorsi. Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine, mentre la ragazza è stata trasportata d’urgenza in ospedale. Le condizioni sono apparse immediatamente gravissime.
Dieci giorni al Cardarelli, poi la morte
Anna è stata ricoverata all’ospedale Cardarelli di Napoli. Per dieci giorni la sua famiglia ha continuato a sperare che potesse superare quelle ferite. Una speranza che si è spezzata dopo giorni di ricovero.
La diciassettenne è morta al Cardarelli per le conseguenze dell’investimento. La famiglia, nel momento più doloroso, ha scelto di autorizzare la donazione degli organi. Un gesto che consentirà ad altre persone di ricevere una possibilità di vita.
Le telecamere e il cellulare del conducente
La dinamica dell’incidente è al centro dell’inchiesta.
Gli investigatori hanno acquisito e analizzato le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona. Proprio le immagini avrebbero contribuito a ricostruire quanto accaduto quella sera.
Il ventenne alla guida della vettura avrebbe ammesso agli agenti di essersi distratto perché impegnato con il telefono cellulare durante la marcia.
La vettura e lo smartphone sono stati posti sotto sequestro. Il giovane è stato inoltre sottoposto agli accertamenti tossicologici e alcolemici previsti nell’ambito degli accertamenti sull’incidente.
Con la morte di Anna, la posizione del conducente è stata ricondotta all’ipotesi di omicidio stradale. Saranno ora gli accertamenti della Procura a stabilire responsabilità e dinamica definitiva dell’investimento.
Anna aveva 17 anni e frequentava il quinto anno
Dietro la cronaca dell’ennesimo incidente mortale c’è il volto di una ragazza di 17 anni che avrebbe dovuto avere davanti ancora tutto il proprio futuro.
Anna frequentava l’istituto superiore Vittorio Veneto ed era iscritta al quinto anno. Dirigente, docenti, personale e studenti hanno parlato della sua gentilezza, della sua dolcezza e della sua spensieratezza, ricordando i cinque anni vissuti insieme.
Un ritratto che racconta quanto sia difficile, per una scuola, accettare che una studentessa non tornerà più in classe.
Il dolore di Secondigliano
La notizia della morte di Anna ha attraversato rapidamente Secondigliano, il quartiere nel quale la ragazza era conosciuta e dove aveva la sua vita, i suoi affetti, le sue amicizie.
Il dolore si è riversato anche sui social, dove in queste ore si moltiplicano i messaggi per ricordarla, ma questa non è soltanto la storia di una famiglia che piange una figlia. È anche la storia di una città costretta ancora una volta a confrontarsi con la fragilità di chi si muove a piedi sulle proprie strade.
Un’altra giovane vita spezzata sull’asfalto
La morte di Anna Grimaldi riporta ancora una volta al centro il tema della sicurezza stradale a Napoli, perché dietro ogni incidente mortale ci sono numeri, statistiche e fascicoli giudiziari, ma prima di tutto ci sono persone.
Appena dieci giorni fa, lo scorso nove settembre, un’altra giovane turista leccese in vacanza a Napoli è andata incontro allo stesso destino. Sono solo gli ultimi due casi in ordine cronologico che concorrono ad allungare il sempre più fitto elenco di nomi di giovani vittime della strada. Un fenomeno in perenne ascesa negli ultimi tempi tra le strade di Napoli. La tragica morte di Napoli concorre a rilanciare l’allarme sicurezza nel capoluogo campano. Sempre più spesso si tratta di giovani alla guida di auto di grossa cilindrata che in stato di ebrezza o sotto l’effetto di stupefacenti, investono altri giovani.










