Una lite nata per una sigaretta e poi la pistola, almeno cinque colpi esplosi ad altezza d’uomo. Due persone ferite. Una, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stata completamente estranea alla vicenda. È la sequenza ricostruita dagli investigatori per la sparatoria avvenuta nella notte tra il 12 e il 13 settembre in via Marconi, a Torre del Greco.
E’ finito in carcere un 21enne di Torre del Greco, gravemente indiziato di tentato omicidio e porto di arma clandestina, oltre che di ricettazione dell’arma. Il fermo eseguito dai carabinieri della Compagnia di Torre del Greco è stato successivamente convalidato dal Gip del Tribunale di Torre Annunziata, che ha emesso nei suoi confronti un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.
I colpi davanti a un locale frequentato dai giovani
Tutto è avvenuto in via Marconi, nei pressi di un locale pubblico frequentato da giovani.
In un primo momento, quando un 27enne incensurato si è presentato all’ospedale Maresca con una ferita d’arma da fuoco al piede destro, sembrava che la sparatoria avesse avuto una sola vittima. Il giovane, soccorso e medicato, è stato dimesso con una prognosi di sette giorni.
I carabinieri avevano trovato sul luogo della sparatoria tre bossoli calibro 9, dando immediatamente avvio agli accertamenti per ricostruire la dinamica, ma le immagini delle telecamere e le testimonianze raccolte hanno restituito un quadro molto più grave.
Il vero obiettivo era un altro ragazzo
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il 27enne ferito al piede sarebbe stato completamente estraneo alla vicenda: sarebbe stato raggiunto da uno dei proiettili esplosi durante la sparatoria, mentre il vero obiettivo dei colpi sarebbe stato invece un altro giovane, inizialmente non identificato.
Gli investigatori lo hanno individuato e ascoltato. In un primo momento avrebbe negato di essere stato colpito da un proiettile, ma le sue condizioni fisiche hanno insospettito i militari: pallore e vomito hanno portato gli investigatori a effettuare un’ispezione personale.
È stato così scoperto un foro di entrata e uno di uscita all’altezza dell’inguine destro, compatibile con il passaggio di un proiettile. Una ferita che, alla luce della ricostruzione investigativa, sarebbe stata provocata proprio durante la sparatoria.
Almeno cinque colpi ad altezza d’uomo
È uno degli elementi più pesanti emersi dall’analisi delle immagini: secondo la Procura, il 21enne avrebbe esploso almeno cinque colpi d’arma da fuoco ad altezza d’uomo, colpendo la vittima designata in una zona considerata vitale del corpo.
Gli investigatori hanno inoltre trovato e sequestrato, nell’abitazione nella disponibilità del giovane, la pistola ritenuta utilizzata nella sparatoria e gli abiti che avrebbe indossato quella notte. L’arma sarebbe risultata clandestina, con la matricola abrasa.
Una lite nata per una sigaretta
L’origine della lite rende ancora più inquietante la ricostruzione. Dalle immagini delle telecamere sarebbe emerso che la sparatoria rappresentava il culmine di un’aggressione iniziata poco prima.
Un gruppo di giovani, del quale secondo gli investigatori avrebbe fatto parte anche il 21enne, avrebbe aggredito un altro ragazzo per una sigaretta.
Il giovane avrebbe chiesto a una ragazza di accendere una sigaretta perché il suo accendino non funzionava. Una richiesta apparentemente banale che, secondo la ricostruzione investigativa, avrebbe fatto scattare l’aggressione e i successivi colpi di pistola.
«Ho sparato», ma nega l’intenzione di uccidere
Messo di fronte agli elementi raccolti dagli investigatori, il 21enne avrebbe genericamente ammesso di aver esploso i colpi, negando però di aver avuto l’intenzione di uccidere qualcuno.
Una versione che dovrà essere valutata nel corso del procedimento insieme agli altri elementi raccolti dalla Procura.
Il Gip ha ritenuto sussistenti i gravi indizi e ha disposto la custodia cautelare in carcere contestando al giovane il tentato omicidio aggravato dai futili motivi, il porto di arma clandestina e la ricettazione della pistola.
Restano da identificare gli altri giovani che, secondo la ricostruzione degli investigatori, avrebbero partecipato all’aggressione.
Una notte cominciata per una sigaretta e finita con una pistola
Quello che resta è la fotografia di una notte in cui una richiesta banale sarebbe degenerata in un’aggressione di gruppo e poi in una sparatoria.
Almeno cinque colpi sparati ad altezza d’uomo, due persone ferite, una, secondo gli investigatori, finita nel mirino senza avere nulla a che fare con la lite.
E tutto, stando alla ricostruzione della Procura, sarebbe cominciato da una sigaretta e da un accendino che non funzionava.










