I telefoni Apple erano custoditi in un deposito della zona Asi e destinati alle vendite giudiziarie. I carabinieri indagano sul furto. Si tratta di parte dei beni sequestrati nei mesi scorsi nell’ambito dell’inchiesta sul Napolitano Store.
Erano custoditi in un deposito giudiziario e destinati all’asta.
Nella notte, invece, sono finiti nelle mani dei ladri.
Diversi smartphone Apple sono stati rubati da un locale di custodia dei beni destinati alle vendite giudiziarie nella zona Asi di Giugliano in Campania, lungo la Circumvallazione Esterna.
A dare l’allarme sono stati i responsabili della struttura. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della sezione Radiomobile della Compagnia di Giugliano, che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire le modalità del furto e individuare i responsabili.
I telefoni erano quelli sequestrati al Napolitano Store
Il particolare che rende il furto ancora più singolare è la provenienza degli smartphone.
I telefoni Apple sottratti facevano parte dei beni sequestrati nei mesi scorsi al Napolitano Store, l’attività commerciale riconducibile all’imprenditore e tiktoker Angelo Napolitano, finita al centro di un’inchiesta della Procura di Nola.
La merce era stata trasferita nel deposito giudiziario in attesa delle procedure di vendita.
Proprio nei giorni scorsi erano state avviate le operazioni per mettere all’asta parte dei beni sequestrati: tra questi figuravano iPhone, iPad, MacBook, PlayStation, televisori, elettrodomestici e numerosi accessori tecnologici.
Ora, prima ancora che alcuni di quei prodotti potessero essere venduti attraverso le procedure giudiziarie, una parte degli smartphone è stata portata via.
L’inchiesta sul Napolitano Store
Il furto si inserisce così in una vicenda giudiziaria già complessa.
A gennaio la Guardia di Finanza di Napoli aveva eseguito un provvedimento di sequestro dell’intero compendio aziendale di una società di Casalnuovo attiva nella vendita di telefoni ed elettrodomestici.
Il provvedimento faceva seguito a un precedente sequestro preventivo da 5,7 milioni di euro, eseguito nel settembre 2025 e successivamente confermato dal Tribunale del Riesame.
Secondo la ricostruzione investigativa riportata dalle fonti, l’inchiesta coordinata dalla Procura di Nola riguarda una presunta frode fiscale legata a vendite di prodotti tecnologici e all’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.
Gli investigatori hanno inoltre ricostruito una crescita del fatturato della società, passato dai 2,2 milioni di euro del 2017 ai 20,8 milioni del 2023. Si tratta, naturalmente, di contestazioni ancora inserite nell’ambito di un procedimento giudiziario e non di responsabilità definitivamente accertate.
Il furto nel deposito giudiziario
Adesso il nuovo capitolo riguarda proprio i beni che erano stati sottratti e affidati alla custodia giudiziaria.
Gli investigatori dovranno chiarire come sia stato possibile entrare nel deposito, quali dispositivi siano stati portati via e soprattutto se il furto fosse mirato.
Al momento non risultano persone fermate.
I carabinieri stanno effettuando gli accertamenti necessari per ricostruire l’accaduto e risalire agli autori del colpo.
La circostanza rende particolarmente delicata la vicenda: non si tratta infatti di un normale furto ai danni di un esercizio commerciale, ma della sottrazione di beni sottoposti a sequestro e custoditi in attesa di una vendita giudiziaria.
Un altro capitolo di una vicenda che continua
La storia del Napolitano Store, iniziata con l’attività commerciale e la forte presenza sui social, è ormai da mesi intrecciata a sequestri, indagini e provvedimenti giudiziari.
Ora si aggiunge un episodio completamente diverso, ma destinato inevitabilmente a riaccendere i riflettori sulla vicenda: i telefoni sequestrati e destinati all’asta non sono arrivati alla vendita. Qualcuno li ha fatti sparire dal deposito in cui avrebbero dovuto essere custoditi.
Spetterà alle indagini dei carabinieri stabilire chi abbia organizzato il furto e come sia stato possibile portarlo a termine.










