Era sottoposto agli arresti domiciliari, ma secondo il Tribunale di Sorveglianza quella misura non era più adeguata. Durante la perquisizione nella sua abitazione i Carabinieri hanno trovato 130 grammi di hashish, una pistola Mauser in grado di sparare a raffica, munizioni e materiale per il confezionamento della droga. Per il 33enne si sono aperte le porte del carcere di Secondigliano.
Dai domiciliari al carcere. È il provvedimento disposto nei confronti di un 33enne di Roccarainola, dopo le violazioni del regime domiciliare rilevate dai Carabinieri della locale stazione durante i controlli effettuati presso la sua abitazione.
Secondo quanto riferito, il Tribunale di Sorveglianza ha ritenuto inadeguata la misura dei domiciliari e ha disposto il trasferimento in carcere. Ma proprio nel momento in cui i militari stavano notificando il nuovo provvedimento è scattata anche la perquisizione dell’abitazione.
La perquisizione con i cani antidroga
A supportare i Carabinieri della stazione di Roccarainola sono state due unità cinofile del Nucleo di Sarno.
Il controllo ha portato alla scoperta di 130 grammi di hashish, oltre a materiale ritenuto funzionale al confezionamento delle dosi. Un quantitativo che, secondo l’impostazione accusatoria, si aggiunge agli elementi alla base della contestazione di detenzione di droga ai fini di spaccio.
Ma il ritrovamento più rilevante riguarda l’arma.
In casa una Mauser in grado di sparare a raffica
I militari hanno sequestrato una pistola Mauser modello 712 calibro 7,63, arma capace di sparare anche a raffica e indicata nella notizia come arma da guerra.
Nell’abitazione sono state inoltre trovate 22 munizioni calibro 7,65.
La presenza dell’arma e delle munizioni ha fatto scattare anche la contestazione relativa alla detenzione illegale di armi, che si aggiunge a quella riguardante la droga.
Dal regime domiciliare al carcere
Il 33enne era già destinatario di un provvedimento restrittivo ai domiciliari, ma le violazioni accertate nel corso dei controlli hanno portato il Tribunale di Sorveglianza a ritenere necessario un aggravamento della misura.
L’uomo è stato quindi destinato alla casa circondariale di Secondigliano, dove dovrà affrontare anche le nuove contestazioni legate al possesso dell’arma e dello stupefacente.
La vicenda mette ancora una volta in evidenza quanto i controlli sul rispetto delle misure restrittive possano diventare decisivi anche sul piano investigativo: in questo caso, proprio una verifica nell’abitazione di una persona già sottoposta ai domiciliari ha portato al sequestro di un’arma ritenuta da guerra, munizioni e droga.
Il 33enne dovrà ora rispondere delle contestazioni che gli vengono mosse nelle sedi competenti, nel rispetto della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.
Dai domiciliari al carcere, passando per una perquisizione che ha fatto emergere un’arma da guerra. A Roccarainola, il controllo dei Carabinieri ha aperto un nuovo capitolo giudiziario.











