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15 settembre 1902, quando “Torna a Surriento” cominciò il suo viaggio nel mondo

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
11 Settembre, 2026
in Arte & Spettacolo
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15 settembre 1902, quando “Torna a Surriento” cominciò il suo viaggio nel mondo
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Non nacque esattamente quel giorno, ma fu il 15 settembre 1902 che una delle canzoni napoletane più celebri al mondo iniziò la sua storia pubblica. A Sorrento, davanti a Giuseppe Zanardelli, risuonò per la prima volta quella melodia destinata a diventare l’inno della città delle Sirene.

Ci sono canzoni che raccontano un luogo. E poi ce ne sono alcune che finiscono per diventare quel luogo.

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Torna a Surriento appartiene alla seconda categoria.

Quando quelle note risuonarono a Sorrento il 15 settembre 1902, nessuno poteva immaginare che sarebbero sopravvissute a generazioni, guerre, mode e confini, fino a diventare una delle melodie italiane più riconoscibili nel mondo.

Ma la sua storia è meno semplice di come è stata raccontata per decenni.

Sorrento, 15 settembre 1902

Quel giorno il presidente del Consiglio Giuseppe Zanardelli arrivò a Sorrento durante un viaggio diretto in Basilicata. Ad accoglierlo c’erano il sindaco Guglielmo Tramontano, proprietario dell’albergo che portava il suo nome, e una città vestita a festa.

Zanardelli arrivò in serata, accolto dalla folla, dalle luminarie e dalla musica. Fu accompagnato all’Imperial Hotel Tramontano, dove si tenne un banchetto al quale parteciparono numerose autorità.

E durante quella serata venne eseguita “Torna a Surriento”.

A cantarla fu Maria Cappiello, giovane allieva del Conservatorio di San Pietro a Majella. Il presidente del Consiglio ne rimase colpito e chiese che fosse ripetuta. Il giorno successivo la canzone tornò a essere eseguita davanti a Zanardelli.

È questo il momento che il Comune di Sorrento indica come l’inizio del fortunato destino pubblico della canzone.

Ma la canzone era già nata?

Qui la storia si fa ancora più interessante.

Per molto tempo si è raccontato che i fratelli Giambattista ed Ernesto De Curtis avessero scritto Torna a Surriento in tutta fretta proprio per celebrare la visita di Zanardelli.

La versione è suggestiva. Ma i documenti raccontano qualcosa di diverso.

Il Comune di Sorrento, ricostruendo la vicenda sulla base della documentazione storica, indica il 1894 come data della composizione originaria. Nel 2024, in occasione dei 130 anni della canzone, l’amministrazione comunale ha infatti celebrato il brano come composto nel 1894 da Ernesto De Curtis su testo del fratello Giambattista.

Anche le biografie dei due fratelli conservate da Treccani collocano la composizione nel percorso artistico dei De Curtis e ricordano che il brano fu pubblicato da Bideri nel 1904.

Dunque, il 15 settembre 1902 non sarebbe il giorno della nascita assoluta della canzone, ma quello della sua prima grande consacrazione pubblica.

La leggenda dell’ufficio postale

Ed è qui che entra in scena una delle storie più curiose legate al brano.

Per decenni si è raccontato che il sindaco Guglielmo Tramontano avesse chiesto ai De Curtis di preparare una canzone per conquistare la benevolenza di Zanardelli e convincerlo a concedere a Sorrento un ufficio postale di prima classe.

Una storia diventata quasi leggenda.

Ma la ricostruzione pubblicata dall’archivio del Comune di Sorrento mette in discussione proprio questo racconto, sottolineando come i giornali dell’epoca descrivano invece una serata nella quale la canzone venne eseguita durante il banchetto in onore del presidente del Consiglio.

La spiegazione più prudente è quindi che una composizione già esistente sia stata riadattata per l’occasione.

Ed è proprio questo uno degli aspetti più affascinanti della vicenda: non una canzone improvvisata in poche ore, ma una melodia che aveva già una storia e che trovò, in quella visita del 1902, il momento giusto per cominciare a viaggiare.

Da Sorrento al mondo

Nel 1904 Torna a Surriento venne pubblicata da Bideri e iniziò la sua vera vita discografica ed editoriale.

Da allora il brano ha attraversato un secolo di musica.

Lo hanno cantato Enrico Caruso, Beniamino Gigli, Tito Schipa, Giuseppe Di Stefano, Luciano Pavarotti, Plácido Domingo, José Carreras e Andrea Bocelli. Ma la sua storia non si è fermata alla lirica e alla canzone napoletana: la melodia è arrivata anche alla musica popolare internazionale, fino alla celebre reinterpretazione di Elvis Presley, Surrender.

È diventata una canzone capace di parlare anche a chi non conosce il napoletano.

Perché in quelle parole c’è qualcosa di universale: la bellezza di un luogo, il dolore della partenza, il desiderio di tornare.

E forse è proprio questo il segreto della sua durata.

Non è soltanto una canzone su Sorrento

Torna a Surriento viene spesso presentata come una canzone d’amore.

Ma dentro quei versi c’è molto di più.

C’è il mare. Ci sono i giardini. Ci sono i profumi. C’è una persona che parte e qualcuno che le chiede di non dimenticare quella terra.

È una canzone sul distacco.

E il distacco, a differenza di una semplice storia d’amore, appartiene a tutti.

È per questo che nel tempo Torna a Surriento è diventata anche la colonna sonora di chi è partito da Napoli e dalla Campania, di chi ha lasciato l’Italia, di chi ha attraversato un oceano portandosi dietro soltanto la memoria di una voce, di un paesaggio, di una casa.

Il Comune di Sorrento la definisce ancora oggi un vero e proprio inno della città, capace di essere riconosciuto in tutto il mondo.

Il 15 settembre di una canzone immortale

Il 15 settembre 1902 non nacque semplicemente una canzone.

Nacque qualcosa di più difficile da spiegare: il momento in cui una melodia trovò il suo pubblico e cominciò a superare i confini del luogo per il quale era stata pensata.

Da quella sera a Sorrento sono passati oltre 120 anni.

Eppure basta pronunciare quelle tre parole — Torna a Surriento — perché il mare torni davanti agli occhi.

È questa la forza della musica quando diventa memoria: non ha bisogno di chiederti da dove vieni. Ti fa semplicemente sentire, per un istante, che stai tornando a casa.

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