Per decenni è stato uno dei volti più conosciuti della politica del Vesuviano. Achille De Simone, originario di Cercola, è stato un protagonista della vita amministrativa locale, capace di raccogliere consenso e preferenze, ma anche finito al centro di una controversa vicenda giudiziaria legata a un’inchiesta sul clan Sarno.
La sua storia racconta una stagione della politica locale fatta di rapporti personali, radicamento territoriale, campagne elettorali porta a porta e di quel rapporto diretto con i cittadini che per molti amministratori rappresentava la principale chiave del consenso.
Ma racconta anche le difficoltà di territori come Cercola e la periferia Est di Napoli, dove per anni politica, tessuto sociale e presenza dei clan si sono intrecciati in un contesto complesso.
Dalle origini a Cercola: una vita nella politica locale
Achille De Simone nasce a Cercola il 6 maggio 1940.
La sua carriera politica prende forma proprio nel comune vesuviano, dove entra giovanissimo nelle istituzioni locali.
Negli anni costruisce una presenza costante nella politica cittadina: consigliere comunale, assessore e amministratore con diversi incarichi.
Per i suoi sostenitori diventa il simbolo del politico “di territorio”, sempre presente tra la gente. Viene spesso indicato con il soprannome di “uomo del popolo”, uno slogan che lui stesso utilizzava nelle campagne elettorali e che sintetizzava il rapporto diretto con una parte dell’elettorato.
Il rapporto con il consenso e le grandi campagne elettorali
La forza politica di De Simone si misura soprattutto nella capacità di raccogliere voti.
Negli anni il suo nome diventa sinonimo di una politica basata sulla conoscenza personale degli elettori, sulle relazioni costruite nei quartieri e nei comuni dell’area vesuviana.
Il suo bacino elettorale non riguarda soltanto Cercola, ma anche diversi comuni vicini e la periferia orientale di Napoli, dove la sua figura era conosciuta da decenni.
Nel 2006 viene eletto consigliere comunale a Napoli nelle liste del Partito dei Comunisti Italiani, entrando così nell’assemblea cittadina del capoluogo.
L’inchiesta sul clan Sarno
La fase più controversa della sua storia politica arriva nel 2009.
Achille De Simone viene arrestato nell’ambito di un’inchiesta della magistratura sul clan Sarno, storico gruppo criminale di Ponticelli e dell’area vesuviana.
Secondo l’accusa degli investigatori, De Simone avrebbe avuto un ruolo nell’impedire la nascita di uno sportello antiracket a Cercola e sarebbe stato vicino alle dinamiche del clan. Accuse che il politico ha sempre respinto, dichiarandosi estraneo ai fatti contestati.
L’inchiesta si inseriva in un periodo particolarmente delicato per l’area Est di Napoli e il Vesuviano, segnato dalle indagini sui rapporti tra organizzazioni criminali, imprenditoria e territorio.
La condanna e la difesa della sua innocenza
Nel corso della vicenda giudiziaria, De Simone ha continuato a sostenere la propria estraneità alle accuse.
Alcune ricostruzioni giornalistiche riportano una condanna in primo grado per violenza privata aggravata dal metodo mafioso, mentre il percorso giudiziario è stato oggetto di diverse fasi e interpretazioni.
La sua figura è rimasta quindi al centro di una forte contrapposizione: per alcuni un politico capace di rappresentare il territorio, per altri una figura coinvolta in una vicenda giudiziaria che ha segnato profondamente la sua immagine pubblica.
Gli ultimi anni e la morte
Dopo una lunga battaglia contro una malattia, Achille De Simone muore il primo aprile 2014, all’età di 73 anni.
La notizia suscita reazioni diverse a Cercola e nei comuni vicini: molti cittadini ricordano il politico vicino alla gente, mentre altri riportano alla memoria anche il capitolo giudiziario che aveva segnato gli ultimi anni della sua attività pubblica.
Una storia che attraversa mezzo secolo di politica vesuviana
La parabola di Achille De Simone è quella di un uomo che ha attraversato una lunga fase della politica locale.
Una storia fatta di elezioni, amministrazioni, consenso popolare e rapporti costruiti sul territorio, ma anche una storia che porta con sé interrogativi sul rapporto tra politica e territori difficili, dove la presenza della criminalità organizzata ha rappresentato per decenni una delle principali sfide per istituzioni e cittadini.
Cercola, Ponticelli e il Vesuviano sono luoghi dove la politica non si è mai giocata soltanto nei palazzi istituzionali, ma anche e soprattutto nelle strade, nei quartieri, nelle relazioni personali.
Ed è proprio questa doppia dimensione, quella del politico radicato nella comunità e quella dell’uomo finito sotto la lente della magistratura, a rendere la storia di Achille De Simone una delle più complesse della politica vesuviana contemporanea.











