• Redazione
  • Contatti
  • AD
  • I’m Napolitan
  • Accedi
mercoledì, 28 Ottobre, 2026
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Napolitan - Il nuovo modo di leggere Napoli

Il nuovo modo di leggere napoli

  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali
  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali
Napolitan - Il nuovo modo di leggere Napoli
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

Il cerchio del potere: ascesa, alleanze e ferocia del clan Sarno

Luciana Esposito di Luciana Esposito
21 Dicembre, 2025
in Cronaca, In evidenza
0

Antonio De Luca Bossa e Ciro Sarno

Share on FacebookShare on Twitter

Il clima era disteso, quasi familiare. Ciro Sarno, circondato da un gruppo di fedelissimi accorsi per fargli visita, trascorreva qualche ora in compagnia, tra risate e conversazioni. Un momento raro di calma per uomini abituati a convivere con l’ansia perenne di essere braccati. Poi, all’improvviso, il rombo assordante di elicotteri squarciò l’aria. Il panico fu immediato.

ADVERTISEMENT

Il boss e i suoi affiliati si sentirono finiti, convinti che fosse arrivata l’ora delle manette. Non tentarono nemmeno la fuga: sapevano che sarebbe stato inutile, forse addirittura controproducente. E invece, con enorme stupore, scoprirono che quei velivoli erano lì solo per un’esercitazione militare. Una coincidenza incredibile, un paradosso degno dell’ironia del destino. Il terrore si trasformò in una risata liberatoria, una di quelle che solo chi è abituato a sfidare la morte ogni giorno può comprendere davvero.

Una vita vissuta all’ombra del pericolo

Per Ciro Sarno e il suo clan, vivere significava costantemente guardarsi le spalle, prevedere imboscate, tenere sotto controllo rivali e infedeli. Ma significava anche alimentare senza sosta il motore delle attività illecite: droga, estorsioni, armi, affari sporchi. Due binari paralleli che definiscono l’intera parabola criminale del clan Sarno.

Una parabola costruita con metodo, accortezza e una sorprendente capacità strategica. Perché Sarno, oltre a essere spietato, era un abile tessitore di alleanze.

Le alleanze che portarono il clan nel cuore di Napoli

La vera espansione dei Sarno avvenne quando “‘o sindaco” riuscì a costruire un asse criminale con due storiche famiglie camorristiche: i Mazzarella di San Giovanni a Teduccio e i Misso del centro storico.

Questo patto sancì l’ingresso dei Sarno in una nuova dimensione: dalla periferia orientale al ventre pulsante di Napoli, fino alla zona occidentale. Grazie agli accordi con i clan dei Quartieri Spagnoli, della Torretta e di Fuorigrotta, i Sarno crearono una rete capillare che attraversava quasi tutta la città.

Non si trattava solo di affari, ma di vendetta. Le tre famiglie erano accomunate da un nemico comune: l’Alleanza di Secondigliano, composta da Contini, Licciardi e Mallardo.

Per i Mazzarella c’era da vendicare l’assassinio del padre; per i Misso, quello della moglie; per i Sarno, il più doloroso, quello del giovane Luigi Amitrano, vittima della prima autobomba camorristica in Campania.

L’autobomba di via Argine: la ferita insanabile

Il bersaglio dell’attentato doveva essere Vincenzo Sarno, fratello di Ciro e reggente del clan in sua assenza. Il piano era semplice: far saltare in aria l’auto blindata mentre si recava a firmare in commissariato. Ma la variabile imprevista fu l’irregolarità del manto stradale: la bomba esplose la sera precedente.

A morire fu Luigi Amitrano, nipote e autista del boss, reduce da una giornata trascorsa accanto alla figlia malata. Una morte che dilaniò la famiglia Sarno e alimentò un odio feroce.

Tre omicidi, tre ferite profonde, tre motivi per cui l’alleanza Mazzarella-Misso-Sarno divenne un fronte compatto e pronto a vendicare il sangue versato.

Il volto spietato di ’o sindaco

Dietro l’immagine del boss stratega e “uomo del popolo” si nascondeva però un lato brutale, privo di pietà. Durante il suo lungo regno criminale, Ciro Sarno commissionò decine di omicidi, colpendo rivali, traditori, presunti informatori e perfino semplici figure marginali ritenute pericolose per la tenuta del clan.

I traditori, in particolare, erano destinati a morte atroce. Per i Sarno, gli “infami” non dovevano essere solo eliminati: la loro esistenza doveva essere cancellata, in un rituale di annientamento totale.

Tra le vittime più note vi furono Mario Scala, Anna Sodano, Gennaro Busiello e Giuseppe Schisa. Quattro vite travolte dalla stessa furia, quattro storie spezzate nel nome di un clan che non ammetteva esitazioni o debolezze.

A ricordarlo è un passaggio durissimo del Gip Antonella Terzi:

“Quattro storie maledette, quattro tragici destini di oscuri manovali del crimine, schiacciati da scelte scellerate e orribilmente sacrificati per la gloria e la sopravvivenza del mostro onnivoro che è stato, per troppi anni, il clan Sarno di Ponticelli.”

Un impero fatto di sangue, strategie e paura

Il clan Sarno rappresentò per decenni una delle realtà criminali più vaste, longeve e organizzate della camorra napoletana. Un impero governato con una miscela di alleanze, paura, violenza e capacità strategiche, in cui Ciro Sarno dominava come un sovrano.

Un sovrano crudele e calcolatore, capace di costruire consenso e di distruggere vite con la stessa naturalezza.

E proprio nell’alternanza tra momenti di tensione assoluta e tragiche risate liberatorie, come quella giornata segnata dagli elicotteri militari, si riassume la vita di un boss che per anni ha tenuto Ponticelli e Napoli intera sotto il suo dominio oscuro.

ADVERTISEMENT
Prec.

Primark assume personale in Campania e Lazio: opportunità di lavoro anche senza esperienza

Succ.

Cava de’ Tirreni: uccide la compagna, ferisce la suocera e si toglie la vita

Può interessarti

VIDEO-Omicidio in un bar nel Rione Sanità, svolta dopo 17 anni: due arresti
Cronaca

VIDEO-Omicidio Bacioterracino, ricostruito il delitto nel bar della Sanità: il ruolo dei clan e la svolta dei pentiti

28 Ottobre, 2026
Youssef Siher torna libero: la gip non convalida il fermo per l’accusa di terrorismo
Fratelli d'Italia

Youssef Siher torna libero: la gip non convalida il fermo per l’accusa di terrorismo

28 Ottobre, 2026
David Rossi, tre Dda indagano per omicidio: l’ombra della criminalità organizzata sulla morte dell’ex manager
In evidenza

David Rossi, tre Dda indagano per omicidio: l’ombra della criminalità organizzata sulla morte dell’ex manager

28 Ottobre, 2026
Aggredito in monopattino: l’attore Davide Iacopini in terapia intensiva
In evidenza

Davide Iacopini si è svegliato: l’attore è vigile dopo l’aggressione della banda della minicar

28 Ottobre, 2026
Mario Spedaliere lotta per la vita, il padre: «Non si può morire per una partita di calcio»
Cronaca

Mario Spedaliere lotta per la vita, il padre: «Non si può morire per una partita di calcio»

28 Ottobre, 2026
Forio, scontro tra una moto e una e-bike: muore un 39enne
Cronaca

Giugliano, lite dopo un incidente stradale: 37enne ferito all’addome, è in prognosi riservata

28 Ottobre, 2026
Succ.
Ennesima aggressione agli operatori del 118: ambulanza costretta a caricare un cadavere a Barra

Cava de’ Tirreni: uccide la compagna, ferisce la suocera e si toglie la vita

Ultimi Articoli

no DIG specialist, regista invisibile dei cantieri urbani

no DIG specialist, regista invisibile dei cantieri urbani

di Redazione Napolitan
28 Ottobre, 2026
0

Posare una condotta sotto una strada trafficata, attraversare un corso d’acqua o ampliare una rete nel centro storico non significa...

VIDEO-Omicidio in un bar nel Rione Sanità, svolta dopo 17 anni: due arresti

VIDEO-Omicidio Bacioterracino, ricostruito il delitto nel bar della Sanità: il ruolo dei clan e la svolta dei pentiti

di Redazione Napolitan
28 Ottobre, 2026
0

Tredici anni dopo, nuove dichiarazioni dei collaboratori di giustizia riaprono uno dei casi più emblematici della camorra napoletana. L’omicidio di Mariano...

Carabinieri, al via la sperimentazione dei nuovi giubbotti antiproiettile hi-tech per il Radiomobile

Carabinieri, al via la sperimentazione dei nuovi giubbotti antiproiettile hi-tech per il Radiomobile

di Redazione Napolitan
28 Ottobre, 2026
0

Nuove protezioni per i Carabinieri impegnati ogni giorno nei servizi di pronto intervento. È partita la fase di sperimentazione dei...

Elettrodomestici da non collegare a una prolunga: quali sono e come evitare pericoli

Elettrodomestici da non collegare a una prolunga: quali sono e come evitare pericoli

di Redazione Napolitan
28 Ottobre, 2026
0

Una presa troppo lontana, pochi collegamenti disponibili in cucina o la necessità di sistemare un elettrodomestico in un punto diverso...

Facebook Twitter Youtube
  • Redazione
  • Contatti
  • Privacy and Cookie Policy
  • AD
Napolitan è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Nola n.° 9 del 23/12/2014. Iscrizione al Registro degli Operatori per la Comunicazione n. 24695

© 2022 Napolitan.it | Tutti i diritti riservati

Bentornato!

Accedi al tuo account

Hai dimenticato la password?

Recupera la tua password

Inserisci il tuo nome utente o email per recuperare la password

Accedi
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • News
  • Cronaca
  • Arte & Spettacolo
  • Musica
  • Napolitan by Night
  • Non solo hobby
  • Foto
  • Da Sud a Sud
  • Fratelli d’Italia
  • Fenomeni Virali

© 2022 Napolitan.it | Tutti i diritti riservati

Vuoi sbloccare questo post?
Contenuti da sbloccare rimanenti. : 0
Sei sicuro che vuoi cancellare questo abbonamento?