La vittima è Alessandra Frazzica, 21 anni, commessa in un bazar al primo piano della palazzina crollata nel rione Pistunina. Le ricerche dei vigili del fuoco continuano senza sosta. Tre gli indagati nell’inchiesta della Procura
La speranza si aggrappa ancora alle macerie, mentre il bilancio della tragedia continua a diventare più pesante. È stato recuperato il terzo corpo senza vita dall’edificio crollato nel rione Pistunina, nella zona sud di Messina. Si tratta di Alessandra Frazzica, 21 anni, giovane commessa che lavorava in un bazar cinese ospitato al primo piano della palazzina. Il corpo è stato riconosciuto dai familiari.
Restano ancora tre persone disperse sotto le macerie: Santino Magazzù, marito di Rosa Leone, Sara Leone, sorella della famiglia proprietaria dell’edificio, e Lhairu Warnakulasuriya, collaboratore domestico di origine cingalese.
Il crollo e la corsa contro il tempo
La tragedia si è consumata giovedì 30 luglio. Una parte dell’edificio è collassata improvvisamente, trasformandosi in pochi secondi in un cumulo di cemento, detriti e polvere. I soccorritori hanno lavorato giorno e notte con squadre specializzate dei vigili del fuoco, unità Usar, cinofili e tecnici impegnati nella ricerca dei dispersi.
L’intera area è stata posta sotto sequestro. Le operazioni di soccorso sono state accompagnate da momenti drammatici, con i familiari delle persone coinvolte rimasti per ore ad attendere notizie davanti al luogo del crollo.
Le vittime già accertate
Prima del ritrovamento di Alessandra Frazzica erano stati recuperati i corpi di:
- Carmelo Leone, imprenditore;
- Rosa Leone, sorella di Carmelo.
Il ritrovamento della 21enne ha portato a tre il numero delle vittime accertate.
Una giovane vita spezzata, quella di Alessandra, che si aggiunge al dolore di una famiglia e di un’intera comunità sconvolta. La ragazza lavorava nel negozio situato all’interno dello stabile e si trovava nell’edificio al momento del crollo.
L’inchiesta: tre indagati
Parallelamente ai soccorsi è partita l’indagine della Procura di Messina per chiarire le cause del cedimento. Sono tre le persone iscritte nel registro degli indagati: due imprenditori e un ingegnere. Le ipotesi di reato contestate sono omicidio colposo plurimo, rimozione od omissione di cautele contro gli infortuni sul lavoro e disastro colposo.
Gli investigatori stanno cercando di ricostruire se il crollo possa essere collegato a interventi effettuati nello stabile e se siano state rispettate tutte le norme di sicurezza.
Messina aspetta ancora
Mentre la magistratura lavora per accertare eventuali responsabilità, il pensiero resta rivolto alle tre persone ancora intrappolate sotto quelle macerie.
Ogni ora che passa rende più difficile la speranza, ma i vigili del fuoco continuano a scavare. Tra cemento spezzato e silenzi interrotti soltanto dai richiami dei soccorritori, Messina aspetta ancora di conoscere il destino di chi manca all’appello.
Una tragedia che lascia una domanda pesante: come può una casa, il luogo che dovrebbe rappresentare sicurezza e protezione, trasformarsi improvvisamente in una trappola mortale? La risposta arriverà soltanto al termine delle indagini. Ma intanto restano i nomi delle vittime, il dolore delle famiglie e una città sospesa nell’attesa.











