Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Nocera Inferiore ha disposto l’archiviazione dell’accusa di omicidio nei confronti dell’uomo che, nel giugno del 2023, uccise uno dei rapinatori che aveva tentato di assaltare la sua abitazione a Foria di Centola, nel Cilento. Per il Gip, la reazione dell’indagato rientra nei presupposti della legittima difesa. Resta invece aperto il procedimento per l’occultamento del cadavere del malvivente.
La rapina finita nel sangue
La vicenda risale alla notte tra il 21 e il 22 giugno 2023. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, un gruppo di uomini armati fece irruzione nella proprietà dell’uomo con l’obiettivo di mettere a segno una rapina.
Durante l’assalto vennero esplosi alcuni colpi d’arma da fuoco. Uno dei proiettili raggiunse il proprietario di casa, ferendolo. A quel punto l’uomo reagì utilizzando un’arma legalmente detenuta e colpì mortalmente uno dei rapinatori, un cittadino albanese di 26 anni. Gli altri componenti del commando riuscirono invece a fuggire.
Il corpo nascosto e ritrovato giorni dopo
Dopo la sparatoria, però, la vicenda prese una piega diversa.
Anziché allertare immediatamente le forze dell’ordine, il proprietario dell’abitazione decise di occultare il cadavere del rapinatore. Il corpo venne nascosto in una zona impervia e fu ritrovato soltanto alcuni giorni più tardi, al termine delle indagini condotte dai Carabinieri e coordinate dalla Procura. Proprio questo comportamento ha dato origine all’accusa di occultamento di cadavere, che resta tuttora contestata.
Il Gip: «Fu legittima difesa»
Nelle motivazioni del provvedimento di archiviazione, il Gip ha ritenuto che la reazione dell’uomo sia avvenuta mentre era sottoposto a un’aggressione armata e a un concreto pericolo di vita.
Secondo il giudice, ricorrono quindi i presupposti della legittima difesa previsti dall’ordinamento, escludendo la responsabilità penale per l’uccisione del rapinatore. L’accusa di omicidio è stata pertanto archiviata.
Resta l’accusa di occultamento di cadavere
Diversa la valutazione sul comportamento successivo ai fatti.
L’occultamento del corpo rappresenta infatti un reato autonomo rispetto all’omicidio e continuerà a essere oggetto di accertamento giudiziario. Sarà quindi questo il fronte sul quale proseguirà il procedimento penale nei confronti dell’uomo.
Un caso che riaccende il dibattito
La decisione del Gip riporta al centro dell’attenzione il tema della legittima difesa, da anni al centro del dibattito giuridico e politico in Italia.
La pronuncia ribadisce come ogni episodio debba essere valutato sulla base delle circostanze concrete: da un lato il diritto del cittadino a difendere la propria vita davanti a un’aggressione armata, dall’altro il rispetto delle regole che impongono di informare immediatamente l’autorità giudiziaria una volta cessato il pericolo.
È proprio questo doppio binario a caratterizzare il caso di Centola: il giudice ha escluso che l’uccisione del rapinatore costituisca reato, riconoscendo la legittima difesa, ma ha ritenuto che il successivo occultamento del cadavere debba comunque essere valutato nelle sedi processuali competenti. Una decisione destinata ad alimentare il confronto sul delicato equilibrio tra diritto alla difesa e responsabilità che seguono un fatto di sangue.









