Il Napoli è stato la squadra di campioni straordinari, presidenti visionari e tifosi unici. Ma ogni grande impresa ha avuto anche un uomo in panchina capace di trasformare il talento in risultati. In cento anni di storia, gli allenatori azzurri hanno scritto pagine indimenticabili, regalando trofei, rivoluzioni tattiche e stagioni entrate nella memoria collettiva.
Alcuni hanno conquistato Scudetti, altri hanno riportato il Napoli in Serie A, altri ancora hanno cambiato il modo di giocare. Tutti, a modo loro, hanno contribuito a costruire la leggenda del club.
Bruno Pesaola: il “Petisso” che fece sognare Napoli
Tra gli allenatori più amati c’è senza dubbio Bruno Pesaola.
Dopo essere stato calciatore del Napoli, tornò in panchina negli anni Sessanta e Settanta, guidando una squadra ricca di talento con giocatori come José Altafini, Omar Sívori, Antonio Juliano e Dino Zoff.
Con Pesaola il Napoli sfiorò lo Scudetto e conquistò la Coppa Italia del 1976, riportando entusiasmo in una città che aspettava il grande salto.
Ancora oggi il suo nome è legato a uno dei periodi più romantici della storia azzurra.
Luis Vinicio: il profeta del calcio offensivo
Negli anni Settanta arrivò Luís Vinício, uno degli allenatori più innovativi del calcio italiano.
Il suo Napoli praticava un gioco aggressivo, fatto di pressing alto, difesa in linea e grande intensità.
Molti lo considerano un precursore del calcio moderno.
Nella stagione 1974-1975 il Napoli concluse il campionato al secondo posto, alimentando il sogno del primo Scudetto.
Ottavio Bianchi: il tecnico del primo Scudetto
Quando si parla della storia del Napoli, Ottavio Bianchi occupa un posto speciale.
Arrivato nel 1985, riuscì a dare equilibrio a una squadra ricca di talento, costruita attorno a Diego Armando Maradona.
Con lui il Napoli conquistò:
- lo Scudetto del 1987;
- la Coppa Italia del 1987;
- la Coppa UEFA del 1989.
Fu il primo allenatore a portare il Napoli sul tetto d’Italia e d’Europa.
La sua capacità di gestire un gruppo di grandi personalità fu decisiva per l’epopea azzurra.
Alberto Bigon: il secondo tricolore
Nel 1989 arrivò Alberto Bigon.
Molti lo consideravano una scelta rischiosa, ma riuscì a raccogliere l’eredità di Bianchi senza snaturare la squadra.
Nella stagione 1989-1990 guidò il Napoli alla conquista del secondo Scudetto della sua storia.
Un risultato che confermò come il club fosse ormai tra le grandi del calcio europeo.
Edy Reja: l’uomo della rinascita
Dopo il fallimento del 2004, il Napoli ripartì dalla Serie C.
L’allenatore della rinascita fu Edy Reja.
Con lui gli azzurri conquistarono la promozione in Serie B e, nel 2007, il ritorno nella massima serie.
Più che per i trofei, Reja viene ricordato per aver restituito dignità sportiva a un club che sembrava aver perso tutto.
Walter Mazzarri: il ritorno in Champions
Nel 2009 arrivò Walter Mazzarri, protagonista di una delle prime grandi svolte dell’era De Laurentiis.
Il suo Napoli, trascinato da Cavani, Hamšík e Lavezzi, tornò in Champions League dopo oltre vent’anni.
La squadra si distinse per intensità, organizzazione e contropiede, riportando il Napoli tra le protagoniste del calcio italiano.
Rafael Benítez: l’esperienza internazionale
Nel 2013 la società affidò la panchina a Rafael Benítez, tecnico già vincitore di Champions League ed Europa League.
Con lui il Napoli conquistò:
- la Coppa Italia 2013-2014;
- la Supercoppa Italiana 2014, vinta ai rigori contro la Juventus.
Benítez contribuì a dare al club una dimensione internazionale, ponendo le basi per la crescita degli anni successivi.
Maurizio Sarri: il calcio spettacolo
Pur senza vincere lo Scudetto, Maurizio Sarri è considerato uno degli allenatori più influenti della storia recente del Napoli.
Tra il 2015 e il 2018 costruì una squadra capace di incantare l’Europa per qualità del gioco.
Il cosiddetto “Sarrismo” trasformò il Napoli in un modello calcistico studiato anche all’estero.
Con Mertens, Insigne, Callejón e Hamšík, gli azzurri sfiorarono il titolo giocando un calcio offensivo e spettacolare.
Carlo Ancelotti: prestigio europeo
Nel 2018 arrivò uno degli allenatori più vincenti della storia del calcio: Carlo Ancelotti.
Pur senza conquistare trofei, contribuì a mantenere il Napoli stabilmente ai vertici del campionato e nelle competizioni europee, valorizzando diversi giovani e rafforzando il prestigio internazionale del club.
Luciano Spalletti: l’uomo del terzo Scudetto
Dopo trentatré anni di attesa, il Napoli ritrovò il tricolore grazie a Luciano Spalletti.
La stagione 2022-2023 fu straordinaria.
Con un calcio moderno, intenso e spettacolare, Spalletti guidò gli azzurri alla conquista del terzo Scudetto e al miglior percorso di sempre in Champions League fino ai quarti di finale.
La sua squadra conquistò l’Italia per gioco e risultati.
Antonio Conte: il tecnico del quarto Scudetto
Nel 2024 la panchina del Napoli fu affidata ad Antonio Conte, chiamato a rilanciare una squadra reduce da una stagione difficile.
Con la sua mentalità vincente, l’organizzazione tattica e la capacità di costruire un gruppo solido, Conte riportò immediatamente il Napoli ai vertici del campionato, guidandolo alla conquista del quarto Scudetto della sua storia.
Un successo che ha confermato ancora una volta come il club azzurro sia ormai una presenza stabile nell’élite del calcio italiano.
Gli allenatori che hanno lasciato il segno
In cento anni di storia sono tanti i tecnici che meritano di essere ricordati.
Tra loro:
- Bruno Pesaola, simbolo del Napoli romantico;
- Luís Vinício, innovatore del gioco offensivo;
- Ottavio Bianchi, padre del primo Scudetto;
- Alberto Bigon, vincitore del secondo titolo;
- Edy Reja, protagonista della rinascita;
- Walter Mazzarri, artefice del ritorno in Champions;
- Rafael Benítez, vincitore di Coppa Italia e Supercoppa;
- Maurizio Sarri, maestro del bel gioco;
- Luciano Spalletti, allenatore del terzo Scudetto;
- Antonio Conte, guida del quarto tricolore.
Cento anni di panchine, un’unica passione
Ogni epoca del Napoli ha avuto il suo allenatore simbolo.
C’è chi ha costruito una squadra vincente, chi ha rivoluzionato il modo di giocare e chi ha saputo rialzare il club nei momenti più difficili.
Insieme, hanno trasformato una squadra nata nel 1926 in una delle realtà più importanti del calcio italiano.
Perché nella storia del Napoli non restano soltanto i gol o le coppe.
Restano anche le idee, il coraggio e la visione di quegli uomini che, dalla panchina, hanno saputo guidare un’intera città verso i suoi sogni.











