Dietro ogni grande squadra c’è sempre una guida. Nella storia del Napoli, i presidenti non sono stati soltanto dirigenti: sono stati visionari, imprenditori, uomini capaci di prendere decisioni che hanno cambiato il destino del club.
Dal fondatore Giorgio Ascarelli ad Aurelio De Laurentiis, passando per Achille Lauro, Corrado Ferlaino e gli altri protagonisti, la storia della società azzurra è anche la storia di chi ne ha assunto la responsabilità nei momenti più esaltanti e in quelli più difficili.
Giorgio Ascarelli: il padre del Napoli (1926-1930)
Quando il 1° agosto 1926 nacque l’Associazione Calcio Napoli, il primo presidente fu Giorgio Ascarelli, imprenditore napoletano di origine ebraica e grande appassionato di calcio.
Fu lui a riunire le principali realtà calcistiche cittadine, dando vita a una società destinata a rappresentare Napoli nel panorama nazionale.
La sua visione andava oltre il campo: volle un club moderno e promosse la costruzione di uno stadio all’avanguardia, inaugurato nel 1930 e inizialmente intitolato proprio a lui.
Ascarelli morì prematuramente il 12 marzo 1930, a soli 35 anni, pochi mesi prima di vedere completata la sua opera.
Gli anni della crescita
Dopo la scomparsa di Ascarelli, il Napoli attraversò una lunga fase di consolidamento.
Alla guida della società si alternarono diversi presidenti che contribuirono a mantenerla competitiva in anni segnati dalla crisi economica, dal fascismo e dalla Seconda guerra mondiale.
Furono decenni di costruzione dell’identità del club, senza grandi trionfi ma con una tifoseria sempre più numerosa.
Achille Lauro: il Napoli diventa un simbolo della città
Negli anni Cinquanta arrivò uno dei presidenti più popolari della storia azzurra: Achille Lauro.
Armatore, imprenditore e sindaco di Napoli, Lauro trasformò il club in uno dei principali simboli cittadini.
Sotto la sua gestione il Napoli si consolidò in Serie A e iniziò ad attirare giocatori di grande livello.
Nel 1959 fu inaugurato il nuovo stadio di Fuorigrotta, destinato a diventare il mitico San Paolo, oggi Stadio Diego Armando Maradona.
Pur senza conquistare lo Scudetto, il Napoli divenne una presenza stabile nel calcio italiano.
Roberto Fiore e l’ambizione degli anni Sessanta
Dopo Lauro, la presidenza passò a Roberto Fiore, che proseguì il percorso di crescita della società.
Negli anni Sessanta il Napoli vinse la Coppa Italia del 1962, entrando nella storia come la prima squadra di Serie B a conquistare il trofeo.
Arrivarono anche campioni come José Altafini, Omar Sívori e Dino Zoff, che contribuirono a rendere il club sempre più competitivo.
Corrado Ferlaino: il presidente degli Scudetti
Se esiste un presidente che ha cambiato il destino del Napoli, quello è Corrado Ferlaino.
Alla guida della società dal 1969, con alcune interruzioni, fu il presidente più longevo della storia del club.
La sua intuizione più grande arrivò nell’estate del 1984.
Contro ogni previsione riuscì a portare a Napoli Diego Armando Maradona, allora uno dei calciatori più forti del mondo.
Quella scelta cambiò tutto.
Con Ferlaino presidente il Napoli conquistò:
- il primo Scudetto (1987);
- la Coppa Italia (1987);
- la Coppa UEFA (1989);
- il secondo Scudetto (1990);
- la Supercoppa Italiana (1990).
Mai il club aveva raggiunto risultati simili.
Gli anni della crisi
Dopo l’addio di Maradona, anche la società iniziò a vivere un periodo complicato.
Problemi economici, cambi tecnici e risultati deludenti portarono il Napoli a perdere competitività.
Negli anni Novanta la presidenza passò di mano più volte, senza riuscire a trovare una stabilità duratura.
Nel 1998 arrivò la retrocessione in Serie B.
Nel 2004, la situazione economica precipitò fino al fallimento della società.
Aurelio De Laurentiis: la rinascita
Molti dubitavano che il club potesse tornare ai vertici.
La risposta arrivò sul campo. Nel giro di tre anni il Napoli tornò in Serie A. Da allora iniziò uno dei cicli più importanti della storia della società.
Sotto la sua gestione il Napoli ha conquistato:
- due Coppe Italia;
- una Supercoppa Italiana;
- il terzo Scudetto (2023);
- il quarto Scudetto;
- una presenza costante nelle competizioni europee.
Oltre ai risultati sportivi, De Laurentiis ha trasformato il club in una delle società economicamente più solide del calcio italiano, puntando su sostenibilità, valorizzazione dei giovani e crescita internazionale del marchio Napoli.
I presidenti che hanno scritto la storia
In un secolo di vita il Napoli ha avuto numerosi presidenti, ma alcuni hanno lasciato un’impronta indelebile:
- Giorgio Ascarelli, il fondatore e visionario;
- Achille Lauro, che rese il Napoli un simbolo cittadino;
- Corrado Ferlaino, il presidente degli Scudetti e di Maradona;
- Aurelio De Laurentiis, protagonista della rinascita dopo il fallimento.
Ognuno di loro ha guidato il club in epoche profondamente diverse, contribuendo a costruire la storia che oggi i tifosi conoscono.
Un secolo di leadership
Cent’anni dopo la sua fondazione, il Napoli continua a essere molto più di una squadra di calcio.
Dietro ogni pagina della sua storia ci sono state decisioni coraggiose, intuizioni imprenditoriali e momenti difficili affrontati con determinazione.
Dalle idee di Giorgio Ascarelli alla rinascita firmata Aurelio De Laurentiis, passando per l’epopea di Corrado Ferlaino, i presidenti del Napoli hanno contribuito a trasformare un club nato nel 1926 in una delle realtà più importanti del calcio italiano.
La storia del Napoli è fatta di campioni, allenatori e tifosi. Ma è anche la storia di chi, dalla scrivania della presidenza, ha avuto il coraggio di immaginare un futuro più grande del presente.











