Sabato 19 settembre Bacoli ospiterà il primo Pride dei Campi Flegrei. Un corteo che nasce per rivendicare i diritti delle persone LGBTQIA+, ma che mette al centro anche casa, lavoro, salute, mobilità, ambiente e giustizia sociale.
Non sarà soltanto una sfilata arcobaleno.
Il primo Pride dei Campi Flegrei arriva a Bacoli con l’ambizione dichiarata di trasformare l’orgoglio in una rivendicazione politica che parte dal territorio e dalle condizioni concrete di chi lo abita. Un Pride costruito attraverso un percorso che coinvolge Bacoli, Pozzuoli, Monte di Procida e Quarto e che lega le battaglie per i diritti LGBTQIA+ alle emergenze sociali e ambientali dei Campi Flegrei.
Perché in una terra attraversata dal bradisismo, dalla crisi abitativa e dalle difficoltà economiche, parlare di libertà significa anche chiedersi chi possa realmente permettersi di vivere, lavorare e costruire il proprio futuro nel luogo in cui è nato.
Il corteo dal Castello di Baia alla Villa Comunale
Il concentramento è previsto alle 17 al Belvedere Maurizio Valenzi del Castello di Baia.
Alle 18 partirà il corteo, diretto verso la Villa Comunale di Bacoli, dove la giornata si concluderà nell’anfiteatro con musica, teatro e spettacoli. Il percorso attraverserà via Roma, via Ercole e via De Rosa.
Prima della partenza è prevista “Rituale di Liberazione”, una performance dedicata ai temi dell’identità e della rinascita. Cinque interpreti, inizialmente accomunati da maschere e involucri bianchi, si libereranno progressivamente di quel guscio fino a mostrare identità e colori differenti.
Ad aprire il corteo sarà Sbandassurda, accompagnando la manifestazione lungo le strade di Bacoli.
Non soltanto diritti LGBTQIA+: il Pride parla dei Campi Flegrei
È questo uno degli elementi che caratterizzano maggiormente l’iniziativa.
Il Manifesto Antifascista Intersezionale del Pride parte infatti da una convinzione precisa: non può esserci una vera liberazione queer senza giustizia sociale e climatica.
La rivendicazione dell’identità e dell’orientamento sessuale viene quindi inserita dentro una questione più ampia.
Casa. Lavoro. Sanità. Mobilità. Accessibilità. Difesa del territorio.
Sono tutti pezzi della stessa battaglia.
Una persona LGBTQIA+ non vive infatti fuori dalla realtà che la circonda. Può essere precaria, avere difficoltà a trovare casa, convivere con una disabilità, affrontare le conseguenze del bradisismo o essere costretta ad allontanarsi dal proprio territorio per trovare lavoro.
Il Pride dei Campi Flegrei sceglie di mettere queste condizioni una accanto all’altra.
E lo fa attraverso un’impostazione dichiaratamente antifascista e intersezionale, con l’obiettivo di trasformare la manifestazione del 19 settembre in un momento di costruzione di una comunità che continui a esistere anche dopo il corteo.
Priscilla sarà la “zia” del Pride
A guidare simbolicamente la giornata sarà Priscilla, originaria di Pozzuoli, scelta come “Zia virtuale e ad honorem del Pride dei Campi Flegrei”.
La sua presenza a Bacoli sarà però virtuale: nello stesso pomeriggio sarà infatti impegnata al Vercelli Pride.
Una coincidenza trasformata dagli organizzatori in un’occasione di gemellaggio tra due realtà territoriali distanti geograficamente ma accomunate, secondo i promotori, dalle battaglie per i diritti, l’antifascismo e la giustizia sociale.
«Quando due realtà sorelle si incontrano, la risposta non è la divisione, ma la moltiplicazione della voce», è il senso del messaggio lanciato attraverso il gemellaggio.
Un Pride dedicato a Tim Curry
Il Pride dei Campi Flegrei 2026 sarà dedicato a Tim Curry, interprete del celebre Dr. Frank-N-Furter di The Rocky Horror Picture Show.
Una scelta che richiama una figura diventata simbolo di libertà espressiva e di rottura degli schemi legati all’identità e al genere.
Non è quindi casuale che la manifestazione abbia scelto di dedicare spazio anche all’idea di liberazione individuale: il corpo, l’identità e la possibilità di essere se stessi diventano strumenti attraverso cui mettere in discussione l’omologazione.
Dalla politica alla festa: il programma
Dopo il corteo, nell’anfiteatro della Villa Comunale, spazio alla musica e allo spettacolo.
Sul palco si alterneranno gli attori Peppe Loffredo e Nello D’Auria, insieme al trio formato da Federico Binetti alle percussioni, Ettore Tafuri alla chitarra e voce e Aleksander Leonardo come interprete.
Sono previste inoltre le esibizioni delle drag queen Mater Day, Selenis Scorpio, Astromegan, Djibril e Lady Sasha, Drag Queen delle Cerimonie.
Il Pride dei Campi Flegrei è promosso dal Comitato Promotore, composto da CGIL Nuovi Diritti Napoli e Campaniae La Forza delle Idee, e dal Comitato Organizzatore, formato da Antonio Marotta dell’Associazione Nexus, Collettivo Raggia Flegrea, Associazione Crea, Teresa Imperatore, Collettivo Anthos e Dario Halfaxa.
Una giornata, ma una battaglia che continua
Il punto, però, non sarà soltanto riempire le strade di Bacoli.
Un Pride territoriale acquista significato quando riesce a lasciare qualcosa dopo il passaggio del corteo: una rete, una consapevolezza, una comunità capace di riconoscersi e di continuare a battersi anche quando le bandiere vengono riposte.
Nei Campi Flegrei questa sfida assume un significato ancora più forte.
Perché qui la terra trema, le case diventano una questione politica, il lavoro continua a essere una emergenza e interi territori rischiano di essere trasformati in luoghi da attraversare anziché in comunità nelle quali vivere.
Il 19 settembre, a Bacoli, il Pride porterà in strada una domanda che va oltre l’orientamento sessuale e l’identità di genere: chi ha davvero il diritto di vivere pienamente il proprio territorio?
La risposta degli organizzatori è netta: tutti.
Per questo il corteo partirà dal Castello di Baia e attraverserà Bacoli.
Non per chiedere il permesso di esistere.
Ma per ricordare che i diritti non sono concessioni, e che nessuna persona dovrebbe essere costretta a scegliere tra essere se stessa e avere il diritto a una casa, a un lavoro, alla salute, alla sicurezza e al proprio futuro.
Perché un Pride dura un giorno.
La libertà, se è davvero libertà, deve durare tutto l’anno.











