Se oggi il Napoli è uno dei club più prestigiosi del calcio italiano, il merito è anche di un uomo che molti tifosi conoscono solo di nome. Giorgio Ascarelli è stato il fondatore dell’Associazione Calcio Napoli e uno dei protagonisti più importanti dello sport partenopeo del Novecento. Imprenditore, dirigente e visionario, dedicò tempo, risorse e passione alla nascita di una squadra che potesse rappresentare l’intera città.
Morì però troppo presto, senza poter assistere alla crescita del club che aveva contribuito a creare.
Le origini di Giorgio Ascarelli
Giorgio Ascarelli nacque a Napoli il 18 maggio 1894, in una famiglia ebrea benestante impegnata nel settore tessile. Fin da giovane mostrò una forte passione per lo sport e comprese quanto il calcio stesse diventando un fenomeno popolare capace di unire persone di ogni estrazione sociale.
Negli anni Venti, mentre le grandi squadre del Nord dominavano il panorama nazionale, Napoli non aveva ancora una società in grado di competere stabilmente ai massimi livelli.
Ascarelli intuì che la città meritava una squadra all’altezza della sua storia e del suo entusiasmo.
La nascita dell’Associazione Calcio Napoli
Il 1° agosto 1926 Giorgio Ascarelli promosse la fusione tra diverse realtà calcistiche cittadine, dando vita all’Associazione Calcio Napoli.
Fu il primo presidente della nuova società.
L’obiettivo era ambizioso: costruire un club competitivo, moderno e capace di rappresentare tutta Napoli nel campionato nazionale.
I primi anni non furono semplici. La squadra incontrò molte difficoltà sportive, ma Ascarelli continuò a investire nel progetto, convinto che il calcio potesse diventare uno dei simboli della città.
Lo stadio che portava il suo nome
Tra le intuizioni più importanti di Giorgio Ascarelli ci fu la costruzione di uno stadio moderno.
Nel 1930 venne inaugurato il nuovo impianto nel quartiere Fuorigrotta, uno dei più innovativi dell’epoca.
In segno di riconoscenza fu intitolato proprio a lui: Stadio Giorgio Ascarelli.
Pochi anni dopo, durante il periodo fascista, il nome venne cambiato in Stadio Partenope, poiché il regime non gradiva che un impianto pubblico fosse dedicato a un cittadino ebreo.
Nel dopoguerra lo stadio continuò a essere utilizzato fino alla costruzione dello Stadio San Paolo, inaugurato nel 1959 e oggi intitolato a Diego Armando Maradona.
Una morte prematura
Il destino riservò ad Ascarelli un epilogo amaro.
Morì il 12 marzo 1930, a soli 35 anni, per una peritonite sopraggiunta dopo un intervento chirurgico.
La sua scomparsa avvenne pochi mesi prima dell’inaugurazione dello stadio che avrebbe portato il suo nome.
Non poté vedere il Napoli crescere, né assistere ai successi che sarebbero arrivati decenni dopo.
L’eredità lasciata al Napoli
Anche se il club era ancora agli inizi, le basi gettate da Giorgio Ascarelli furono decisive.
La sua visione contribuì a creare una società capace di competere a livello nazionale, dare al Napoli una struttura organizzativa moderna, rafforzare il legame tra squadra e città e investire in infrastrutture sportive all’avanguardia.
Senza il suo progetto, probabilmente la storia del calcio napoletano sarebbe stata molto diversa.
Il ricordo dei tifosi
Per molti anni la figura di Giorgio Ascarelli è rimasta in secondo piano rispetto ai grandi protagonisti del campo.
Negli ultimi anni, però, il suo ruolo è stato progressivamente riscoperto.
In occasione del centenario del Napoli, il suo nome è tornato al centro della memoria collettiva come quello dell’uomo che trasformò un’idea in una realtà destinata a entrare nella storia del calcio italiano.
Curiosità
Fu il primo presidente dell’Associazione Calcio Napoli.
Lo stadio inaugurato nel 1930 portava inizialmente il suo nome.
È considerato uno dei dirigenti sportivi più innovativi della sua epoca.
Morì a soli 35 anni, senza vedere completato il suo progetto sportivo.
La sua figura rappresenta ancora oggi uno dei simboli delle origini del Napoli.
Domande frequenti
Chi ha fondato il Napoli?
L’Associazione Calcio Napoli venne fondata il 1° agosto 1926 grazie all’iniziativa di Giorgio Ascarelli, che ne fu anche il primo presidente.
Perché Giorgio Ascarelli è importante?
Perché fu l’artefice della nascita del Napoli moderno e promosse la costruzione del primo grande stadio della società.
Perché lo stadio Ascarelli cambiò nome?
Durante il regime fascista venne ribattezzato Stadio Partenope, anche a causa delle politiche discriminatorie nei confronti dei cittadini ebrei. Dopo la guerra, il nome originario non fu ripristinato e, negli anni Cinquanta, il nuovo impianto cittadino divenne lo Stadio San Paolo.
L’uomo che regalò una squadra a una città
Ogni grande storia ha un protagonista che resta nell’ombra. Per il Napoli, quell’uomo è Giorgio Ascarelli. Non segnò gol, non alzò trofei e non allenò la squadra. Fece qualcosa di ancora più importante: ebbe il coraggio di immaginare un club capace di rappresentare Napoli quando quel sogno sembrava impossibile.
A quasi un secolo dalla fondazione, ogni volta che gli azzurri scendono in campo, c’è anche un pezzo della sua visione che continua a vivere.










