Le ondate di calore non colpiscono tutti allo stesso modo. A Napoli, il caldo estremo pesa soprattutto sui quartieri più fragili, dove la carenza di verde, l’elevata densità edilizia, gli edifici poco efficienti e le difficoltà economiche rendono più difficile difendersi dalle alte temperature.
È l’allarme lanciato da Legambiente, che torna a richiamare l’attenzione sul fenomeno delle disuguaglianze climatiche, sottolineando come il cambiamento climatico stia accentuando le differenze sociali e territoriali anche all’interno della città.
Il caldo diventa una questione sociale
Secondo l’associazione ambientalista, vivere in un quartiere caratterizzato da poco verde pubblico, grandi superfici asfaltate e abitazioni prive di un adeguato isolamento termico significa essere molto più esposti agli effetti delle ondate di calore.
Nei mesi estivi, infatti, le temperature percepite possono risultare sensibilmente più elevate nelle cosiddette isole di calore urbane, dove cemento e asfalto accumulano calore durante il giorno per poi rilasciarlo lentamente anche nelle ore notturne.
Una condizione che colpisce in particolare anziani, bambini, persone con patologie croniche e famiglie che non possono permettersi di utilizzare climatizzatori o sostenere bollette energetiche sempre più elevate.
Le richieste di Legambiente
Per affrontare il problema, Legambiente chiede un cambio di passo nelle politiche urbane, puntando su interventi strutturali e non solo emergenziali.
Tra le priorità indicate figurano:
- un consistente incremento del verde urbano, con nuovi alberi e aree ombreggiate;
- la riqualificazione energetica degli edifici, soprattutto quelli popolari e più datati;
- interventi per ridurre le superfici impermeabili e aumentare gli spazi verdi;
- sostegni economici alle famiglie più vulnerabili per fronteggiare i costi legati al raffrescamento delle abitazioni.
Secondo l’associazione, il cambiamento climatico impone una nuova visione delle città, dove la lotta alle emissioni deve procedere di pari passo con politiche capaci di proteggere le fasce più deboli della popolazione.
Napoli tra le città più vulnerabili
Negli ultimi anni Napoli è stata interessata da ondate di calore sempre più frequenti e intense, tanto da spingere la Protezione Civile e il Ministero della Salute a diramare più volte allerte per il rischio elevato sulla salute.
Le temperature elevate, unite all’elevata urbanizzazione e alla scarsità di spazi verdi in alcune aree della città, amplificano il fenomeno delle isole di calore, facendo registrare differenze anche significative tra un quartiere e l’altro.
Per Legambiente, il caldo non rappresenta più soltanto un’emergenza meteorologica, ma una questione di giustizia climatica: chi vive in condizioni economiche e abitative più difficili è anche chi subisce le conseguenze più pesanti della crisi climatica.
Un’emergenza destinata a crescere
Con il progressivo aumento delle temperature medie e la maggiore frequenza degli eventi estremi, il rischio è che le disuguaglianze climatiche diventino sempre più marcate.
Per questo l’associazione invita istituzioni nazionali e amministrazioni locali a programmare investimenti in infrastrutture verdi, riqualificazione urbana e sostegno alle famiglie, trasformando la lotta al caldo in una priorità delle politiche pubbliche.
Perché, come ricorda Legambiente, il cambiamento climatico non colpisce tutti allo stesso modo. E a Napoli, ancora una volta, a pagare il prezzo più alto sono soprattutto i quartieri dove il disagio sociale è già una realtà quotidiana.










