Un quartiere intero si è fermato per salutare Lorenzo Spasiano. A pochi giorni dall’omicidio del giovane operaio di 21 anni, ucciso con un colpo di pistola al petto sotto casa nel quartiere Miano, centinaia di persone hanno affollato la chiesa di Sant’Alfonso e San Gerardo per l’ultimo saluto, trasformando il funerale in un momento di dolore collettivo ma anche in un forte appello alla rinascita del territorio.
La bara bianca, ricoperta di fiori, è arrivata tra gli applausi e le lacrime di amici, parenti e residenti. In prima fila la famiglia di Lorenzo, distrutta da una tragedia che ha colpito un ragazzo descritto da tutti come un lavoratore serio, appassionato di sport e completamente estraneo ai contesti della criminalità organizzata.
Il grido del parroco: «Chi ha ucciso Lorenzo deve pagare e pentirsi»
L’omelia di don Salvatore Cinque è stata il momento più intenso della celebrazione.
Il sacerdote ha rivolto un appello diretto a chi ha premuto il grilletto, invitandolo a costituirsi e a pentirsi per quanto accaduto. Ma le sue parole sono andate oltre la richiesta di giustizia, trasformandosi in un richiamo rivolto all’intera comunità e alle istituzioni.
«Pentiti e costituisciti», ha detto rivolgendosi all’assassino. Poi ha lanciato un appello affinché Miano possa tornare a essere un quartiere di cultura e non di violenza, chiedendo di investire nei giovani attraverso la riapertura delle scuole e dei campetti sportivi, luoghi di aggregazione che negli anni sono venuti meno.
Il parroco si è rivolto anche ai genitori di Lorenzo con parole di profonda vicinanza, invitandoli a continuare a vivere nonostante un dolore che appare impossibile da sopportare.
Una comunità unita dal dolore
Alla cerimonia hanno partecipato centinaia di giovani, molti dei quali indossavano magliette bianche con il volto di Lorenzo stampato sul petto.
Presenti anche rappresentanti delle istituzioni, tra cui l’assessore comunale alla Sicurezza Antonio De Iesu, oltre a numerosi familiari di altre vittime innocenti della violenza che hanno voluto testimoniare la propria vicinanza alla famiglia Spasiano.
Tra loro Daniela Di Maggio, madre di Giovanbattista Cutolo, il giovane musicista ucciso nel 2023, il padre di Francesco Pio Maimone e Simona Capone, fidanzata di Santo Romano. La loro presenza ha ricordato come Napoli continui a fare i conti con una lunga scia di vite spezzate troppo presto.
Otto anni dopo un altro funerale
Durante la cerimonia è riaffiorato anche un ricordo doloroso.
Otto anni fa, nello stesso piazzale della chiesa di Sant’Alfonso e San Gerardo, il quartiere aveva salutato un altro ventunenne, Raffaele Perinelli, cugino di Lorenzo. Due funerali che, a distanza di anni, sembrano raccontare una ferita mai realmente rimarginata per Miano.
Le indagini proseguono
Mentre la comunità si è stretta attorno alla famiglia, i Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli continuano a lavorare per identificare tutti i responsabili dell’agguato.
L’inchiesta della Procura punta a ricostruire ogni fase dell’omicidio e a chiarire il ruolo delle persone che avrebbero attirato Lorenzo fuori casa con una telefonata, conducendolo inconsapevolmente nella trappola mortale.
Gli investigatori ritengono che dietro il delitto possa esserci un’azione organizzata alla quale avrebbero partecipato più persone, non soltanto l’autore materiale dello sparo.
Il bisogno di un riscatto
Il funerale di Lorenzo Spasiano ha assunto un significato che va oltre il dolore di una famiglia.
Le parole del parroco, la partecipazione di centinaia di giovani e la presenza dei parenti di altre vittime della violenza hanno trasformato l’ultimo saluto in una richiesta corale di cambiamento.
Perché la morte di un ragazzo di ventuno anni non può diventare l’ennesima tragedia destinata a essere dimenticata. Miano chiede giustizia, ma soprattutto chiede di non essere più costretta a piangere i propri figli.











