Il 25 giugno 2009 è una data che milioni di persone ricordano ancora con precisione. Quel pomeriggio, da Los Angeles, arrivò una notizia destinata a fare il giro del pianeta in pochi minuti: Michael Jackson, il “Re del Pop”, era morto all’età di 50 anni. Un evento che sconvolse il mondo della musica, dei media e della cultura pop, trasformandosi in uno dei momenti più seguiti e commentati della storia contemporanea.
Il malore nella villa di Los Angeles
Jackson si trovava nella sua residenza in affitto nel quartiere di Holmby Hills, a Los Angeles, mentre si preparava al grande ritorno sulle scene con la serie di concerti “This Is It”, in programma a Londra dopo anni di assenza dai palcoscenici. La mattina del 25 giugno venne trovato privo di sensi. I soccorsi tentarono a lungo di rianimarlo e il cantante fu trasportato all’UCLA Medical Center, dove venne dichiarato morto nel primo pomeriggio.
In un primo momento si parlò di arresto cardiaco. Successivamente l’autopsia accertò che il decesso era stato provocato da un’intossicazione acuta da propofol e altri sedativi. La morte venne classificata come omicidio colposo e il medico personale dell’artista, Conrad Murray, fu poi condannato per omicidio involontario.
L’artista che cambiò la musica
Nato il 29 agosto 1958 a Gary, nell’Indiana, Michael Jackson aveva iniziato la propria carriera da bambino con i Jackson 5 prima di diventare una delle più grandi star della storia della musica.
Album come Off the Wall, Thriller, Bad, Dangerous e HIStory hanno segnato intere generazioni. In particolare Thriller, pubblicato nel 1982, è ancora oggi considerato l’album più venduto di sempre e uno dei lavori più influenti nella storia della musica moderna.
Jackson rivoluzionò il concetto stesso di videoclip musicale, trasformandolo in una forma d’arte. Brani come Billie Jean, Beat It, Thriller, Smooth Criminal e Black or White contribuirono a renderlo un fenomeno globale, mentre il celebre “moonwalk” divenne uno dei gesti più iconici della cultura pop.
Un’ondata di commozione mondiale
La notizia della sua morte provocò una reazione senza precedenti. Televisioni, radio e siti internet furono presi d’assalto da milioni di utenti. Molti portali registrarono rallentamenti e interruzioni per l’enorme volume di ricerche dedicate all’artista. In diversi osservatori la morte di Michael Jackson è stata definita uno dei più grandi eventi mediatici dell’era moderna.
Da New York a Tokyo, da Londra a Johannesburg, migliaia di fan si radunarono spontaneamente nelle piazze per ricordarlo. Il memoriale pubblico organizzato il 7 luglio 2009 allo Staples Center di Los Angeles richiamò oltre 20mila persone e fu seguito da decine di milioni di telespettatori in tutto il mondo.
L’eredità del Re del Pop
A distanza di anni, Michael Jackson continua a essere una delle figure più influenti della storia della musica. Il suo stile, le sue coreografie e il suo modo di concepire lo spettacolo continuano a ispirare artisti di ogni generazione.
La sua scomparsa segnò la fine di un’epoca ma non del suo mito. Ancora oggi, il 25 giugno rappresenta per milioni di fan una giornata di ricordo e commemorazione. Perché, al di là delle controversie che hanno accompagnato parte della sua vita, Michael Jackson resta uno degli artisti che più di ogni altro ha cambiato il volto della musica pop mondiale.











