Una vasta indagine della Procura di Napoli sta scuotendo il mondo della formazione universitaria telematica. Al centro dell’inchiesta ci sono oltre 4.200 iscrizioni ritenute sospette relative a corsi di formazione, lauree e master dell’Università Pegaso. I magistrati hanno iscritto nel registro degli indagati 40 persone, mentre la ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, è stata ascoltata esclusivamente come persona informata sui fatti.
L’indagine, coordinata dalla Procura partenopea, vede impegnati i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria che hanno eseguito perquisizioni personali, domiciliari e informatiche e disposto sequestri di documentazione ritenuta utile per ricostruire l’intera vicenda.
Quaranta indagati, c’è anche Iervolino
Tra gli indagati figura anche Danilo Iervolino, fondatore e proprietario dell’ateneo fino al 2022, insieme ad ex dirigenti, funzionari amministrativi, referenti territoriali e soggetti esterni collegati alla rete dei poli di orientamento convenzionati con l’università telematica. Tra i nomi emersi compare anche Andrea Buonomo, già direttore operativo e commerciale del gruppo Multiversity.
Nel mirino iscrizioni, corsi e titoli accademici
Secondo quanto emerso, gli accertamenti riguardano presunte irregolarità nelle procedure di immatricolazione e nella gestione di percorsi formativi che comprendono corsi per educatori professionali socio-pedagogici, lauree, master e attività post-laurea. Gli investigatori stanno verificando anche la regolarità di tirocini, esami a distanza e rapporti con alcuni poli territoriali affiliati.
L’ipotesi investigativa punta a fare luce sull’effettiva validità di migliaia di percorsi formativi e sulla correttezza delle procedure amministrative che hanno portato al rilascio dei relativi titoli accademici. Al momento, tuttavia, le accuse sono ancora nella fase preliminare e dovranno essere verificate nel corso dell’inchiesta.
Bernini ascoltata come testimone
La ministra Bernini non risulta indagata. Il suo nome compare negli atti soltanto perché è stata sentita dagli inquirenti come testimone nell’ambito degli approfondimenti svolti dalla Procura.
L’inchiesta, anticipata da diversi organi di stampa nazionali, è coordinata dal procuratore aggiunto Sergio Ferrigno e dai sostituti procuratori Vincenzo Piscitelli, Henry John Woodcock e Francescapaola Colonna Romano.









