Nuovi sviluppi nell’inchiesta sulla morte di Domenico Caliendo, il bambino deceduto dopo un trapianto cardiaco fallito che ha scosso l’opinione pubblica. I consulenti nominati dalla famiglia hanno depositato le proprie relazioni medico-legali nell’ambito dell’incidente probatorio disposto dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli. Secondo i periti di parte, alcune scelte terapeutiche adottate durante il percorso clinico del piccolo non configurerebbero una semplice condotta colposa, ma una condotta dolosa.
Le conclusioni dei consulenti della famiglia
Le relazioni sono state redatte dai consulenti incaricati dall’avvocato Francesco Petruzzi, legale dei genitori del bambino. Al centro delle valutazioni vi è la decisione di mantenere Domenico collegato per un lungo periodo all’Ecmo, il sistema di circolazione extracorporea utilizzato nei pazienti con gravi insufficienze cardiache, senza valutare adeguatamente l’impiego del Berlin Heart, il cuore artificiale impiantabile utilizzato come ponte verso il trapianto.
Secondo quanto sostenuto dai consulenti, non sarebbero stati eseguiti gli accertamenti necessari per stabilire con certezza se il Berlin Heart potesse essere utilizzato nel caso del piccolo paziente. Una circostanza che, a loro avviso, avrebbe inciso sulle possibilità terapeutiche disponibili.
L’incidente probatorio
La documentazione entrerà ora a far parte del materiale dell’incidente probatorio disposto dal gip Mariano Sorrentino, chiamato a fare chiarezza sulle cause che hanno portato alla morte del bambino e sulle eventuali responsabilità.
L’inchiesta riguarda il complesso percorso sanitario affrontato da Domenico dopo il trapianto di cuore effettuato con un organo risultato non funzionante. Il piccolo era poi rimasto ricoverato per settimane in condizioni gravissime, sostenuto da macchinari salvavita, fino al decesso avvenuto nel febbraio scorso.
La posizione della famiglia
L’avvocato Petruzzi ribadisce che, secondo i consulenti incaricati dai genitori, il ricorso al Berlin Heart avrebbe dovuto essere preso in considerazione attraverso specifici esami diagnostici. Il legale sottolinea inoltre che l’Ecmo rappresenta generalmente una soluzione temporanea, mentre il cuore artificiale può garantire tempi di supporto molto più lunghi in attesa di un nuovo organo compatibile.
La famiglia continua a chiedere che venga accertata ogni responsabilità nella gestione clinica del bambino. Saranno ora gli esperti nominati nell’ambito dell’incidente probatorio e successivamente la magistratura a valutare le conclusioni dei consulenti di parte e l’intero quadro sanitario.










