Una tragedia che poteva essere evitata. È questa, in sintesi, la conclusione a cui è arrivata la Procura di Napoli sull’incidente sul lavoro del 25 luglio 2025, quando tre operai persero la vita precipitando da un montacarichi in un cantiere del Rione Alto.
A quasi un anno dai fatti, la perizia tecnica disposta dagli inquirenti parla chiaramente: alla base del crollo ci sarebbe stata una “lunga catena di negligenze”, fatta di errori, omissioni e mancati controlli che hanno trasformato un’attrezzatura teoricamente sicura in una trappola mortale.
Quel giorno, intorno alle 9:40 del mattino, tre lavoratori, Vincenzo Del Grosso, Ciro Pierro e Luigi Romano, erano impegnati in lavori di ristrutturazione in un edificio tra via Domenico Fontana e via San Giacomo dei Capri, nel quartiere Vomero.
All’improvviso, il montacarichi su cui si trovavano si è ribaltato, facendoli precipitare da un’altezza di circa 20 metri. L’impatto è stato fatale: i tre operai sono morti sul colpo.
Le cause: errori tecnici e mancanza di sicurezza
Secondo gli accertamenti tecnici, il cedimento della struttura sarebbe stato causato da una serie di criticità gravi: bulloni non serrati correttamente, alcuni addirittura svitabili a mano, la rottura di un tubo di ancoraggio, saldato in modo inadeguato e il cedimento progressivo della struttura, fino al ribaltamento della cabina.
A questi problemi si aggiunge un quadro ancora più preoccupante:
gli operai non indossavano dispositivi di sicurezza, come caschi e cinture anticaduta, e almeno due di loro lavoravano in nero e senza formazione adeguata.
La relazione evidenzia anche gravi lacune organizzative. In primis, l’assenza di verifiche sull’installazione del montacarichi, carenze nel piano operativo di sicurezza e la mancanza di vigilanza nel cantiere.
Secondo il perito, l’impianto – pur conforme sulla carta – è stato reso pericoloso proprio da errori umani e mancati controlli. Con un corretto montaggio e verifiche adeguate, l’incidente sarebbe stato evitabile con elevata probabilità.
Quattro indagati e la richiesta di giustizia
Nel registro degli indagati figurano quattro persone, tra cui imprenditori, responsabili della sicurezza e figure legate alla gestione del cantiere. L’ipotesi di reato è omicidio colposo.
Le famiglie delle vittime chiedono verità e giustizia per una tragedia che riporta al centro il tema delle morti sul lavoro, le cosiddette “morti bianche”, spesso legate non al caso ma a una concatenazione di errori e responsabilità.
Il crollo del montacarichi di Napoli non è solo un incidente: è il simbolo di un sistema in cui la sicurezza viene troppo spesso sacrificata.
Una catena di negligenze, appunto, che non si è spezzata in tempo e che è costata tre vite.











