Riceverà il funerale in chiesa, alla luce del suo acclamato status di vittima innocente, il 20enne Fabio Ascione, incensurato, ucciso mentre rincasava al termine di una giornata di lavoro, nel “Parco di Topolino” a Ponticelli.
Il giovane sarebbe stato raggiunto al petto da un colpo partito accidentalmente dall’armadio maneggiata da un ragazzo del quartiere, nipote di una figura apicale del clan De Micco. Una morte frutto di una tragica dinamica e che pochi dubbi lascia rispetto alle estraneità alle dinamiche camorristiche della vittima, al pari del suo stile di vita. Fabio era incensurato e lavorava al bingo di Cercola da qualche mese. Anche all’alba di martedì 7 aprile era di rientro a casa dopo il turno di lavoro, ma è andato incontro alla morte.
Un giovane lavoratore, onesto, una vita contornata da piccole e semplici gioie, valori genuini che si teneva distante dalla logiche criminali, ma non è bastato ad evitare che andasse incontro a quel feroce e ingiusto destino. Proprio per questo motivo la notizia del diniego dei funerali in chiesa, notificata nei giorni scorsi dalla Questura di Napoli, ha suscitato dolore e indignazione.
Una decisione riaggiornata nelle ultime ore: sono stati autorizzati i funerali in chiesa, ma senza corteo. Una decisione che restituisce la dignità di un ultimo saluto consono e decoroso a una vittima innocente.










