Si apre un nuovo capitolo giudiziario sulla tragedia della Vela Celeste di Napoli, nel quartiere di Scampia, dove il crollo di alcuni ballatoi nell’estate del 2024 causò tre morti e numerosi feriti. Si è tenuta l’udienza preliminare, subito aggiornata al prossimo 5 giugno dopo le costituzioni di parte civile.
Davanti al giudice, infatti, si sono presentate le famiglie delle vittime, i feriti e altri soggetti coinvolti che hanno formalizzato la richiesta di essere riconosciuti come parti civili nel procedimento. Tra questi anche associazioni impegnate nella tutela dei minori, considerando che tra gli undici feriti vi erano sette ragazzi.
La vicenda giudiziaria nasce dal crollo avvenuto la notte del 22 luglio 2024 all’interno della cosiddetta “Vela Celeste”, uno degli edifici simbolo delle Vele di Scampia. In quell’occasione tre ballatoi cedettero improvvisamente, provocando la morte di tre persone e il ferimento di altre undici, oltre a centinaia di sfollati.
Sotto accusa ci sono sei funzionari del Comune di Napoli, indagati a vario titolo per disastro, omicidio plurimo e omessa manutenzione. Secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dalla Procura, la struttura avrebbe dovuto essere sgomberata già nel 2015, in seguito a un’ordinanza di evacuazione mai eseguita.
Un elemento centrale dell’inchiesta riguarda proprio questa presunta inerzia amministrativa: secondo gli inquirenti, il mancato intervento e la carenza di manutenzione avrebbero contribuito a determinare le condizioni che hanno portato al crollo.
A perdere la vita nel crollo del ballatoio furono Roberto Abbruzzo (29 anni), Margherita Della Ragione (35 anni) e Patrizia Della Ragione (53 anni).
Nel corso dell’udienza sono state inoltre avanzate proposte risarcitorie, attualmente al vaglio, mentre il giudice ha accolto la richiesta di rinvio per consentire la valutazione delle istanze delle parti offese. Il procedimento riprenderà il 5 giugno, quando si entrerà nel vivo delle decisioni sull’eventuale rinvio a giudizio degli imputati.











