Ancora un duro colpo agli sversamenti illegali nella provincia a nord di Napoli. La Procura della Repubblica di Napoli Nord ha disposto l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, con applicazione del braccialetto elettronico, nei confronti di due soggetti gravemente indiziati di plurimi episodi di smaltimento illecito di rifiuti, anche pericolosi.
Il provvedimento, emesso dal Gip del Tribunale di Napoli Nord, prevede anche il sequestro preventivo del veicolo utilizzato per le attività illecite. I fatti si sono verificati nel territorio di Giugliano in Campania, da tempo interessato dal fenomeno degli sversamenti abusivi.
Le indagini, coordinate dalla Procura e condotte dai militari del Gruppo Carabinieri Forestale di Napoli – in particolare dal Nucleo Forestale di Pozzuoli – hanno fatto emergere un sistema ben organizzato e consolidato. Fondamentali sono stati i servizi di osservazione e pedinamento, l’utilizzo di sistemi di geolocalizzazione satellitare autorizzati dall’autorità giudiziaria e l’analisi delle immagini di videosorveglianza.
Gli investigatori hanno ricostruito l’intera filiera illecita partendo dall’ultimo anello: i luoghi di abbandono dei rifiuti. Da lì sono riusciti a risalire ai responsabili, individuati in due dipendenti di una società incaricata della raccolta dei rifiuti urbani.
Secondo quanto accertato, i due avrebbero compiuto almeno otto episodi di smaltimento illegale tra dicembre 2025 e gennaio 2026. Operavano raccogliendo rifiuti presso siti industriali e cantieri edili, trasportandoli con un’autovettura e scaricandoli poi in aree isolate del territorio giuglianese, già tristemente note come discariche abusive.
Tra i materiali abbandonati figurano anche rifiuti altamente pericolosi: solventi, vernici e componenti di veicoli ancora intrisi di sostanze oleose, con gravi rischi per l’ambiente e la salute pubblica.
Determinante, ai fini dell’inchiesta, è stato anche l’interrogatorio preventivo davanti al Gip, durante il quale i due indagati hanno ammesso le proprie responsabilità, rafforzando il quadro indiziario già raccolto dagli investigatori.
L’operazione conferma l’attenzione costante della Procura di Napoli Nord e dell’Arma dei Carabinieri nel contrasto ai reati ambientali, fenomeni particolarmente allarmanti per la tutela del territorio e della salute dei cittadini nell’area del cosiddetto circondario aversano.










