Dopo il successo riscosso negli ultimi anni, la compagnia teatrale Facciamo Teatro torna sul palco con lo spettacolo “Arezzo 29”, in programma sabato 18 aprile alle ore 20:30 e domenica 19 aprile alle ore 19:00 presso il Cinema Teatro Pierrot di Ponticelli.
L’iniziativa non è soltanto un appuntamento culturale, ma rappresenta qualcosa di più profondo: un momento di aggregazione e di riscatto per un territorio che ha bisogno di arte, cultura e luoghi di incontro tanto quanto di sicurezza e opportunità.
La compagnia Facciamo Teatro, guidata dal regista Francesco Damiano e da Antonio Romano, da anni lavora nel quartiere con un obiettivo chiaro: dimostrare che anche nelle periferie è possibile costruire percorsi culturali capaci di coinvolgere cittadini, giovani e famiglie.
In contesti come quello di Ponticelli, dove spesso i riflettori si accendono solo per fatti di cronaca, il teatro diventa un vero e proprio presidio sociale. Un luogo in cui raccontare storie, sviluppare talento e offrire ai più giovani modelli diversi da quelli imposti dalla strada.
Arezzo 29 è uno spettacolo che vede coinvolti numerosi attori e collaboratori della compagnia, molti dei quali cresciuti proprio nel quartiere. Un lavoro collettivo che mette insieme passione, impegno e volontà di portare sul palco una storia capace di divertire ma anche di far riflettere.
Dietro ogni spettacolo non c’è soltanto il momento della rappresentazione, ma mesi di prove, studio e sacrifici che dimostrano quanto il teatro possa diventare uno strumento di crescita personale e comunitaria.
Valorizzare l’arte nelle periferie non significa solo organizzare eventi culturali. Significa creare opportunità, alimentare curiosità, offrire spazi di espressione e costruire comunità.
Quando un teatro si accende in quartieri come Ponticelli, non si accendono soltanto le luci sul palco: si accende anche la possibilità di immaginare un futuro diverso.
L’appuntamento con Arezzo 29 è quindi molto più di uno spettacolo: è un invito a sostenere e vivere la cultura nelle periferie, perché è proprio da lì che spesso nascono le storie più autentiche.











