La vicenda del piccolo Domenico, il bambino di due anni ricoverato in condizioni gravissime all’Ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore fallito, continua ad aggravarsi sotto il profilo giudiziario e umano. I magistrati stanno ampliando il fascicolo di indagine, e non si esclude che presto possano essere iscritti nuovi indagati anche al di fuori della Campania, nell’ambito dell’inchiesta aperta anche a Bolzano.
Attualmente il pubblico ministero ha già iscritto nel registro degli indagati sei persone tra medici e paramedici per lesioni colpose gravi in ambito sanitario. Tuttavia l’inchiesta non si limita alla struttura partenopea: gli atti dell’indagine aperta a Bolzano, dove è avvenuto l’espianto del cuore che è poi risultato compromesso, saranno inviati a Napoli e potrebbero portare all’iscrizione di altri professionisti. L’attenzione degli inquirenti è puntata in particolare sulle modalità di conservazione e trasporto dell’organo donato.
Un elemento chiave dell’inchiesta è emerso da un audit interno dell’ospedale Monaldi: quando il contenitore termico contenente il cuore da trapiantare è stato aperto, l’organo era completamente inglobato in un blocco di ghiaccio, tanto da non riuscire a estrarlo facilmente. Il problema sarebbe nato dal fatto che, durante il trasporto da Bolzano, sarebbe stato utilizzato ghiaccio secco anziché ghiaccio tradizionale, con conseguente danno da congelamento dell’organo stesso.
Nonostante fosse chiaro fin da subito che il cuore poteva essere compromesso, l’équipe ha deciso di procedere all’impianto «in assenza di alternative», poiché il cuore malato di Domenico era già stato espiantato. Dopo tre ore in cui l’organo non ha ripreso a funzionare, il bambino è stato collegato a un macchinario extracorporeo (Ecmo) che lo mantiene in vita.
Un team di esperti riunito al Monaldi ha espresso nelle ultime ore parere negativo rispetto alla possibilità di sottoporre il bambino a un nuovo trapianto: secondo gli specialisti, lo stato clinico di Domenico non sarebbe compatibile con un altro intervento di questo tipo. La speranza per la famiglia, però, non è del tutto sopita: i genitori hanno chiesto di visionare l’intera documentazione per valutare anche percorsi alternativi, compresa la possibilità di consulti all’estero.
Intanto, nella cittadina di Nola, dove risiede la famiglia del bambino, si sono svolti momenti di grande commozione e solidarietà. In piazza Duomo è stata organizzata una fiaccolata con palloncini a forma di cuore e striscioni in sostegno di Domenico, trasformata poi in momento di preghiera a causa della pioggia. Anche nelle chiese locali si sono tenute messe e preghiere per il piccolo e la sua famiglia, richiamando l’attenzione sul valore della vita e sull’unione della comunità in momenti di dolore.











