E’ ancora sconcertata la comunità di Sarno per l’omicidio del panettiere e salumiere 61enne Gaetano Russo, accoltellato a morte all’interno del suo negozio, dove lavorava da anni come figura conosciuta e benvoluta nella comunità locale.
L’allarme è scattato intorno alla mezzanotte tra il 2 e il 3 febbraio in piazza Sabotino, quando i residenti hanno sentito le urla provenire dal panificio di Russo. I soccorritori e le forze dell’ordine intervenuti sul posto, tra cui anche un carabiniere fuori servizio che abita nelle vicinanze, hanno trovato l’uomo gravemente ferito da molteplici coltellate e purtroppo privo di vita.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Nocera Inferiore, hanno portato all’arresto di un 35enne del posto, Andrea Sirica, già noto alle forze dell’ordine per precedenti legati alla droga. Secondo le prime ricostruzioni, Sirica si sarebbe introdotto nel locale in stato di agitazione e, durante una discussione con la figlia di Russo, avrebbe inferto almeno dieci fendenti al titolare intervenuto per difendere la ragazza. L’uomo è stato fermato all’interno del negozio, dove si era barricato dopo l’aggressione, e ora è in carcere con l’accusa di omicidio volontario.
Secondo quanto emerso, Sirica sarebbe stato visto poco prima dell’omicidio allontanato da una chiesa locale per comportamento molesto, tra urla e canti, segno di uno stato di alterazione già evidente alcune ore prima dell’aggressione fatale.
La figlia di Russo avrebbe aperto la porta al 35enne dopo che quest’ultimo aveva citofonato al locale: ciò avrebbe dato avvio alla lite con la giovane, poi degenerata nel gesto violento quando il padre è intervenuto.
Sgomento e dolore sono palpabili tra i cittadini di Cappella Vecchia, dove Russo era considerato un uomo umile, instancabile lavoratore e padre di famiglia, sempre pronto a servire la comunità con dedizione, con la panetteria aperta 24 ore su 24 e senza mai risparmiarsi.
Il sindaco di Sarno, Francesco Squillante, ha definito la vicenda una tragedia che lascia senza parole, sottolineando che Russo era “un uomo perbene” e che la città è rimasta profondamente colpita dalla sua perdita. Il sottosegretario di Stato al Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Tullio Ferrante, ha espresso profondo cordoglio, auspicando che le indagini facciano piena luce sull’accaduto e che chi ha commesso il gesto pagh i secondo la legge.
Al momento gli inquirenti stanno approfondendo le dinamiche che hanno portato all’aggressione, valutando se si sia trattato di un litigio degenerato o di un gesto di violenza improvvisa legato allo stato psicologico dell’aggressore. Molte delle risposte dovranno emergere dalle testimonianze raccolte e dagli esami tecnici in corso.











