Il governo italiano sta definendo un pacchetto di norme sulla sicurezza pubblica che comprende diverse misure volte a rafforzare l’ordine pubblico dopo recenti episodi di violenze di piazza e la crescente preoccupazione per la diffusione di coltelli tra i minorenni. Le proposte, ancora in fase di elaborazione tecnica e politica tra i ministeri competenti, dovrebbero essere inserite in parte in un decreto legge e in parte in un disegno di legge che il Consiglio dei ministri dovrebbe esaminare nelle prossime settimane.
Fermo preventivo per chi è considerato pericoloso
Una delle misure al centro del dibattito è il cosiddetto “fermo preventivo”. L’idea è consentire agli ufficiali e agli agenti di polizia di trattenere, nei propri uffici fino a 12 ore (con proposte di estensione fino a 48 ore per i soggetti con precedenti specifici), persone individuate durante i controlli preventivi in vista di manifestazioni pubbliche e ritenute potenzialmente pericolose per la sicurezza e il pacifico svolgimento dei cortei.
Questa misura è pensata per impedire che soggetti con atteggiamenti violenti arrivino in piazza e causino disordini, come avvenuto in passato in alcune grandi manifestazioni.
“Scudo” penale per agenti e cittadini
Tra le proposte figura anche lo “scudo penale”, ovvero una forma di tutela giudiziaria che impedirebbe l’iscrizione automatica nel registro degli indagati quando un agente di polizia o, in alcune ipotesi, anche un cittadino, agisce nell’adempimento del proprio dovere o in condizioni che configurano una causa di giustificazione, come la legittima difesa o l’uso legittimo delle armi.
La proposta, ispirata a un testo già depositato alla Camera, prevede che il pubblico ministero abbia un termine (ad esempio 7 giorni) per svolgere accertamenti prima di decidere se procedere con l’iscrizione nel registro degli indagati, evitando così procedure automatiche che potrebbero scoraggiare interventi delle forze dell’ordine.
Tolleranza zero sui coltelli e misure per i minorenni
Una parte rilevante del pacchetto riguarda la violenza con armi bianche. Tra le norme allo studio c’è il divieto di vendita di coltelli ai minorenni under 18, anche attraverso canali online, con sanzioni pecuniarie in caso di violazione.
Il testo prevede inoltre un divieto assoluto di porto di coltelli con lama superiore a 5 centimetri senza giustificato motivo e l’ampliamento dei casi in cui il questore può applicare l’ammonimento, un provvedimento amministrativo preventivo, nei confronti di ragazzi tra i 12 e i 14 anni coinvolti in episodi di violenza.
Per i genitori che omettono di vigilare sui figli minorenni responsabili di atti violenti sono previste multe aggiuntive.
Zone rosse nelle aree ad alta illegalità
Un’altra proposta in discussione riguarda l’istituzione di “zone rosse” nelle aree urbane segnate da gravi e ripetuti episodi di illegalità. In queste zone, i prefetti potrebbero vietare la presenza di persone segnalate dall’autorità giudiziaria per reati contro la persona, stupefacenti o porto di armi. Attualmente queste misure sono previste solo in casi eccezionali e urgenti, ma la nuova normativa potrebbe estenderne l’applicazione.
Un pacchetto che combina ordine pubblico e prevenzione
Le norme allo studio, dal fermo preventivo allo scudo penale, dai divieti di vendita di coltelli ai minorenni alle zone rosse, mirano a creare un quadro legislativo più efficace per prevenire violenze di piazza e reati legati alla criminalità urbana, bilanciando sicurezza, prevenzione e diritti individuali.
Il pacchetto sicurezza è oggetto di confronto politico, tecnico e giuridico nei ministeri e tra le forze politiche, con l’obiettivo di trovare un equilibrio tra tutela dell’ordine pubblico e rispetto delle garanzie costituzionali prima della presentazione ufficiale in Consiglio dei ministri.











