Nel tardo pomeriggio di martedì 27 gennaio, i carabinieri della stazione di Torre del greco, insieme ai militari della sezione radiomobile, intervengono all’ospedale Maresca. In pronto soccorso è appena arrivata una donna di 40 anni, vittima di una violenta aggressione da parte del compagno.
All’arrivo dei militari, nella sala d’attesa c’è anche l’uomo: un 38enne del posto. La donna appare in stato confusionale, con l’occhio destro gonfio e tumefatto e una ferita lacero-contusa all’altezza dell’orecchio. Le sue condizioni rendono subito chiara la gravità dell’accaduto.
I carabinieri avviano immediatamente gli accertamenti e ricostruiscono una storia di violenze durata vent’anni. La coppia conviveva da due decenni e ha due figli di 9 e 7 anni. Secondo quanto emerso, le aggressioni sarebbero state frequenti, alimentate dalla gelosia ossessiva dell’uomo, convinto di essere tradito.
L’ultimo episodio prima della rottura risale al 3 gennaio scorso, quando la donna subì un’aggressione che le causò la frattura di un dito. In quell’occasione, però, la vittima non denunciò: ai sanitari parlò di un incidente domestico. «Non volevo rovinare il padre dei miei figli», dirà poi ai carabinieri.
Nonostante la fine della relazione, l’uomo ha continuato a contattarla insistentemente. Ieri l’ennesimo tentativo: un “incontro chiarificatore” che la donna inizialmente rifiuta, ma al quale poi acconsente. L’appuntamento avviene nell’abitazione dei genitori di lui, dove però l’uomo è solo. Dopo una discussione, l’ennesima aggressione.
La vittima tenta di fuggire. L’uomo le prende la borsa e la svuota. La 40enne riesce a uscire ma, frastornata, resta nell’androne del palazzo. Ha la testa che gira, il volto dolorante.
Poco dopo l’uomo la richiama, si scusa, le chiede di tornare. Lei accetta ancora una volta e viene nuovamente aggredita.
La donna riesce a uscire di casa. In strada viene raggiunta e colpita ancora. Uno schiaffo la fa cadere a terra: batte la testa sull’asfalto. Riesce comunque ad alzarsi e a correre verso casa di un’amica, che la soccorre e la accompagna in ospedale. Nel frattempo il cellulare continua a squillare: l’uomo la chiama ripetutamente.
La ricostruzione è completa. I carabinieri accertano anche che la frattura al dito di gennaio era stata coperta da una falsa versione dei fatti.
Al termine delle formalità, il 38enne viene arrestato per maltrattamenti in famiglia e trasferito nel carcere di competenza.











