Una tragedia sfiorata quella avvenuta la mattina di venerdì 23 gennaio, comune alle porte di Napoli, dove una palazzina è crollata dopo essere stata precauzionalmente evacuata il giorno precedente dalle forze dell’ordine.
Il primo segnale di pericolo era arrivato nella giornata di giovedì 22 gennaio, quando molti residenti di via Cavour e zone limitrofe avevano avvertito rumori sordi e scricchiolii, accompagnati da crepe nei muri e problemi strutturali. Un boato particolarmente forte aveva fatto scattare l’allarme, spingendo molti abitanti a chiamare i soccorsi. I Vigili del Fuoco, giunti sul posto insieme ai tecnici per un sopralluogo, avevano riscontrato una perdita d’acqua consistente in una grossa cavità alla base dello stabile, dovuta alla rottura di una condotta idrica. In considerazione del grave rischio di cedimento, le autorità avevano disposto lo sgombero precauzionale di circa venti nuclei familiari, che avevano lasciato le loro abitazioni per trascorrere la notte tra parenti, amici o soluzioni alternative assistite dalle istituzioni.
Nelle prime ore della mattinata successiva, intorno alle sette, uno dei palazzi precedentemente evacuati è crollato parzialmente, abbattendosi su se stesso senza provocare vittime né feriti, proprio grazie alle tempestive misure di sicurezza adottate il giorno prima. Le mura residue continuano a deteriorarsi e nuovi edifici attigui sono stati sgomberati in via cautelativa per ulteriori verifiche tecniche.
Tra gli sfollati regna paura e rabbia: molti di loro avevano investito i risparmi di una vita nell’acquisto della propria abitazione e ora si trovano senza casa, con poche prospettive immediate per la ricostruzione o l’assistenza abitativa. “Abbiamo buttato i sacrifici di una vita”, ha dichiarato uno dei residenti, esprimendo frustrazione per la situazione e chiedendo risposte concrete dagli enti locali per il futuro delle famiglie colpite.
In questo quadro di emergenza, un ruolo fondamentale è stato svolto da un giovane residente, Domenico Ferraiuolo, che per primo aveva percepito i segnali di cedimento, sollecitando gli altri condomini a lasciare l’edificio e chiamando i soccorsi. Proprio il tempestivo allarme lanciato da Ferraiuolo e dagli altri cittadini ha evitato una tragedia ben più grave, potenzialmente con molte vittime se lo stabile fosse crollato mentre le persone erano ancora all’interno.
Sul posto sono intervenuti anche rappresentanti della Regione Campania, tra cui l’assessora alla Protezione civile Fiorella Zabatta, insieme a volontari della Protezione Civile e tecnici per la messa in sicurezza dell’area e il coordinamento dei soccorsi. Le autorità continuano a monitorare la situazione, procedendo con ulteriori verifiche strutturali sugli edifici adiacenti e valutando possibili interventi di sostegno per le famiglie rimaste senza abitazione. Allo stesso tempo, restano aperte le indagini tecniche per chiarire eventuali responsabilità e cause precise del cedimento legato alla perdita idrica.
Una tragedia evitata per un soffio, che tuttavia lascia dietro di sé tanta incertezza per decine di persone e rilancia l’attenzione sulla sicurezza degli immobili nei centri urbani e sulle procedure di prevenzione per tutelare la vita dei cittadini.











