Ci sono storie che nascono dietro le mura di un istituto penale minorile e che raramente riescono a raggiungere il grande pubblico. Storie di errori, fragilità, rabbia, ma anche di riscatto, creatività e desiderio di futuro. Saranno proprio queste voci a salire sul palco del Campania Teatro Festival con “Portami là fuori. Tra rap, metateatro e memorie”, lo spettacolo ideato da CCO – Crisi Come Opportunità, in programma il prossimo 25 giugno alle ore 21 nel Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale di Napoli.
L’evento rappresenta il momento culminante di un anno di laboratori artistici realizzati negli Istituti Penali per Minorenni di Airola e Nisida, coinvolgendo ragazzi detenuti, giovani sottoposti a misure della giustizia minorile e coetanei provenienti dall’esterno. Un progetto che utilizza arte, musica e teatro come strumenti di espressione e crescita personale.
Sul palco le storie nate dentro gli IPM
“Portami là fuori” non sarà un semplice spettacolo teatrale, ma un vero e proprio concerto-racconto in cui le canzoni scritte dai ragazzi si intrecceranno alla narrazione scenica.
A guidare il pubblico in questo percorso saranno due volti molto amati della serie televisiva Mare Fuori: Giovanna Sannino e Gaetano Migliaccio, chiamati a dare voce ai racconti e alle emozioni emerse durante il lavoro svolto all’interno degli istituti.
Attraverso il rap, il teatro e la memoria collettiva verranno affrontati temi profondi e universali: il rapporto con la famiglia, la rabbia, l’amore, il peso delle scelte compiute e la ricerca di una seconda possibilità.
Tra mito, classici e nuove narrazioni
Lo spettacolo costruisce un dialogo originale tra le esperienze dei giovani protagonisti e alcune grandi figure della letteratura e del teatro.
Sul palco troveranno spazio richiami ad Asterione e al mito del Minotauro, alle Troiane e a una rilettura contemporanea di Casa di bambola di Ibsen. Un intreccio che permette ai racconti dei ragazzi di dialogare con temi senza tempo come la libertà, l’identità, la colpa e la possibilità di cambiare il proprio destino.
Il risultato è un metateatro che supera il confine tra chi osserva e chi racconta, tra chi vive “dentro” e chi vive “fuori”.
Lucariello e Paola Turci tra gli ospiti della serata
Accanto ai giovani protagonisti saliranno sul palco alcuni degli artisti che da anni condividono con loro il percorso laboratoriale.
Tra questi Lucariello, ideatore del Presidio Culturale Permanente negli IPM, insieme a Federico Di Napoli, Shada San e Oyoshe.
Ospite speciale sarà Paola Turci, che interpreterà insieme ai ragazzi i brani “Bambini” e “Fatti bella per te”, prima di concludere la serata con il suo ultimo singolo “Vita mia”, in un incontro artistico capace di unire generazioni e percorsi di vita differenti.
Vent’anni di CCO e un modello di inclusione
Lo spettacolo assume un significato ancora più importante perché arriva nell’anno in cui CCO – Crisi Come Opportunitàcelebra i vent’anni di attività.
L’associazione opera da due decenni nelle scuole, nelle periferie e negli istituti penali minorili attraverso progetti di comunicazione sociale ed educazione. Solo nel 2025 i formatori e gli operatori hanno trascorso oltre 1.200 ore negli IPM italiani, coinvolgendo circa 120 ragazzi in attività artistiche e culturali.
Un impegno che negli anni ha prodotto brani musicali, videoclip, cortometraggi e spettacoli teatrali, offrendo ai giovani strumenti concreti per raccontarsi e costruire nuove prospettive.
L’arte come ponte tra dentro e fuori
«L’arte non cancella gli errori, ma li trasforma in racconto e relazione», spiega Lucariello, ripercorrendo un progetto nato nel 2013 con l’obiettivo di garantire una presenza culturale stabile negli istituti minorili.
Ed è proprio questo il senso più profondo di “Portami là fuori”: abbattere simbolicamente il muro che separa il carcere dalla società, mostrando al pubblico non il reato o la condanna, ma le persone, le emozioni e i percorsi di crescita che possono nascere anche nei luoghi più difficili.
Un appuntamento che si inserisce nel programma del Campania Teatro Festival come una delle testimonianze più significative di come cultura, musica e teatro possano diventare strumenti di inclusione, dialogo e cambiamento sociale.










