Emergono dettagli drammatici dall’autopsia sul corpo di Federica Torzullo, la donna di 41 anni scomparsa la sera dell’8 gennaio e ritrovata morta domenica 18 gennaio in un terreno alle spalle dell’azienda del marito. L’esame medico-legale ha rivelato che la vittima è stata colpita da 23 coltellate, in gran parte infitte al collo e al volto, con segni che indicano i tentativi di difendersi durante l’aggressione.
Secondo i primi risultati dell’esame, svolto presso l’Istituto di Medicina Legale della Sapienza di Roma, il corpo di Federica presentava 23 ferite di arma da taglio: almeno 4 coltellate sulle mani testimoniano come la donna abbia cercato di proteggersi, mentre 19 ferite sono state inferte tra collo e volto, aree che indicano una violenza estrema. Il colpo mortale sarebbe stato sferrato al lato destro del collo, dov’è stata lesionata un’arteria vitale. L’autopsia ha evidenziato anche altri segni di brutalità: ustioni sul volto, collo, braccia e parte superiore del torace causate probabilmente da un tentativo di dare fuoco al corpo; l’intera gamba sinistra è risultata amputata e il torace schiacciato dalla benna di una scavatrice, presumibilmente usata per occultare la salma in una fossa scavata nel terreno dell’azienda.
Sulla base delle risultanze investigative e dell’autopsia, la Procura di Civitavecchia ha contestato all’unico indagato, Claudio Agostino Carlomagno, il reato di femminicidio oltre a quello di occultamento di cadavere; il marito di Federica è attualmente detenuto nel carcere di Civitavecchia. Gli inquirenti ritengono che dopo aver ucciso la moglie, Carlomagno abbia tentato di dare fuoco e smembrare il corpoper ostacolare il riconoscimento, prima di seppellirlo in una buca nel terreno vicino alla ditta di famiglia. Sono in corso ulteriori accertamenti per chiarire compiutamente il movente e la dinamica completa del delitto.
Il corpo della donna era stato individuato dopo 10 giorni di ricerche: tracce ematiche trovate dai Carabinieri, all’interno dell’abitazione, sull’auto e sui vestiti dell’indagato, avevano già indicato scenari tragici prima del ritrovamento della salma. La donna era scomparsa senza lasciare tracce, fino al ritrovamento nel terreno attiguo all’azienda del marito, con cui conviveva e con cui aveva un figlio di 10 anni. La brutalità dei dettagli emersi dall’autopsia, il numero delle coltellate, le ustioni e altre lesioni, ha portato gli inquirenti a parlare di un femminicidio di particolare ferocia, che ora viene ricostruito passo dopo passo nell’ambito dell’inchiesta della Procura.









