Una stangata giudiziaria di enorme portata quella incassata da figure apicali e sodali dell’alleanza composta dai vecchi clan della periferia orientale di Napoli: il Tribunale di Napoli ha emesso una lunga serie di condanne nei confronti di esponenti del cartello mafioso De Luca Bossa-Minichini-Casella-Reale, che da anni aveva messo sotto controllo vaste aree del quartiere Ponticelli, imponendo traffico di droga, estorsioni e gestione violenta delle case popolari. I giudici, nella sentenza d’appello, hanno inflitto condanne complessive pari a quasi tre secoli di carcere, confermando in pieno la portata delle accuse mosse dalla Direzione Distrettuale Antimafia.
Una sentenza che riguarda 27 imputati coinvolti nel processo frutto dell’inchiesta coordinata dalla DDA di Napoli e scaturita da un’indagine che aveva portato all’esecuzione di decine di misure cautelari nel 2022. Gli uomini e le donne condannati erano ritenuti parte integrante di un sistema di tipo mafioso che, secondo l’accusa, aveva infiltrato affari illeciti nella vita economica e sociale di vaste fette di territorio, in primis i rioni di edilizia popolare, imponendo racket, spaccio di stupefacenti e controllando gli alloggi popolari di Ponticelli con intimidazioni sistematiche.
Tra gli imputati figurano boss, gregari e figure ritenute di vertice della cosca, con pene di assoluta rilevanza, come Giuseppe De Luca Bossa, fratello di Tonino ‘o sicco, boss fondatore dell’omonimo clan che era ritornato a Ponticelli, – dopo essersi trasferito nel casertano – per ricoprire il ruolo di reggente del clan di famiglia e farne le veci all’interno del cartello composto dai clan in declino dell’ala orientale di Napoli, animati dal duplice intento di scalzare i Mazzarella da San Giovanni a Teduccio e i De Micco da Ponticelli. Al pari dei fratelli Alfredo e Michele Minichini, figli del defunto boss “Cirillino”, protagonisti di diverse azioni violente; ma anche le figure apicali del clan Casella e delle “Pazzignane”, particolarmente segnate dalla decisione della reggente del clan Luisa De Stefano di collaborare con la giustizia. Un proposito che non le è servito a beneficiare di una pena più indulgente, a fronte dei 19 anni di reclusione incassati.
Nel loro complesso, le condanne superano i 290 anni di reclusione: un risultato giudiziario che conferma la forte imputazione di associazione per delinquere di tipo mafioso, traffico di stupefacenti e una serie di reati aggravati dall’aggravante mafiosa.
Secondo gli investigatori, il cartello De Luca Bossa-Minichini era riuscito a imporre il proprio controllo sugli spazi urbani tanto tramite la gestione dello spaccio di droga frenetico e diffuso, quanto con pratiche estorsive ai danni di residenti e commercianti. In diversi episodi, la cosca avrebbe anche condizionato l’assegnazione e l’uso degli alloggi popolaridella zona orientale di Napoli, creando una forma di controllo sistematico del territorio che andava ben oltre il semplice traffico di stupefacenti.
La sentenza d’appello rappresenta un duro colpo per il clan e rafforza la tesi degli inquirenti che da anni descrivevano la struttura come un “superclan” capace di esercitare una rete di influenza criminale estesa e radicata nella comunità locale.
Per la Procura e le forze dell’ordine coinvolte, il pronunciamento del Tribunale non è solo una punizione severa per i singoli imputati, ma un segnale tangibile di contrasto alla criminalità organizzata. L’azione giudiziaria ha messo in luce come l’azione coordinata tra magistratura, polizia giudiziaria e investigativa possa smantellare reti criminali consolidate e proteggere i cittadini dalla sopraffazione mafiosa.
Le condanne:
Luisa De Stefano – 19 anni
Alfredo Minichini – 15 anni
Gennaro Aprea – 15 anni
Luigi Austero – 14 anni e 6 mesi
Francesco Audino – 14 anni e 4 mesi
Umberto De Luca Bossa – 13 anni
Roberto Boccardi – 13 anni
Giuseppe Casella – 12 anni e 6 mesi
Eduardo Casella – 12 anni
Giuseppe De Luca Bossa – 11 anni
Antonio Acanfora – 11 anni e 4 mesi
Emanuel De Luca Bossa – 10 anni
Giovanni De Turris – 10 anni e 2 mesi
Giulio Ceglie – 10 anni
Gabriella Onesto – 10 anni e 8 mesi
Vincenzo Barbato – 9 anni e 6 mesi
Luigi Crisai – 9 anni e 6 mesi
Domenico Amitrano – 9 anni e 8 mesi
Giuseppe Damiano – 9 anni e 4 mesi
Domenico Gianniello – 9 anni e 4 mesi
Luigi Aulisio – 8 anni e 8 mesi
Vincenzo Casella – 8 anni e 8 mesi
Ciro Imperatrice – 8 anni e 8 mesi
Nicola Aulisio – 8 anni e 6 mesi
Anna De Luca Bossa – 8 anni
Giovanni Esposito – 8 anni
Tommaso Schisa (collaboratore) – 8 anni
Pasquale Damiano – 8 anni
Francesco Clienti – 7 anni e 6 mesi
Nicola Onori – 7 anni e 6 mesi
Ciro Ricci – 7 anni e 6 mesi
Ciro Esposito – 5 anni
Vincenza De Stefano – 2 anni
Mariarca Gala – un anno e 4 mesi
Martina Minichini – un anno e 4 mesi











