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Napoli: restano in carcere i quattro minorenni accusati di aver accoltellato un calciatore 18enne

Redazione Napolitan di Redazione Napolitan
16 Gennaio, 2026
in Cronaca
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Napoli, controlli dei Carabinieri: ancora giovani in possesso di armi
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Il Tribunale del Riesame di Napoli ha confermato le misure cautelari in carcere per quattro minorenni ritenuti responsabili dell’accoltellamento del 18enne Bruno Petrone a Napoli, episodio avvenuto nella zona dei baretti di Chiaia la notte tra il 26 e il 27 dicembre scorso. 

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La vittima, Bruno Petrone, un giovane calciatore dilettante dell’Unione Sportiva Angri 1927, è stata aggredita durante una rissa scoppiata per motivi ancora al vaglio degli investigatori. La colluttazione è esplosa nella celebre area della movida napoletana, quando un gruppo di cinque giovani si è avvicinato a Bruno e, secondo gli inquirenti, un 15enne ha estratto un coltello e colpito ripetutamente il ragazzo. 

Le immagini di un video acquisito dalla polizia giudiziaria, riprese da una telecamera di sorveglianza, documentano l’arrivo dei cinque aggressori su due scooter, la rapida escalation di violenza e i momenti in cui la vittima viene colpita con due fendenti, uno al fianco e uno al ventre. Il tribunale del Riesame ha rigettato l’istanza di attenuazione della misura cautelare presentata dai difensori dei quattro minorenni, uno di 15 anni e tre di 17, confermando la custodia in carcere in attesa del proseguimento dell’iter giudiziario. La decisione segue la prima misura disposta dal gip Anita Polito su richiesta del pm Claudia De Luca, titolare delle indagini. 

Secondo l’accusa, i quattro sono ritenuti responsabili del tentato omicidio di Petrone, mentre un quinto coinvolto nella rissa è stato denunciato, ma non arrestato. I legali degli indagati avevano chiesto la sostituzione della detenzione con una misura più lieve, come il collocamento in comunità o gli arresti domiciliari, per consentire ai giovani di proseguire gli studi, ma la richiesta è stata respinta dal Tribunale del Riesame. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, nei filmati si vede il gruppo di cinque arrivare a bordo di due scooter e confrontarsi con Bruno e i suoi amici. Il 15enne, ritenuto l’esecutore materiale dell’accoltellamento, sarebbe stato quello a infierire con l’arma da taglio, un coltello a farfalla poi sequestrato, ferendo gravemente la vittima. 

La dinamica dell’aggressione e il movente non sono ancora del tutto chiari alle forze dell’ordine, che stanno approfondendo le relazioni tra i ragazzi coinvolti e i motivi che hanno portato a un gesto così violento.

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