La commissaria di Polizia Flavia Misuraca, 27 anni, è stata trovata senza vita venerdì 9 gennaio nella sua camera d’albergo a Bardonecchia, in provincia di Torino, dove si trovava in servizio per un periodo di distaccamento legato ai servizi di ordine pubblico in Val di Susa.
Originaria di Partinico, comune della provincia di Palermo, Flavia si era laureata in Giurisprudenza e aveva recentemente concluso il percorso formativo alla Scuola Superiore di Polizia. Dopo la nomina a commissaria lo scorso giugno, aveva iniziato il suo primo incarico operativo presso la Questura di Grosseto, dove era dirigente dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico (UPGSP), ruolo di grande responsabilità per una giovane funzionaria.
La giovane funzionaria è stata trovata senza vita all’interno della stanza dell’hotel dove alloggiava da circa dieci giorni per motivi di servizio. A dare l’allarme è stato un collega, preoccupato dal fatto che non rispondesse alle chiamate e non si presentasse per il passaggio di turno. Sul posto sono intervenuti i soccorsi e la polizia scientifica per gli accertamenti.
La Procura di Torino ha aperto un fascicolo per chiarire le circostanze della morte, che attualmente appaiono ancora da definire. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti c’è anche quella di un gesto volontario con l’arma d’ordinanza, secondo quanto emerge dalle prime verifiche dei rilievi. Tuttavia, saranno gli accertamenti ufficiali a fornire risposte definitive.
Flavia Misuraca rappresentava una generazione nuova di dirigenti della Polizia di Stato: giovane, preparata e motivata. Dopo il concorso, la formazione e l’ingresso nella Questura di Grosseto, aveva rapidamente conquistato stima e fiducia nel suo ambiente professionale, come testimoniano le parole di benvenuto del questore al suo arrivo in servizio.
Nel distaccamento in Val di Susa, era impegnata nei dispositivi di protezione e vigilanza connessi ai cantieri della TAV, un incarico delicato che richiede esperienza, equilibrio e senso del dovere. Quello di ieri avrebbe dovuto essere il suo ultimo turno prima del rientro a Grosseto.
La notizia ha colpito profondamente la comunità di Partinico, che la conosceva come una ragazza determinata e piena di prospettive. Anche i colleghi e le autorità locali hanno espresso profondo dolore per la perdita di una giovane servitrice dello Stato, mentre amici e familiari affrontano un dolore inaspettato e immenso.
La vicenda, ancora avvolta nel mistero, apre interrogativi difficili non solo per la sua dinamica, ma per la perdita di una giovane vita al servizio della collettività.










