Dopo anni di detenzioni politiche sotto il regime venezuelano, nelle ultime ore il governo di Caracas ha annunciato la liberazione di un “numero importante” di prigionieri, tra cui cittadini venezuelani e stranieri detenuti per motivi politici o legati a tensioni interne al Paese. La decisione è stata presentata dalle autorità come un gesto unilaterale volto a “consolidare la pace” nel contesto di una complessa transizione politica, dopo la cattura dell’ex presidente Nicolás Maduro da parte degli Stati Uniti.
Tra le persone liberate ci sono due italiani: l’imprenditore Luigi Gasperin e il giornalista e politico Biagio Pilieri, la cui scarcerazione è stata confermata da fonti diplomatiche italiane e venezuelane. Questi rilasci rappresentano un segnale positivo per le famiglie di altri cittadini stranieri e oppositori ancora detenuti, e riaccendono le speranze di una possibile soluzione anche per Alberto Trentini, l’operatore umanitario italiano recluso a Caracas da oltre un anno.
Alberto Trentini, 46 anni e originario del Lido di Venezia, è un cooperante impegnato da anni nella solidarietà internazionale. Era in Venezuela dal 17 ottobre 2024 per una missione con l’ONG Humanity & Inclusion, che sostiene persone con disabilità nei Paesi in crisi. Il 15 novembre 2024, mentre si recava da Caracas a Guasdalito, è stato fermato da un posto di blocco e arrestato dalle autorità venezuelane senza che gli venissero formalmente contestate accuse precise.
Da allora è detenuto nella prigione di El Rodeo I, alla periferia di Caracas, in condizioni di isolamento e senza un regolare processo giudiziario. Famiglia e avvocati denunciano la totale mancanza di trasparenza sulle accuse e sulle condizioni di detenzione.
Nel corso del 2025, la famiglia di Trentini ha lanciato appelli pubblici e mobilitazioni in Italia e all’estero per chiedere la sua liberazione, sottolineando come il caso sia caratterizzato da accuse generiche di “cospirazione” o perfino terrorismo, ritenute infondate dai familiari e da osservatori internazionali.
Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha ribadito più volte l’impegno costante della Farnesina per riportare Trentini a casa, dichiarando che il dialogo diplomatico con le autorità venezuelane prosegue “con discrezione e determinazione”.
Organizzazioni per i diritti umani hanno definito la sua detenzione come parte di una più ampia politica di arresti arbitrari utilizzati come leva nei rapporti internazionali, e hanno chiesto che il governo venezuelano chiarisca la situazione legale di Trentini e di altri prigionieri stranieri.
La liberazione di Gasperin e Pilieri rappresenta una svolta significativa e riapre la possibilità che anche Trentini possa essere incluso in futuri rilasci, soprattutto nell’ambito degli sforzi diplomatici guidati da intermediari internazionali. Tuttavia, non c’è ancora conferma ufficiale che il suo nome compaia nelle liste di detenuti che verranno liberati nelle prossime ore. Le famiglie e i sostenitori di Trentini attendono ora dettagli ufficiali sulle persone coinvolte nei rilasci, nella speranza che i recenti sviluppi possano tradursi in un prossimo ritorno in Italia per il cooperante italiano.











