Il 30 dicembre 2017, alla vigilia di capodanno, a Bitonto, in provincia di Bari, Anna Rosa Tarantino, una 84enne sarta, è stata uccisa in un agguato di mafiamentre attraversava una strada del centro storico, vittima innocente della violenza criminale scatenata da una faida tra clan rivali.
Era circa le 7:40 del mattino quando Anna Rosa si trovava in via Porta Robustina, diretta probabilmente alla messa delle 7:45 nella vicina cappella di Santa Maria delle Vergini. In quel momento, nel cuore del borgo antico, esplosero numerosi colpi di pistola durante uno scontro a fuoco tra gruppi criminali che si contendevano il controllo delle piazze di spaccio. Nei proiettili sparati per colpire un uomo presente sulla traiettoria, la donna fu centrata da almeno due pallottole, una al torace e una all’addome. I soccorsi furono tempestivi, ma Anna Rosa morì a bordo dell’ambulanza mentre veniva trasportata all’ospedale.
L’agguato non fu un episodio isolato ma parte di una serie di sparatorie che quella mattina insanguinarono diversi angoli della città, con decine di bossoli rinvenuti nelle strade. Le indagini successive rivelarono che il vero obiettivo dei sicari era un giovane pregiudicato legato alla criminalità locale, rimasto ferito, mentre Anna Rosa pagò con la vita la colpa di essere passata in strada.
La sparatoria e la morte di Anna Rosa suscitarono sdegno, rabbia e incredulità non solo nella città di Bitonto ma anche a livello nazionale. A seguito dell’accaduto, vi furono manifestazioni di solidarietà e richieste di sicurezza, con le autorità politiche e civili che condannarono fermamente l’episodio e promisero un impegno rafforzato contro la criminalità organizzata nelle piazze urbane.
Le indagini della Direzione Distrettuale Antimafia portarono a numerosi arresti di esponenti dei clan coinvolti negli agguati e a condanne per i responsabili materiali e mandanti di quegli spari. Nel corso degli anni successivi, sentenze confermate dalla magistratura hanno stabilito pene per i protagonisti della faida, sebbene in alcuni casi le condanne siano state ridimensionate in appello.
La figura di Anna Rosa Tarantino è divenuta simbolo delle vittime innocenti della criminalità organizzata e della necessità di una cultura della legalità. A Bitonto, la sua memoria è celebrata con marce della legalità, cerimonie pubbliche e iniziative nelle scuole per ricordare il prezzo pagato da chi non aveva alcun legame con il mondo criminale ma è rimasto ucciso dalla violenza mafiosa.
In occasione di ricorrenze e giornate dedicate alla memoria delle vittime innocenti, l’amministrazione comunale e le associazioni locali promuovono momenti di riflessione e impegno per prevenire ogni forma di sopraffazione, affinché quanto accaduto nel centro storico di Bitonto non si ripeta.











